PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 17_04_2013

refpic_justice_1gdL’ermeneutica europea del Palagiustizia _ La Cittadella finisce a Lussemburgo

E se la Cittadella della Giustizia fosse un appalto mascherato e affidato senza gara? È questo il «sopravvenuto, serio dubbio ermeneutico» che ha assalito i giudici del Consiglio di Stato e li ha spinti a congelare ogni ulteriore attività del commissario da loro stessi incaricato. Variante urbanistica e contratto con la  impresa Pizzarotti (o meglio con un «terzo soggetto idoneo e qualificato» che tuttavia rimane ancora sconosciuto agli stessi giudici) sono sospesi, in attesa di una risposta, anzi due, dalla Corte di Giustizia europea. A Lussemburgo i giudici amministrativi italiani chiedono se un contratto di «locazione di cosa futura» equivalga ad un appalto di lavori e, nel caso, se possano rimangiarsi la sentenza che ordinava di realizzare la cosiddetta Cittadella della giustizia perché «contrastante con il diritto comunitario degli appalti pubblici» (ne ha dato notizia sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno Massimiliano Scagliarini venerdì scorso). continua a leggere