PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 25_09_2013

Teatro di Sabbioneta
Teatro di Sabbioneta

Nella città di domani la volumetria non è scenografia _ Emiliano e il piano urbanistico

«Sono certo che il nuovo Pug ci consegnerà l’idea di una Bari futura (…) concependo gli spazi come una scenografia armonica con il territorio e con la vita delle persone». continua a leggere

Baricentrale

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Planimetria
Planimetria

C’è un secolo di storia della città nell’eco-futurismo di Fuksas _ Nel progetto si riconoscono sogni e battaglie, da Petrucci a Chiaia

Un central park a Bari. Lui dice che l’ha fatto «quasi per caso, senza pensarci su». Al sopralluogo collettivo non c’era, ma c’è più storia dell’urbanistica barese in questo progetto di Massimiliano Fuksas che in tante dissertazioni per il bicentenario del Borgo murattiano.

Il progetto vincitore del concorso «Baricentrale» sembra ricalcato sulle tavole del piano regolatore di Concezio Petrucci, del 1938. Un piano rimasto interamente sulla carta, perché aveva nemici irriducibli: gli speculatori fondiari e le ferrovie, gli stessi che saranno poi premiati dal piano di Piacentini e Calza Bini nell’immediato dopoguerra. Diciamo che Fuksas sembra aver attinto a piene mani perché Petrucci voleva spostare la stazione più a sud (dove oggi c’è largo Due Giugno) e destinare tutta l’area liberata dai binari ad un grande, lungo parco. A questa idea meravigliosa rimase fino alla fine affezionato l’architetto Vittorio Chiaia che che già nei primi anni Sessanta si batteva per una stazione di testa in via Brigata Bari mentre tutto il suolo liberato dal ferro diventava area pedonale e verde, attraversata da tecnologici tapis-roulant per raggiungere velocemente il centro. continua a leggere

Intervista a Bruno Gabrielli

Bruno Gabrielli
Bruno Gabrielli

L’urbanista Bruno Gabrielli ha vinto – con il gruppo di progettisti che dirige – l’incarico di formare il Pug, cioè il nuovo piano regolatore di Bari, quarant’anni dopo Quaroni. In questa intervista spiega come intende fare.

Architetto Gabrielli, conosceva Bari prima di questo incarico?
«Non è  una città che si possa ignorare».
E che idea se ne è fatta?
«Conosco Bari da genovese: qualche affinità esiste. Entrambe città portuali, con gli stessi problemi. In passato vedevo un centro storico desolante, invece oggi lo ritrovo assai vitale».
Quando dice centro storico si riferisce a Bari vecchia?
«Sì, certo… Poi c’è stato il progetto straordinario del Murattiano».
Cosa c’è di straordinario?
«È la modernità assoluta. Nel momento in cui le città uscivano dalle loro mura e non sapevano che fare, qui invece si è saputo operare  con precisione. Poi questa spinta è continuata e ancora oggi Bari è una città moderna e contemporanea, piena di fermenti. Insomma, mi sembra una città ricchissima». continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 06_03_2013

Foto aerea della Lama Picone
Foto aerea della Lama Picone

Colpo di grazia di Palazzo Spada ai “crediti edilizi” _ Piano regolatore, è allarme rosso 

«I crediti edilizi non esistono!». Come disse il mugnaio di Sans Souci: c’è un giudice a Berlino. E il nostro giudice oggi è il Consiglio di Stato che finalmente dice una parola chiara sulla pretesa di una «vocazione edificatoria» dei suoli, cioè  della possibilità di costruire da qualche parte in città come una promessa indissolubile, solo perché previsto in un vecchio piano regolatore.

Una bella grana per il Comune di Bari: qualcuno già si compiaceva del fatto che nella squadra raccolta intorno all’urbanista Bruno Gabrielli, incaricato di formare il nuovo piano urbanistico della città (il Pug) fosse entrato a pieno titolo Stefano Stanghellini, uno dei più convinti sostenitori di quella alchimia urbanistica che va sotto il nome di «credito edilizio», sia pure talvolta mascherato da «perequazione». continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 20_02_2013

 Il progetto del Tondo Verde nel Dpp cancella la terza mediana bisLa città più smart parla di ambiente con lingua biforcuta _ Terza mediana bis, favola metropolitana 

Avrà il suo bel daffare, il professor Bruno Gabrielli, ora che si è aggiudicato l’incarico di formare il nuovo piano urbanistico di Bari. L’onore di mandare in soffitta il piano di Ludovico Quaroni ha un prezzo. Gabrielli dovrà difendersi da molti nemici (e questo l’aveva messo in conto). Ma forse non sospettava che sarà costretto anche a guardarsi da chi l’ha scelto. Perché sembra che al Comune abbiano le idee ben confuse. Oppure, dicono i Sioux, parlano con lingua biforcuta. Lo dimostra la vicenda della Terza mediana bis. Da una parte il Comune (prima la giunta e poi il consiglio) approva il Dpp, il Documento programmatico preliminare al Pug, dall’altro la stessa giunta approva un «atto di indirizzo» in aperta contraddizione con il Dpp, che per Gabrielli dovrà essere una specie di bibbia, una verità che non si può mettere in discussione.

La faccenda viene a galla un po’ per caso quando all’ufficio tecnico comunale arriva la richiesta di «ritipizzazione» di un suolo nella zona di Santa Fara. Il terreno, stando al piano regolatore vigente, dovrebbe essere attraversato dalla Terza mediana bis, ma sono passati quasi quarant’anni e il vincolo è decaduto. Il Comune però non risponde né sì né no e il proprietario del suolo, per ottenere la nuova destinazione (l’unica possibile) a verde urbano, si rivolge al Tar che nomina un commissario ad acta per sostituire il Comune inattivo. continua a leggere