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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 30_08_2017

Bari, veduta scenografica di Vincenzo Lapegna (1770)

Meno comunità e più luoghi comuni a Bari vecchia _ Borgo, Piano Urban e lungomare

Diciamolo: ci riesce meglio tutelare i luoghi comuni che non i luoghi della comunità. Il trasloco delle provvisorie fioriere antiterrorismo all’ingresso di piazza del Ferrarese e la pressoché concomitante scoperta dei danni arrecati, nella stessa piazza, ai resti archeologici della «Porta di mare» hanno riacceso l’intermittente interesse per la città vecchia, prigioniera di luoghi comuni duri a morire: il borgo, il lungomare fascista e il Piano Urban. Approssimazioni, equivoci, inganni.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 12_11_2014

Il molo Sant'Antonio

Il molo Sant’Antonio (Fonte foto: http://www.pugliaevents.it/)  

Vanno sul mare per vedere e farsi vedere _ Lavori ai moli S. Antonio e S. Nicola

Dureranno un anno i lavori di manutenzione dei due moli del Porto vecchio: il molo S. Antonio e il più piccolo molo S. Nicola. Il Comune spenderà 290mila euro di soldi propri, a fronte di un finanziamento europeo di un milione circa di euro. La decisione presa nella giunta dello scorso 6 novembre capita nel mezzo del dibattito che si è riacceso sul rapporto tra la città vecchia e il porto, che è cosa ben più concreta della retorica del legame tra la città e il mare. Il dibattito non è nuovo, anche perché la questione non è mai stata affrontata di petto. Non citiamo ancora una volta Ludovico Quaroni impegnato per il Piano regolatore nel braccio di ferro con le autorità del porto e del ministero da cui uscì sconfitto mezzo secolo fa. Ma senza andare troppo in là nei ricordi possiamo chiamare a testimone l’architetto comunale Davide Cusatelli per il quale il luogo in cui “si evidenzia la segregazione e separazione funzionale pur nella contiguità fisica, è quell’area del nucleo antico a contatto con il porto e il fronte mare”. Cusatelli sa come vanno queste cose, a Bari almeno. E allora fa il decostruzionista alla francese e spiega: “Una completa permeabilità e sovrapposizione è funzionalmente e fisicamente impossibile, il problema è verificare se in alcune zone di passaggio, di frangia, nelle lacerazioni, nei bordi sia possibile una riconfigurazione urbana, intrecciando, facendone trama, riconversioni funzionali di manufatti preesistenti, edifici monumentali, nuove strutture di servizio per il porto e per la città”.
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 18_09_2013

Bari vecchia negli anni Settanta

Bari vecchia negli anni Settanta

Per Bari vecchia una legge contro il Comune _ L’urbanistica di Peppino Di Vagno

C’era anche Bari vecchia nell’impegno politico di Giuseppe Di Vagno, l’esponente socialista scomparso sabato sorso all’età di 91 anni. Deputato al Parlamento per cinque legislature, Di Vagno sottoscrisse molte proposte di legge, di sei era il primo firmatario e tra queste una riguardava appunto Bari vecchia. È il 1970 e il risanamento del centro storico è rimasto una promessa, nonostante il mutuo di un miliardo e 200 milioni di lire concesso dallo Stato al Comune di Bari nel 1952, e nonostante una legge (firmata da Fiorentino Sullo) che nel 1962 prorogava la scadenza del piano urbanistico di Bari vecchia messo a punto da Concezio Petrucci trent’anni prima e mai attuato. Accompagnava quella legge anche un investimento di 7 miliardi di lire, più della metà destinata alla costruzione di nuovi alloggi popolari. Inutilmente. continua a leggere

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