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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 29_10_2014

fortinoUrban center, un trasloco ti cambia la vita _ Al Fortino la casa della partecipazione

Urban Center, finalmente si cambia. Chiude i battenti l’imbarazzante ritaglio di uno spazio all’interno della sala Murat. Ma soprattutto va in archivio l’attività di sedicente partecipazione alle scelte urbanistiche messa in campo dalla vecchia amministrazione comunale, nonostante la sociologa Letizia Carrera, delegata del sindaco, si sforzi di vedere una continuità col passato nel nuovo programma.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 11_12_2013

 

lego4Nel gioco del Lego gli indicibili interessi del mattone _ Spot per il nuovo piano urbanistico

L’hanno presa male, i  progettisti del nuovo piano urbanistico di Bari. In una lettera si dicono «delusi» dell’ultima rubrica «Piazza grande», apparsa proprio il giorno in cui le linee-guida del Pug sono state presentate in un incontro pubblico, a Palazzo di Città.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 06_02_2013

1935241474_8HKZn62f_bird5C27s-eye_view_of_Saemanguem_Industrial_ComplexNella Smart city tra furbetti e nuovi <citizen>_La città del futuro oggi in Fiera

Avranno meno di un’ora per dire chi sono e cosa vogliono fare. Stamattina allo Smau Bari, in Fiera, debutto in pubblico dell’associazione Smartcitizen. Il gruppo si è costituito l’anno scorso e finora ha avuto una vita limitata all’infosfera dei social network. Ma a dimostrazione che la democrazia 2.0  non basta a se stessa, Smartcitizen approda allo spazio concreto dell’incontro pubblico e sono così tanti quelli che hanno qualcosa da dire, che l’iniziativa prosegue domani nello Smartparty, alle 19 nel centro Abusuan, a Bari vecchia.

L’intenzione di chi ha dato vita a Smartcitizen è di elaborare e fornire progetti utili alla Smart city, condizione alla quale aspira anche la città di Bari, partecipando al bando europeo per i relativi finanziamenti. Pur senza grandi chance nella competizione, bisogna dirselo. Ma questa è una di quelle situazioni in cui davvero l’importante è partecipare, perché significa darsi comunque un orizzonte un po’ meno angusto e almeno desiderare di essere una «città intelligente». Si può tradurre così il termine Smart city, che fa riferimento ad un modello messo a punto nella Carta di Southampton, nel 2006. L’intelligenza di cui si parla è una intelligenza ibrida, al tempo stesso artificiale e naturale. Due sono i pilastri della Smart city: sviluppo delle tecnologie della informazione e delle comunicazione (Itc), da una parte, investimento sulle risorse umane e la creatività, dall’altra. continua a leggere

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