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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 09_03_2016

Biblioteca Pubblica Rossani Ora va di moda la partecipazione «pezza a colore» _ Fra Rossani, Margherita e Manifattura

Oggi si parla di libri e spazio pubblico al fortino S. Antonio. Il Comune ha fissato un incontro – nell’ambito dei percorsi partecipativi «Ri.Accordi urbani» – in cui presenterà il progetto per la nuova sede  di biblioteca e mediateca regionale. E domani si replica, ospiti della Associazione Amici della Mediateca. Si chiama «partecipazione pezza a colore». La definizione – una assoluta novità nella letteratura scientifica della sociologia urbana – allude alla pratica arcaica della sartoria familiare che otteneva ammirevoli risultati nel rattoppare vestiti strappati senza dare troppo nell’occhio.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 10_02_2016

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Guido Cadorin, Le tabacchine, olio su tavola, 1920 (particolare)

Guido Cadorin, Le tabacchine, olio su tavola, 1920 (particolare)

Alla Manifattura un progetto dell’immateriale _ Concorso per il Cnr al Libertà

Portare la ricerca scientifica nel cuore del quartiere Libertà e al tempo stesso riutilizzare un immobile che è vuoto da decenni ed è assai malandato, nonostante sia un monumento, tutelato dalla Repubblica. La svolta per la ex Manifattura dei Tabacchi si chiama Consiglio Nazionale delle Ricerche: una sede per oltre 600 scienziati, da realizzare con un investimento di 33 milioni di euro. Questo il succo dell’accordo illustrato venerdì scorso e con il quale la Invimit Sgr (società di investimenti immobiliari, braccio operativo del Ministero dello Sviluppo economico nelle attività di dismissione del patrimonio demaniale) si fa carico della ristrutturazione, togliendo le castagne dal fuoco all’Università degli Studi. L’Ateneo aveva acquistato la metà della Manifattura per trasferirvi la facoltà di Scienze della Formazione che cresceva per numero di matricole e di insegnamenti, molti dei quali affidati a contratto o a supplenza. Ma sono stati gli stessi docenti gli avversari più tenaci del progetto, riluttanti all’idea di lasciare il borghese quartiere murattiano per il popolare Libertà, e per giunta in condominio con il mercato ortofrutticolo che occupa un’altra consistente porzione della fabbrica dismessa.

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