PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 06_04_2016

Crediti edilizi nel pug di Bari: da Punta Perotti a San Cataldo
Crediti edilizi nel pug di Bari: da Punta Perotti a San Cataldo

I «crediti edilizi» decollano e (forse) atterrano _ Nasce il piano di Stanghellini

 

L’uomo giusto, al posto giusto, al momento giusto. È l’architetto Stefano Stanghellini il nuovo coordinatore dei progettisti del Piano urbanistico generale di Bari, indicato dagli stessi componenti del gruppo a sostituire l’architetto Bruno Gabrielli, scomparso il 4 ottobre dell’anno scorso. Stanghellini è stato dunque promosso sul campo da consulente a capogruppo: una scelta largamente prevista, considerando il suo curriculum e la collaborazione già avviata con Gabrielli, a Bari, per affrontare il rebus dei 15 milioni di metricubi di cemento – residuo del Piano regolatore di Quaroni – che bisognerebbe ma non si vorrebbe tagliare.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 02_03_2016

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Bellezza in città? La norma umilia il progetto _ Urbanisti alla prova di Carrassi  

Fatevene una ragione: la bellezza in città è pura illusione e gli urbanisti d’oggi non possono farci nulla. Anzi, sono le avanguardie dello scetticismo. Non c’è piano regolatore che tenga! Agli ingenui che ancora ci credono consigliamo di rileggere il resoconto stenografico del Consiglio Comunale dell’11 febbraio che ha discusso la mozione presentata dal consigliere Colella (Movimento 5 Stelle) sulla vicenda del cinema Armenise. Noi l’abbiamo fatto e l’attenzione si è fermata su una frase dell’assessore all’Urbanistica, Carla Tedesco. Eccola: «Quando si parla di piani urbanistici, ciò che detta la linea è la parte scritta, sono le norme che prevalgono rispetto agli elaborati grafici».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 03_02_2016

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Riccardo Tota | paesaggio barese

«Ora vi dico chi ha fatto di Bari una città ignobile» _ Il Piano regolatore, ieri e oggi

«Chi parla del piano regolatore? Gli ingegneri, gli architetti: cioè i tecnici che hanno interessi di tipo professionale; i proprietari di terreni e di case e le imprese interessate alle costruzioni; ognuno di loro da una angolazione diversa, per alcuni positiva, per altri negativa. Però non abbiamo la reale voce di tutti i cittadini». Queste parole, che reclamano una urbanistica partecipata, e dunque risuonano attualissime, sono state pronunciate oltre quarant’anni fa.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 06_01_2016

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Carta dell'uso del suolo
Carta dell’uso del suolo

Piano regolatore, la partita è ancora aperta _ Chi verrà dopo Bruno Gabrielli?

Un anno passa in fretta, quindi è meglio preoccuparsi subito delle cose lasciate in sospeso dall’anno appena trascorso. Per esempio, la questione del Pug, cioè il nuovo Piano urbanistico di Bari.

Nonostante qualcuno sia convinto che con la consegna, lo scorso febbraio, delle bozze del Pug il lavoro dei tecnici sia concluso ed ora la palla sia nelle mani dei politici che devono approvarle, le cose non stanno affatto così. Le bozze sono, appunto, bozze e rappresentano una visione «tecnica» che per quanto orientata e condizionata dal Dpp (il Documento programmatico preliminare approvato nel 2011) necessita di una piena condivisione da parte della amministrazione comunale.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 04_11_2015

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uno schizzo dal Pug di Bari

Consumo zero di suolo per rifare la città costruita _ Edilizia, dalla teoria alla pratica  

Ogni secondo che passa, in Italia, sette metri quadrati di campagna spariscono e diventano città, o meglio qualcosa che vorrebbe esserlo ma il più delle volte ne è solo il fallimento. Il problema è che non si può tornare indietro, perché il consumo di suolo è un fenomeno irreversibile. Che ruolo gioca questo tema nel dibattito sul futuro piano urbanistico di Bari? Minimo se non nullo, confuso nelle nebbie della «rigenerazione urbana» che nella sua declinazione locale finisce sempre per avvitarsi sulla edificazione della costa, soprattutto quella di Levante: la sindrome di Punta Perotti. E invece l’anima del Pug dovrebbe essere la ricostruzione della città consolidata, usata e abbandonata, puntando al «consumo zero» di suolo.

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