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Addio Eddy!

Edoardo Salzano

Ieri mattina ci ha lasciato Edoardo Salzano, per tutti Eddy, urbanista, studioso della città, intellettuale e politico.
Noi della redazione di <Occhi sulla cultura> lo vogliamo ricordare con le parole di due suoi amici e colleghi, Paolo Berdini e Vezio De Lucia, apparse oggi su il Manifesto.

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Le nostre città.

locandinaGiovedì 24 novembre 2016,  a Monopoli, presso la Biblioteca dei ragazzi, si terrà un incontro dal titolo Le nostre città. Conversazione sulle città e sui luoghi in cui viviamo.

Intereverranno Vezio De Lucia (urbanista e saggista) e Francesco Erbani (saggista, giornalista del quotidiano “la Repubblica”). Modera l’architetto-urbanista Enrico Grifoni. Introduce Domenico Di Leo (Forum Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori)

Le città e i territori sono oggetto di continue trasformazioni: dettate o condizionate da necessità, da scelte e interessi di vario ordine, generali e particolari, leciti o illeciti. L’urbanistica è la disciplina che ha – o avrebbe – il compito di prevedere, pianificare correttamente e governare queste trasformazioni, preservando le qualità di città e territori, nell’interesse primario di tutti i cittadini e della qualità della loro vita. Eppure in tante città piccole e grandi, lungo tutta la penisola, abbiamo assistito e continuiamo ad assistere a uno sviluppo insensato, al trionfo della speculazione abusiva o legalizzata, alla proliferazione di brutte espansioni edilizie e di periferie invivibili, all’espulsione dal centro dei cittadini meno agiati (la cosiddetta “gentrification”), a una cattiva qualità dell’architettura, a un traffico urbano e periurbano ingestibile: tutti fenomeni che negano, offendono, affliggono, minacciano la bellezza di ogni luogo della bella Italia, delle nostre città e, purtroppo, trovano una drammatica rappresentazione a Roma, nella capitale. Proprio a Roma sembrano concentrarsi emblematicamente, insieme a un meraviglioso patrimonio storico-artistico e paesaggistico, alcune delle malattie che in troppi casi stanno sfigurando il volto del nostro Paese. E proprio a Roma, Vezio De Lucia e Francesco Erbani hanno dedicato il recentissimo libro “Roma Disfatta” (Castelvecchi), un duro, documentatissimo, amaro racconto del degrado del territorio, che è degrado sociale, culturale, civile, politico. In precedenza Erbani aveva già dedicato a Roma un altro importante volume, uscito per Laterza (Roma, il tramonto della città pubblica, 2013). Roma è ammalata. Ma probabilmente lo è l’intero Paese, con il suo territorio, ferito dall’uomo e da eventi, come anche i devastanti terremoti e il dissesto idrogeologico, nei quali la responsabilità degli uomini e delle loro scelte, economiche e politiche, ha una parte significativa. Parleremo di Roma e di Italia, di Puglia, di Taranto, Bari, Monopoli o Modugno: dei luoghi in cui viviamo. Per comprendere le cause e le radici dei mali che li affliggono e quali sono i possibili anticorpi. Per capire quali sono le partite che oggi si giocano su città e territori, cosa dobbiamo difendere, cosa possiamo fare ancora. Prenderemo spunto dai libri citati, ma anche dagli altri preziosi volumi scritti dai due autori: “Nella città dolente” (Castelvecchi, 2013), “Le mia città. Mezzo secolo di urbanistica in Italia” (Diabasis, 2010) di De Lucia, “L’Italia maltrattata” (Laterza, 2003), “Il disastro. L’Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (Laterza, 2010), “Pompei, Italia” (Feltrinelli, 2015) di Erbani. Sono scritti che punteggiano una riflessione svolta negli anni da Erbani e De Lucia con una passione civile e culturale pari solo alla competenza: è una riflessione su temi che ci stanno a cuore e che riguardano da vicino le vite di tutti.

Parturient montes, nascetur ridiculus mus.

Il territorio urbanizzato fagocita suolo libero (foto Roberta Signorile)

Il territorio urbanizzato fagocita suolo libero (foto Roberta Signorile)

Come spesso accade con il Parlamento italiano, alla fine la montagna potrebbe partorire il più classico dei topolini: la tanto attesa ed invocata legge in tema di contenimento del consumo di suolo rischia, infine, di tradursi nel solito specchietto per allodole.
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Lo scaricabarile sulle alluvioni nell’Italia che non sa fermare il cemento

Alluvione a Genova | 2011

Immagine alluvione  Genova | 2011

Lascia interdetti lo scaricabarile tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Liguria sulle responsabilità del dissesto del territorio italiano. E non solo perché è indecoroso mettersi a discutere mentre i cittadini e la Protezione civile lottano contro il fango: ma anche perché la questione è troppo maledettamente seria per liquidarla a colpi di dichiarazioni e controdichiarazioni tagliate con l’accetta.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 15_05_2013

La caserma dell'Aeronautica  in corso Sonnino

Foto storica della caserma dell’Aeronautica in corso Sonnino

Vecchie caserme, caserme vuote e città contrattata _ Baricentrale, dopo il concorso

L’idea di Massimiliano e Doriana Fuksas per «Baricentrale» – nobilitata, bisogna dirlo, da un nutrito drappello di paesaggisti catalani che certo non sono archistar – può piacere oppure no, ma almeno ha un merito incontenstabile. È una idea semplice ma realizzabile, diciamo pure «furba» come suggerisce l’architetto comunale Annamaria Curcuruto, frutto di un concorso nel quale si sono confrontate idee diverse, di buon livello e con punte di eccellenza (pensiamo ai progetti di Vasquez Consuegra, di Francesco Cellini e di Carlos Ferrater). È l’occasione per dimostrare che i concorsi – in architettura e in urbanistica – sono indispensabili per avere risultati di qualità. continua a leggere

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