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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 17_02_2016

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Biblioteca. L'ingresso in una immagine del progetto

Biblioteca. L’ingresso in una immagine del progetto

Public Library alla Rossani col fiato sospeso _ Il progetto, i consulenti e l’archistar

Restiamo col fiato sospeso: come sarà la biblioteca regionale nel parco Rossani? È una buona notizia che il progetto definitivo per un’opera da una decina di milioni di euro sia stato approvato e che vada ora in gara. L’impresa che si aggiudicherà i lavori dovrà anche occuparsi della progettazione esecutiva, seguendo una procedura che non è favorevole all’architettura: si dà per «normale» che il progetto approvato da una giuria pubblica possa essere «migliorato» da un progettista diverso da quello iniziale e scelto dall’impresa. Alla fine, dell’opera di architettura rimarrà una paternità evanescente. È il problema della autorialità e della sua crisi,  alla quale riescono talvolta a resistere solo le archistar.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_10_2014

padiglione 14 bis

Per il Bonomo appalto al ribasso e morti bianche _ L’ex ospedale verso il riuso

Ha solo 21 anni Umberto Di Cillo, manovale, quando precipita dall’impalcatura nel cantiere dell’ospedale militare Bonomo. Muore il giorno dopo, in seguito alla frattura della base cranica e della colonna cervicale, come informa la cronaca della Gazzetta il 7 febbraio 1935. La costruzione del Bonomo, dunque, è segnata da un gravissimo incidente sul lavoro: le indagini, rapidissime, non portano a nulla: «impossibile risalire e ricostruire le cause del sinistro», scrive l’assistente del Genio civile, Gaetano Spilotros in una comunicazione all’ingegnere capo del suo ufficio, l’ingegnere Domenico Minchilli, conservata all’Archivio di Stato. Ma è comunque possibile «accertare che l’Impresa, nell’esecuzione del detto lavoro aveva adottato tutti i provvedimenti e le cautele per garantire l’incolumità degli operai da lei dipendenti». Forse non proprio tutti, visto che un manovale ha perso la vita, ma il Genio civile esclude «nel modo più assoluto ogni responsabilità colposa da parte dell’impresa costruttrice».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 17_09_2014

Il coraggio del burocrate _ Beni culturali tra funzionari e cittadini

La decisione dei giudici del Tar di fermare le betoniere in attesa di stabilire se il cantiere del Provveditorato alla opere pubbliche di fronte al Castello normanno-svevo sia oppure no «abusivo» è un punto di svolta. Sia nel braccio di ferro che oppone associazioni culturali e comitati popolari a istituzioni e uffici dello Stato, sia nella guerra di nervi tra il Comune di Bari e il Provveditorato e l’amministrazione locale dei Beni culturali.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 06_08_2014

DSC_0039Vincolo a S. Chiara perso e ritrovato nel baule dei segreti _ Guerra di nervi per il Comune

E il provveditore tacque. Nessuna risposta ufficiale finora alla lettera del sindaco Antonio Decaro che invita a sospendere i lavori di ampliamento degli uffici del Genio civile a Santa Chiara, di fronte al castello. Quel cantiere potrebbe essere un reato e il provveditore alle opere pubbliche per la Puglia e la Basilicata, l’ingegner Francesco Musci, è al corrente del rischio almeno da dieci giorni, da quando ha ricevuto un’altra lettera, questa volta partita dalla direzione regionale dei Beni culturali, in cui si conferma l’esistenza di un vincolo sull’area che circonda il castello svevo, un divieto di costruire che risale al 1930. E ora sta per essergli recapitata la diffida a bloccare i lavori che Decaro ha sollecitato alla direttrice regionale dei Beni culturali, Maria Carolina Nardella.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 08_01_2014

libertà

Uno scorcio del quartiere Libertà

A Libertà, Murat e Madonnella ruspe al guinzaglio _ Centinaia di edifici “non sostituibili”

Sono centinaia gli edifici che non si possono più buttar giù, nel centro di Bari. Il Comune ha finalmente completato la ricognizione, identificazione e schedatura di ciò che bisogna ad ogni costo salvare dalla furia demolitrice che ogni città teme ma di cui al tempo stesso non può fare a meno.

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