PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 26_11_2014

IMG_1144Il bene comune non è petrolio _ Paesaggio, Decreto Cultura e «Sblocca Italia»
«Matera rappresenta l’esatto contrario dell’economia di rendita che sfigura le città d’arte, come Venezia o Firenze, ridotte a grandi griffe». Tomaso Montanari, lo storico dell’arte che conduce una strenua battaglia per la difesa del patrimonio culturale, era capitato a Matera un anno fa, «in quella che, sulla carta, era la più sfavorevole delle situazioni». Perché in un medesimo giorno si davano il festival di Radiotre e la presentazione del dossier della candidatura a Capitale europea della cultura. Troppi eventi.

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Lo scaricabarile sulle alluvioni nell’Italia che non sa fermare il cemento

Alluvione a Genova | 2011
Immagine alluvione  Genova | 2011

Lascia interdetti lo scaricabarile tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Liguria sulle responsabilità del dissesto del territorio italiano. E non solo perché è indecoroso mettersi a discutere mentre i cittadini e la Protezione civile lottano contro il fango: ma anche perché la questione è troppo maledettamente seria per liquidarla a colpi di dichiarazioni e controdichiarazioni tagliate con l’accetta.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 19_03_2014

ECF
Premio Europeo al Teatro Valle Occupato: “Com’è triste la prudenza!”

L’incontro avvenuto lunedì mattina tra il sindaco con due assessori e i rappresentanti del collettivo che ha riaperto la ex caserma Rossani segna un passo avanti importante. Per tre motivi: 1) l’amministrazione comunale riconosce che l’azione autonoma e autogestita dei giovani e degli attivisti è mirata alla difesa di un bene pubblico e alla sua apertura alla città; 2) proprio a partire dall’esperienza che sta riempiendo di senso e di attività uno spazio pubblico finora negato ai cittadini si organizzerà il laboratorio di progettazione partecipata per la futura trasformazione dell’area; 3) gli otto ettari non saranno privatizzati, il project financig ipotizzato in passato è morto e sepolto e non un solo metrocubo in più sarà costruito a discapito del verde.

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L’Aquila 5 maggio. Storici dell’arte e ricostruzione civile.

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I partecipanti alla manifestazione riuniti nella chiesa di S. Giuseppe Artigiano, L'Aquila | ph. Roberta Signorile
I partecipanti alla manifestazione riuniti nella chiesa di S. Giuseppe Artigiano, L’Aquila | ph. Roberta Signorile

Dopo il sisma gli storici dell’arte sulla ricostruzione «Attenti, L’Aquila non diventerà una Disneyland»

Mille e più di mille ieri (domenica 5 maggio, ndr)  in corteo fra i ruderi di una città uccisa. Non operai o studenti nè disoccupati. Ma storici dell’arte, provenienti da tutt’Italia per chiedere la ricostruzione del centro storico dell’Aquila: dei suoi monumenti, delle sue case e soprattutto della sua cittadinanza.

Tra gli storici, anche il neo ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, che ha scelto di non parlare nella assemblea tenuta ieri pomeriggio nella chiesa di san Giuseppe Artigiano. Ma di ascoltare, non senza imbarazzo, le caute aperture di credito verso il nuovo governo. Ci ha pensato Salvatore Settis – nell’applauditissimo intervento conclusivo – a ricordare al ministro di aver appena giurato, insieme a tutto il governo Letta, sulla Costituzione e sulla gerarchia di valori che essa stabilisce: i diritti vengono prima dell’economia e un diritto costituzionale é anche il diritto di resistenza al malgoverno, alle scelte che hanno prodotto in questi quattro anni dal terremoto l’esilio degli aquilani dalla loro città. continua a leggere