Addio Eddy!

Edoardo Salzano

Ieri mattina ci ha lasciato Edoardo Salzano, per tutti Eddy, urbanista, studioso della città, intellettuale e politico.
Noi della redazione di <Occhi sulla cultura> lo vogliamo ricordare con le parole di due suoi amici e colleghi, Paolo Berdini e Vezio De Lucia, apparse oggi su il Manifesto.

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Passeggiata tra i vicoli: la “strana professione” di fare e disfare le città

Gibellina Nuova, Chiesa Madre di Ludovico Quaroni, (foto Felipe Garcia by Flickr)

Pubblichiamo di seguito un interessante ed assolutamente condivisibile articolo di Furio Colombo apparso su “Il Fatto Quotidiano” ieri 18 marzo 2019 sulle altrettanto condivisibili riflessioni del grande maestro dell’architettura e dell’urbanistica italiana Ludovico Quaroni.

Tutto serve, tutto crea la città, anche le cose più umili: la luce dei lampioni, l’uniforme dei vigili, forse il modo con cui è buttata in terra una buccia d’arancia. La città è un’architettura continua e totale che non è solo quella delle chiese e dei palazzi
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La città del disincanto. Architetture dell’ultimo Novecento a Bari

Il progetto di concorso di Kengo Kuma per il Museo Archeologico di Santa Scolastica

Domani, 12 marzo 2019, alle ore 18.30, presso il Museo Civico di Bari si inaugura La città del disincanto. Architetture dell’ultimo Novecento a Bari, una mostra sulle trasformazione urbane del ‘900 nel capoluogo pugliese.

Di seguito il comunicato stampa

Un Petruzzelli modernissimo, una chiesa a largo Due Giugno, via Sparano interamente pedonale già nel 1973, un grattacielo al posto del teatro Margherita. Sono solo alcune delle sorprese che riserva il Museo Civico di Bari (in via Sagges, a Bari vecchia, da martedì 12 marzo. Alle 18.30 si inaugura:  «La città del disincanto. Architetture dell’ultimo Novecento a Bari», una  mostra sulle trasformazioni urbane del Novecento nel capoluogo pugliese.
Ideato e coordinato da Nicola Signorile, giornalista e storico dell’architettura, il progetto è stato realizzato con la partecipazione di Arturo Cucciolla, Nicola Amato, Antonella Calderazzi, Lorenzo Netti, Francesco Gismondi, Enzo Velati e Giuseppe Carlone, che hanno curato le diverse sezioni.
Nicola Signorile introduce il catalogo – edito da Adda – con un saggio sulle «Mitologie della metropoli in espansione». Una rassegna antiretorica delle visioni e delle autorappresentazioni che hanno accompagnato lo sviluppo urbano di Bari tra Otto e Novecento, dalla fondazione del Borgo murattiano alla Città Levante, dal piano regolatore di Ludovico Quaroni fino alla più recente propaganda della Smart city.
Al vernissage saranno presenti l‘assessore alla cultura del Comune di Bari, Silvio Maselli; Beppe Fragasso, presidente di Ance Bari e Bat; Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico di Bari.

È la speculazione, Bellezza!!

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Pisicchio e Pentassuglia in visita al Quartiere Don Bosco – Zona Giuliani a Martina Franca (fonte foto: profilo social di Franco Ancona, sindaco di Martina Franca)

Puglia, una pessima legge regionale avvelena le città con i crediti edilizi

Una legge regionale sulla bellezza del territorio pugliese: se ne è parlato ieri a Palo del Colle e mercoledì scorso a Trani. Abbiamo il sospetto che  l’assessore Pisicchio abbia promosso un tour nella regione per creare consenso intorno alla bozza di legge regionale, alla cui stesura hanno partecipato esperti di varie discipline, dall’urbanistcia all’archiettura dal diritto alla antropologia, alla pedagogia.

Ci eravamo fatti la convinzione che la questione della “bellezza” fosse stata liquidata alla conclusione della Seconda guerra mondiale con le parole di Theodor Wisegrund Adorno sulla poesia lirica impossile dopo l’Olocausto. Quanto all’ambito ristretto e specialistico della architettura, nulla di nuovo dopo la disputa che oppose nella seconda metà del Seicento Claude Perrault (il progettista del colonnato del Louvre), sostenitore della linea “soggettivista”, all’accademico François Blondel, teorico dell’oggettivismo. (cfr. W. Tatarkiewicz, Storia dell’Estetica, Einaudi). La disputa verteva sulla oggettività della proporzione nell’atto compositivo, ma dilagò ben presto a dibattito fondamentale del secolo. “Il problema era: i valori estetici, come la bellezza, la grazia e la proporzione – scrive T. –  sono proprietà oggettive degli edifici in questione, o si tratta invece di semplici reazioni umane, da essi suscitate, spiegabili psicologicamente e storicamente, ma nella loro essenza soggettive, relative e mutevoli?”. Nonostante i teorici dell’arte e della poesia fossero a quel tempo “oggettivisti”, cioè vincolati al canone e alla regola, mentre il soggettivismo guidava i filosofi, sorprendentemente proprio gli architetti – a dispetto di una solidissima tradizione del canone – affrontarono la consapevolezza della percezione  soggettiva.

Insomma, la questione-bellezza era archiviata. Poi un improvvido uso politico ha riesumato – in anni recenti – il fastidioso concetto che evidentemente è meno impegnativo di un esercizio critico e guadagna un facile consenso. Chi può dirsi, infatti, “contro” la Bellezza?

Ora, addirittura una legge sta per essere partorita in Puglia.

Una prima lettura dell’articolato di legge ci induce a fare alcune riflessioni che riportiamo in questi appunti.

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La “bellezza inutile” delle città

Il Fatto QuotidianoÈ passato poco più di un mese dal nostro ultimo articolo “A che serve Cesare Brandi?” con il quale, tra l’altro, partendo dalla situazione particolare della città di Martina Franca, riflettevamo sul fenomeno sempre più frequente della turistificazione della città. Città non più pensate per essere casa delle comunità che le abitano ma strutture ricettive di quel turismo osannato come panacea di ogni male della nostra epoca turbocapitalista.

Oggi, 5 novembre 2018, sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, il professor Tomaso Montanari torna sul tema in maniera condivisibile.

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