Puglia contemporanea

Oggi, lunedì 26 settembre 2016 presso l’Urban Center di Bari si terrà il primo appuntamento della stagione 2016-17 della rassegna Libri&Città, organizzata da Laterza Libreria, Politecnico di Bari e Labicity | laboratorio interattivo per la città.
Partendo dal volume “Puglia Contemporanea. Luoghi, spazi, architetture.” (A. Berardi, M. Dalena, V. Distaso, P. Librato, L. Montalbò, F. Pastore) edito dalla casa editrice LISt Lab il confronto tra rappresentati delle Istituzioni e alcuni dei progettisti delle opere presenti nel libro si estenderà sul tema dell’architettura contemporanea .
Questo primo appuntamento con Libri&Città, apre un ciclo di incontri culturali sulla città ed il territorio, l’architettura e l’ingegneria che andrà ad arricchire le attività dell’ Urban Center di Bari.
Ingresso libero.

Programma
26 settembre 2016

Urban center di Bari ore 18.00
Caserma Rossani (ex palazzina spogliatoi)
Via De Bellis angolo via Benedetto Croce

Presentazione del volume
Puglia Contemporanea. Luoghi, spazi, architetture
a cura di A. Berardi, M. Dalena, V. Distaso, P. Librato, L. Montalbò, F. Pastore
(ed. LISt Lab)

Saluti
Mauro Bruno – Regione Puglia
Maria Laterza – libreria Laterza
Palma Librato – GAB Giovani Architetti Bari

I curatori del volume
Valentina Distaso e Maurizio Dalena – GAB Giovani Architetti Bari

e i rappresentati delle Istituzioni
Mariella Annese – Assessore Urbanistica Comune di Polignano a Mare
Carla Tedesco – Assessore Urbanistica Comune di Bari
Porzia Pietrantonio – Assessore Urbanistica e Lavori Pubblici Comune di Valenzano

discutono con i progettisti
Carlo Moccia, Vincenzo Bagnato – bdfarchitetti, Netti Architetti, Moramarco+Ventrella architetti, …

Introduce e modera
Nicola Martinelli – Politecnico di Bari

Meno terreni agricoli e più favori ai palazzinari

Un commento al ddl sul consumo di suolo fino a ieri in discussione alla Camera.

Meno terreni agricoli e più favori ai palazzinari _ Della Sala
Mentre in altri lidi si pongono strette condizioni alle nuove costruzioni e limiti irrevocabili al consumo di suolo (addirittura con l’obiettivo consumo-zero entro un certo anno), in Italia si continua a far finta di occuparsi del problema, perdendo tempo e risorse preziosi.

E dire che, lì dove i governi europei si sono dati delle norme rigide e coraggiose, non si è registrata la stessa crisi del settore edilizio come quella da cui il nostro paese non riesce ad uscire. Continuiamo a parlare di incentivi, di sostenibilità, di rigenerazione urbana senza però prendere decisioni che rompano definitivamente con le cattive pratiche italiane, con le “mani sulla città”, con i poteri collusi con gli interessi dei costruttori. Peccato, perché sarebbe possibile – e come! – una strategia con alla base la tutela e la valorizzazione dei terreni ancora non consumati (nel 2015 la media nazionale di suolo consumato è stata di 1.753.922 ettari, pari a circa l’11% del territorio – fonte ISPRA), il recupero e la rigenerazione del patrimonio edificato esistente, nell’ottica di creare maggiori opportunità lavorative senza causare ulteriore distruzione ambientale e possibili catastrofi naturali (alluvioni,frane, ecc).

L’ultima, brutta notizia è quella che vede protagonista il ddl sul consumo di suolo ieri per l’ultimo giorno in discussione alla Camera, dove è arrivato ancora più debole rispetto alla sua originaria formulazione. Virginia Della Sala, sul Fatto Quotidiano di ieri esamina i passaggi principali (forse non i peggiori) del ddl, in un articolo che alleghiamo.

Questo è il tipico caso in cui non vale il “meglio che niente”: fare una legge non nel migliore dei modi possibili è molto peggio che non fare nulla per poterne discutere ancora.

ROBERTA SIGNORILE

 

Consumo di suolo: nelle commissioni parlamentari, testo stravolto a favore dei costruttori

fermateviMartedì 3 maggio arriverà in Aula per la votazione il ddl sul consumo del suolo. Come più volte denunciato da queste pagine, il testo che approderà in Aula appare svuotato dei suoi contenuti più urgenti e necessari; un testo che il costituzionalista Paolo Maddalena, ex vicepresidente della Consulta, ha definito al fattoquotidiano.it, “incostituzionale”, oltreché illogico.

Il ddl appare così depotenziato ed inadeguato, a valle del paesaggio nelle commissioni parlamentari, da spingere anche le associazioni che pure avevano contribuito alla stesura del testo originario e che ribadiscono l’urgenza di una legge efficace, a prenderne le distanze e a chiederne, mediante un appello inviato a tutti i deputati, la sospensione della discussione “per tornare a lavorare ad un nuovo ed efficace impianto legislativo sulla scorta di quanto proposto dal Forum Salviamo il Paesaggio”.

La comparazione dei testi del ddl AC39 e la proposta del Forum Salviamo il Paesaggio è consultabile al seguente link.

Pubblichiamo di seguito il testo completo dell’appello ai deputati, sottoscrivibile da tutti i cittadini dalle pagine del Forum Salviamo il Paesaggio | Difendiamo i territori.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 20_04_2016

Mara Dani

La legge violenta delle periferie senza un centro _ Bari nelle foto di Mara Dani

 

Una città senza centro. Tutta periferia. Inconsueta è l’immagine di Bari che ci restituiscono le fotografie di Mara Dani raccolte in un volume dal titolo «Almost Bari», prodotto sotto la guida di Alessandro Cirillo. Un titolo che è già indizio dell’approssimarsi ad una idea di città incompleta, indefinita, provvisoria, in trasformazione. L’architetto Gian Luigi Sylos Labini riconosce nel lavoro di Dani «un contributo attento e sofisticato – così  scrive nella presentazione al libro – che stimola una conoscenza più profonda, utile alla comprensione delle identità dei luoghi e delle loro dinamiche di trasformazione e, in definitiva, alla formazione di una “coscienza urbana”». Sylos Labini evoca, con tutte le cautele del caso, il tema «usato e abusato» della rigenerazione urbana, tema urgentissimo nel dibattito che coinvolge architetti e urbanisti ma non ancora seriamente i politici, le imprese e la finanza.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 12_08_2015

La città del futuro ritrova l’asse con Taranto ma rinnega i poli _ Una modesta proposta: giù il Margherita.

«Giù teatro Margherita e mercato del pesce! Vogliamo rivedere il mare!». Una «modesta proposta», direbbe Yanis Varoufakis parafrasando il titolo del paradossale pamphlet di Jonathan Swift, è quella di un lettore, David Roberto Consiglio, che ci scrive: «Bari, città di mare, è priva di una grande piazza sul mare. Fatta questa constatazione, lancio una provocazione: abbattiamo l’ex mercato del pesce di piazza del Ferrarese e il teatro Margherita e regaliamo alla città una vera e grande piazza affacciata direttamente sul mare. In questo modo, oltre a cambiare radicalmente una delle zone più belle di Bari, anche la saracinesca sul mare rappresentata dal Margherita verrebbe meno, regalando, finalmente, il mare ai baresi e ai suoi visitatori».