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PubliCITY – La città parlante

Domani, 08 luglio 2018, a partire dalle ore 19.00, presso Antilia Gallery (la galleria itinerante momentaneamente con sede nel centro storico di Gioia del Colle (BA) in via Filippo Pugliese 4) sarà inaugurata la mostra collettiva di fotografia PubliCITY – La città parlante.

La mostra, con contributi di CarlAlberto Amadori, Clemens Ascher, Patrick Clelland, Francesco Cucchiara, Antonio Maria Fantetti, Fondushka, Thomas Jordan, malapartecafé, Luca Marianaccio, Mario Münster, Derek Shapton, Sinziana Velicescu, Gianni Zanni sarà aperta fino al 18 agosto.

PubliCITY indaga lo spazio urbano come supporto fisico di materiale informativo e commerciale. Ovvero come le insegne, i manifesti, la pubblicità di persone o cose alterano il paesaggio di una città parlante.
Il rumore visivo come orizzonte inevitabile.
Il calore dei LED come placenta rassicurante.

 

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 13_09_2017

Metropoli, Londra (foto di Pino Di CIllo)

Foto di gruppo per la metropoli e i suoi doppi _ «Cities», indagine sul conflitto

Una serie infinita di fotografie si accumula sulle metropoli e in questo affollamento di immagini il nuovo si accompagna alla permanenza della memoria: un groviglio di visioni reali e non più reali che in definitiva costituisce la trama della contemporaneità. La fotografia nasce insieme alla metropoli e ne diventa specchio, il documento della trasformazione, ma è anche l’impietoso strumento diagnostico di una anatomopatologia del sistema urbano. Indaga e svela quel conflitto che lo minaccia e al tempo stesso lo anima.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 09_11_2016

alloggi IACP, Japigia

«Malbor sono io. Non toccate quella facciata»_ Chiaia & Napolitano a Japigia 

«Le facciate del palazzo stanno bene così come stanno. Non abbiamo niente da nascondere e cancellare», dice un uomo e poi scompare, lasciando il fotografo solo, sullo sfondo di quelle case che per tutti, nel quartiere, sono le «case della Marlboro» a causa o in virtù di quella decorazione a triangoli rossi e indaco sulla facciata. Negli anni del contrabbando che occupava di banchetti ogni angolo di strada, quelle geometrie non potevano che evocare un pacchetto di sigarette: effetto di quel misto di cinismo e autoironia che spingeva la gente del luogo a dire di sé: «Io abito al Giappone», intendendo Japigia, tanto era lontano il nuovo, popoloso quartiere dal centro cittadino.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 20_04_2016

Mara Dani

La legge violenta delle periferie senza un centro _ Bari nelle foto di Mara Dani

 

Una città senza centro. Tutta periferia. Inconsueta è l’immagine di Bari che ci restituiscono le fotografie di Mara Dani raccolte in un volume dal titolo «Almost Bari», prodotto sotto la guida di Alessandro Cirillo. Un titolo che è già indizio dell’approssimarsi ad una idea di città incompleta, indefinita, provvisoria, in trasformazione. L’architetto Gian Luigi Sylos Labini riconosce nel lavoro di Dani «un contributo attento e sofisticato – così  scrive nella presentazione al libro – che stimola una conoscenza più profonda, utile alla comprensione delle identità dei luoghi e delle loro dinamiche di trasformazione e, in definitiva, alla formazione di una “coscienza urbana”». Sylos Labini evoca, con tutte le cautele del caso, il tema «usato e abusato» della rigenerazione urbana, tema urgentissimo nel dibattito che coinvolge architetti e urbanisti ma non ancora seriamente i politici, le imprese e la finanza.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 16_12_2015

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“Come tu mi vuoi” è il paesaggio metropolitano _ L’identità attraverso le foto

Una processione della Settimana santa o una piazza assolata  in cui si riflette la facciata del duomo? Le onde che si infrangono sugli scogli o i tendoni dell’uva matura? Qual è l’identità del paesaggio metropolitano? O, meglio, si può parlare di identità riferendosi ad un prodotto della politica, come è appunto la «Città metropolitana»?

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