PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 03_02_2016

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Riccardo Tota | paesaggio barese

«Ora vi dico chi ha fatto di Bari una città ignobile» _ Il Piano regolatore, ieri e oggi

«Chi parla del piano regolatore? Gli ingegneri, gli architetti: cioè i tecnici che hanno interessi di tipo professionale; i proprietari di terreni e di case e le imprese interessate alle costruzioni; ognuno di loro da una angolazione diversa, per alcuni positiva, per altri negativa. Però non abbiamo la reale voce di tutti i cittadini». Queste parole, che reclamano una urbanistica partecipata, e dunque risuonano attualissime, sono state pronunciate oltre quarant’anni fa.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 16_12_2015

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“Come tu mi vuoi” è il paesaggio metropolitano _ L’identità attraverso le foto

Una processione della Settimana santa o una piazza assolata  in cui si riflette la facciata del duomo? Le onde che si infrangono sugli scogli o i tendoni dell’uva matura? Qual è l’identità del paesaggio metropolitano? O, meglio, si può parlare di identità riferendosi ad un prodotto della politica, come è appunto la «Città metropolitana»?

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 04_11_2015

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uno schizzo dal Pug di Bari

Consumo zero di suolo per rifare la città costruita _ Edilizia, dalla teoria alla pratica  

Ogni secondo che passa, in Italia, sette metri quadrati di campagna spariscono e diventano città, o meglio qualcosa che vorrebbe esserlo ma il più delle volte ne è solo il fallimento. Il problema è che non si può tornare indietro, perché il consumo di suolo è un fenomeno irreversibile. Che ruolo gioca questo tema nel dibattito sul futuro piano urbanistico di Bari? Minimo se non nullo, confuso nelle nebbie della «rigenerazione urbana» che nella sua declinazione locale finisce sempre per avvitarsi sulla edificazione della costa, soprattutto quella di Levante: la sindrome di Punta Perotti. E invece l’anima del Pug dovrebbe essere la ricostruzione della città consolidata, usata e abbandonata, puntando al «consumo zero» di suolo.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 12_08_2015

La città del futuro ritrova l’asse con Taranto ma rinnega i poli _ Una modesta proposta: giù il Margherita.

«Giù teatro Margherita e mercato del pesce! Vogliamo rivedere il mare!». Una «modesta proposta», direbbe Yanis Varoufakis parafrasando il titolo del paradossale pamphlet di Jonathan Swift, è quella di un lettore, David Roberto Consiglio, che ci scrive: «Bari, città di mare, è priva di una grande piazza sul mare. Fatta questa constatazione, lancio una provocazione: abbattiamo l’ex mercato del pesce di piazza del Ferrarese e il teatro Margherita e regaliamo alla città una vera e grande piazza affacciata direttamente sul mare. In questo modo, oltre a cambiare radicalmente una delle zone più belle di Bari, anche la saracinesca sul mare rappresentata dal Margherita verrebbe meno, regalando, finalmente, il mare ai baresi e ai suoi visitatori».

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 22_07_2015

costa tra Mola di Bari e Polignano

Indietro tutta, costruiremo in riva al mare _ Paesaggio, cambio di rotta


Non abbiamo dovuto attendere molto per avere i primi segnali del cambio di rotta nella politica del territorio pugliese. L’occasione l’ha offerta il convegno organizzato dai giovani imprenditori edili (Ance), al quale ha partecipato la settimana scorsa l’architetto Annamaria Curcuruto, ex dirigente della Ripartizione urbanistica del Comune di Bari, di freschissima nomina ad assessore regionale all’Assetto del territorio.

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