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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_07_2015

Il cantiere della sede del genio civile

La soprintendenza sotto inchiesta? Un bene e un male _ Il Castello e il Genio civile.


Non è una bella notizia che la Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio di Bari sia sotto inchiesta. Ma, al tempo stesso, è una notizia confortante. Cerchiamo di spiegare quel che appare un paradosso. La notizia, pubblicata ieri dalla «Gazzetta», è che il giudice per le indagini preliminari ha concesso alla Procura una proroga delle indagini sull’ipotesi – al momento – di concorso in abuso di ufficio. Indagati – si apprende dal provvedimento del giudice – sono tre architetti: l’ex direttore regionale per la Puglia dei Beni culturali, Ruggero Martines, l’ex soprintendente Nunzio Tomaiuoli e la funzionaria Emilia Pellegrino.
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 08_10_2014

56544Viene prima la quercia o la pietra? _ Da piazza Massari a Santa Chiara un controllo popolare sui progetti

Viene prima la quercia o la geometria della pietra? Questione cruciale per gli architetti d’oggi, stretti tra l’artificiale e il naturale, tra il mito della costruzione e il totem del paesaggio storico. Mai avremmo però immaginato, con questo bel carico di questioni  teoriche, di ritrovarci di fronte il caso estremo e imbarazzante di piazza Massari. Già raccontarla, la faccenda, sembra complicato: sono storti gli alberi che si ostinano a spostarsi dal centro dei rispettivi alvaretti? Oppure sono le buche ad essere inadeguate agli alberi? Ancor prima di risolvere il dilemma, a Palazzo di città c’è chi ha dato la colpa ai muratori: «Non se ne sono accorti mentre lavoravano?» hanno detto, rimadando l’eco dell’ingenuo passante.

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Alberto Magnaghi sul Piano Paesaggistico Territoriale della Puglia

Riportiamo un’intervista pubblicata su Repubblica.it ad Alberto Magnaghi, coordinatore del PPTR (in fase di osservazioni). Nel rispondere alle domande, Magnaghi pone l’attenzione sul contraddittorio uso delle energie rinnovabili, sulla discutibile colpa che viene attribuita ai piani paesaggistici rispetto alla crisi del settore edilizio, e soprattutto sul carattere non vincolante, ma progettuale del Piano (quindi un Piano di opportunità, non di meri divieti).

Di seguito trovate i link dell’intervista all’assessore Barbanente  e l’articolo “Territorio. Vincoli e linee guida della Regione” (che presentava il Piano), già pubblicati entrambi su Occhisullacultura.

Paesaggio e popolo

foto Roberta Signorile

C’è qualcosa, riguardo il paesaggio, di cui ancora non si parla. O meglio, se ne parla in maniera teorica. E come sappiamo la traduzione della teoria nella pratica non è tra le più fluide in paesi come l’Italia. Il popolo: è di questo (sconosciuto) che non si parla. Certo, studiosi e professori hanno in passato e soprattutto di recente messo in relazione i cittadini e il patrimonio paesaggistico, ma ancora è blanda l’analisi e indulgente il giudizio su questo rapporto. Un rapporto, tra l’altro, che è legittimato dalla Costituzione, nell’articolo 9 che dice “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”; per conseguenza logica, la Costituzione è strumento primario democratico (dal greco “demos”, cioè del popolo), quindi se essa tutela il paesaggio, per proprietà transitiva il popolo tutela il paesaggio. continua a leggere

Territorio. Vincoli e linee guida dalla Regione.

Carta del patrimonio territoriale dei paesaggi della Puglia

Carta del patrimonio territoriale dei paesaggi della Puglia

La Terra di Bari si fa in tre per il piano paesaggistico _ Ecco le «ricette» per Puglia centrale, Murgia dei Trulli e Alta Murgia

Per il paesaggio si fanno in tre, Bari e la sua provincia. Anzi tutto il territorio regionale si ridisegna in zone che non corrispondono affatto alla divisione amministrativa delle province. Undici zone, più precisamente «ambiti», tre dei quali interessano il Barese (e un po’ di più…): la «Puglia centrale», la «Murgia dei Trulli» e l’«Alta Murgia». Ecco come ci vede il Piano paesaggistico territoriale regionale, che affronta fra le polemiche il percorso finale: l’esame in Commissione e poi l’approvazione del Consiglio regionale. Fra le critiche e gli annunci di battaglia, nonostante la sua elaborazione abbia richiesto cinque anni. continua a leggere

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