PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 09_03_2016

Biblioteca Pubblica Rossani Ora va di moda la partecipazione «pezza a colore» _ Fra Rossani, Margherita e Manifattura

Oggi si parla di libri e spazio pubblico al fortino S. Antonio. Il Comune ha fissato un incontro – nell’ambito dei percorsi partecipativi «Ri.Accordi urbani» – in cui presenterà il progetto per la nuova sede  di biblioteca e mediateca regionale. E domani si replica, ospiti della Associazione Amici della Mediateca. Si chiama «partecipazione pezza a colore». La definizione – una assoluta novità nella letteratura scientifica della sociologia urbana – allude alla pratica arcaica della sartoria familiare che otteneva ammirevoli risultati nel rattoppare vestiti strappati senza dare troppo nell’occhio.

Spiega un comunicato del Comune che l‘incontro odierno serve a «condividere» il progetto  già presentato alla stampa settimane fa, dopo l’approvazione in giunta l’11 febbraio scorso. Oggi le luci della ribalta toccano a tre assessori comunali (Tedesco, Galasso e Maselli), una regionale (Capone), un dirigente regionale (Pellegrini) ed uno comunale (Tondo), nonché i progettisti (Porfido e Netti) e infine alla consulente Antonella Agnoli.

Accortamente (o per un involontario lapsus) la partecipazione ha ceduto il passo alla condivisione, dal momento che il progetto, oramai al grado di «definitivo», è già al bando di gara. C’è poco da discutere, a questo punto. Al massimo qualcosa da dire ce l’avranno le imprese edili in concorso con le loro proposte migliorative. Ma bisogna pur recitare la liturgia della partecipazione e per questo domani si replica, a gentile richiesta: Antonella Agnoli, esperta di biblioteche e consulente per gli aspetti gestionali, sarà ospite alle 17,30 in via Zanardelli. L’Associazione Amici della Mediateca vorrebbe «indirizzare il Polo bibliotecario verso una visione di biblioteca di comunità e partecipata». Però arriva tardi: a questo punto c’è da sperare che la visione degli «amici» sia simile a quella (già fissata nel progetto definitivo) di Agnoli, che aveva trovato «antipatica» la rubrica Piazza Grande dello scorso 17 febbraio (avrà trovato che fosse indelicato dire che il suo incarico non è frutto di una selezione pubblica ma di una scelta di vertice…). In altre occasioni abbiamo segnalato il rischio che la «partecipazione popolare» si possa rivelare una pratica di anestesia del conflitto sociale potenziale e di riduzione del confronto alla consultazione e alla informazione, quel che la sociologa Sherry Arnstein chiama «Tokenismo», cioè partecipazione di facciata. Ma a questo punto dobbiamo spingere in là il segnale d’allarme: non si tratterà di «manipolazione» o di «trattamento terapeutico»?

Naturalmente, è importante che nella Rossani nasca finalmente una biblioteca pubblica anziché i parcheggi interrati e i centri commerciali che erano nelle intenzioni della precedente amministrazione comunale. Ma non c’è bisogno di invocare la partecipazione, soprattutto quando è ormai una «pezza a colore». Nemmeno di questa pratica ad effetto retroattivo c’è peraltro traccia in altri due progetti rilevanti: teatro Margherita e Manifattura Tabacchi. Del primo possiamo dire che la gara per i lavori, comprensivi della progettazione esecutiva, l’ha  vinta – con il massimo ribasso – l’impresa Rossi, che si è affidata agli architetti dello studio romano ABDR (cioè Arlotti, Beccu, Desideri e Raimondo): un gruppo che di teatri se ne intende, avendo progettato il nuovo teatro dell’opera di Firenze. Due studi baresi, subito dopo: al secondo posto, con l’impresa Cobar, i giovani valorosi Moramarco&Ventrella; al terzo Smn e Gianluigi Sylos Labini (progettisti per le imprese Garibaldi e Resta associate). Complessivamente i concorrenti erano sei: completano la graduatoria le imprese Ccc di Bologna, Primos di Bari e Pessina di Milano.

Infine, la Manifattura: a differenza di quel che aveva detto in conferenza stampa l’amministratore delegato di Invimit Sgr, l’architetto Elisabetta Spitz, il concorso d idee non sarà affatto riservato a giovani progettisti (e ci pareva strano!). La gara, intitolata «Mani Futura», si svolgerà in due fasi. Dopo una selezione sulla base dei «precedenti» professionali e del fatturato (con esperienze «nella progettazione sia di uffici e/o laboratori di ricerca di alta formazione, che nel recupero di ex edifici produttivi»), solo chi supera l’esame sarà invitato alla seconda fase, quella del progetto. C’è tempo appena fino al 15 marzo, per partecipare. E i famosi giovani? Be’, è obbligatorio averne uno nella squadra, per poter passare almeno la prima fase. Anche qui: una «pezza a colore» da conferenza stampa.

di NICOLA SIGNORILE

(pubblicato oggi su “La Gazzetta del Mezzogiorno”)

 

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Pubblicato il 09|03|2016, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Carissimo Nicola Signorile, ci spiace se anche questa nostra risposta le risulterà “antipatica”, ma di certo non lo è stato lei di meno nei nostri confronti, avendoci collocato tra le pezze a colori di una partecipazione a suo dire non vera. La nostra associazione è al contrario il risultato di una partecipazione non annunciata, ma praticata giorno dopo giorno dentro la Mediateca regionale, dal giorno della sua riapertura il 7 marzo 2013. Siamo i portatori di una storia e vogliamo iniziare a costruirne un’altra, quella del futuro Polo bibliotecario regionale. Un Polo regionale di cui non tocca a noi giudicare la qualità del progetto architettonico di restauro, ma il cui progetto possiamo testimoniare essere fedele interprete dei fabbisogni che in questi anni i cittadini hanno indicato prendendo realmente possesso della Mediateca. Tra questi anche quello di avere la biblioteca come luogo di confronto sulle tematiche dello sviluppo urbano, di Bari e della Regione. Tra di noi, tra i nostri associati, c’è anche chi l’ha invitata non molto tempo fa ad un confronto in Mediateca, ultimo di una serie di appuntamenti e non occasione episodica. Si può fare di più e anzi La informiamo che oggi si rischia di perdere questo patrimonio perché la Mediateca ha visto gravemente ridimensionati i suoi servizi essenziali e da tre mesi ha interrotto del tutto la sua pratica di biblioteca partecipata essendo scaduti i contratti in proroga di chi la gestiva. Ci sarebbe piaciuto che da parte sua, come c’è stata attenzione verso gli occupanti della ex-Caserma Liberata, ce ne fosse stata anche per noi. Ci auguriamo che questa attenzione verrà in futuro, senza antipatia da parte nostra, solo perché ci sembra di capire che Lei ci tenga come noi ad una partecipazione reale e non effimera. È vero, solo pochi di noi hanno partecipato al Laboratorio Ri-Accordi Urbani, ma chi lo ha fatto ha portato i contenuti di cui oggi siamo portatori organizzati. Anche perché Antonella Agnoli era stata in Mediateca nell’autunno del 2014 e vi aveva tenuto incontri con l’utenza e con i bibliotecari. La Mediateca aveva ospitato una mostra sulle più interessanti biblioteche del mondo ed anche quella era stata occasione di crescita e di elaborazione collettiva di un modello per il Polo. A noi sarebbe piaciuto molto se il Laboratorio partecipato avesse trovato nella Mediateca un luogo dove poter vivere in modo continuato, giorno dopo giorno. Questo avrebbe migliorato la qualità della partecipazione, ma in democrazia tutto è migliorabile ed è con questo spirito di crescita e di società aperta che noi oggi, invitando la consulente del progetto Antonella Agnoli ad ascoltare, badi bene, ascoltare le nostre storie, intraprendiamo un percorso che vuole davvero portare il futuro Polo bibliotecario pugliese ad essere biblioteca di comunità e partecipata. Lei è invitato, come tutti i cittadini sinceramente democratici, a parteciparvi. Con rinnovata fiducia,
    Associazione Amici della Mediateca pugliese

  2. Carissimo Nicola Signorile, ci spiace se anche questa nostra risposta le risulterà antipatica, ma non lo è stato lei di meno collocandci tra le pezze a colori di una partecipazione a suo dire non vera. L’Associazione Amici della Mediateca pugliese è il risultato di una partecipazione alla vita della Mediateca dal giorno della sua riapertura nel 2013. Siamo i portatori di una storia e vogliamo iniziare a costruirne un’altra, quella del Polo bibliotecario regionale, fedele interprete dei fabbisogni che in questi anni i cittadini hanno indicato, fra cui quello di avere la biblioteca come luogo di confronto. Tra i nostri associati, c’è anche chi l’ha invitata non molto tempo fa a un confronto in Mediateca, ultimo di una serie di appuntamenti e non occasione episodica. Si può fare di più, dato che oggi si rischia di perdere questo patrimonio perché la Mediateca ha visto gravemente ridimensionati i suoi servizi essenziali e da tre mesi ha interrotto del tutto la sua pratica di biblioteca partecipata essendo scaduti i contratti in proroga di chi la gestiva.
    Ci sarebbe piaciuto avere la Sua attenzione, come c’è stata verso gli occupanti della ex-Caserma Liberata. Ci auguriamo che questa attenzione verrà in futuro, perché ci sembra di capire che Lei tenga, come noi, a una partecipazione reale e non effimera.
    È vero, solo pochi di noi hanno partecipato al Laboratorio Ri-Accordi Urbani, ma chi lo ha fatto ha portato i contenuti di cui oggi si fa carico l’Associazione.
    Antonella Agnoli era stata in Mediateca nell’autunno del 2014 e vi aveva tenuto incontri con l’utenza e con i bibliotecari; la Mediateca aveva ospitato una mostra sulle più interessanti biblioteche del mondo e anche quella era stata occasione di crescita e di elaborazione collettiva di un modello per il Polo. A noi sarebbe piaciuto molto se il Laboratorio partecipato avesse trovato nella Mediateca un luogo dove poter vivere giorno dopo giorno. Questo avrebbe migliorato la qualità della partecipazione, ma in democrazia tutto è migliorabile ed è con questo spirito che noi oggi, invitando la consulente del progetto Antonella Agnoli ad ascoltare, badi bene, ascoltare le nostre storie, intraprendiamo un percorso che vuole portare il futuro Polo ad essere biblioteca di comunità e partecipata.
    Lei è invitato, come tutti i cittadini sinceramente democratici, a parteciparvi.
    Con rinnovata fiducia,

    Amici della Mediateca pugliese
    amicidellamediateca@gmail.com

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