PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 21_12_2016

Il sindaco Decaro alla prima assemblea occupazione Rossani febbraio 2014
Il sindaco Decaro alla prima assemblea dell’occupazione della ex caserma Rossani (febbraio 2014)

Zombie-parking resuscitano nella Rossani _ Rinnegato il «bosco urbano»

«La festa è finita». E tutto tornerà come prima, nella ex Caserma Rossani, dopo quasi tre anni. Così come nel romanzo omonimo di Lidia Ravera l’operaio Angelo s’era lasciato convincere dall’intellettuale Carlo che un altro mondo era possibile e che tutto sarebbe cambiato – nella musica come in fabbrica – per accorgersi che invece  dopo la «festa» ogni cosa è ritornata uguale a prima, allo stesso modo che si era illuso di poter veder nascere dai ruderi della Rossani il più grande parco urbano deve rassegnarsi alla prospettiva di un parcheggio interrato.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_06_2016

 

Via Sparano, 1940
Via Sparano, 1940

In via Sparano un cannocchiale senza fondale _ Le palme, i negozi e gli urbanisti

«Gli alberi di corso Cavour servono solo a nascondere le belle insegne dei negozi e a favorire una moltiplicazione di insetti, e quelli di via Putignani vengono lasciati crescere soltanto perché la sostituzione di alcuni di essi ormai rinsecchiti costa più dell’espiantamento di tutti gli altri e del relativo ripristino del marciapiede». Le parole del professor Donato Scaramuzzi, famoso agronomo e consigliere comunale risuonano ancora nell’aula di Palazzo di città. È il 1949 e il sarcasmo di Scaramuzzi dà voce ad una parte non insignificante della città, la stessa che avrebbe sostenuto di lì a poco l’approvazione del piano regolatore di Piacentini e Calza Bini, padre di tutte le speculazioni. Scaramuzzi dà voce ad un ceto bottegaio che odia a tal punto le querce di corso Cavour da volerle morte: e qualcuno davvero fu sorpreso dai vigili urbani mentre le innaffiava con l’acido muriatico, sperando che seccassero una volta per tutte.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 13_04_2016

Un po’ più in là il lungomare si sposta per il parco  _ Porto e Castello, oggi l’intesa

 

Si incontrano negli uffici del Comune, questa mattina, i tecnici dell’Autorità portuale, quelli delle Ripartizioni Urbanistica e Lavori pubblici e i rappresentanti del comitato Parco del Castello per definire lo spostamento di un tratto del lungomare all’interno dell’area portuale. Sono passati sei mesi dall’ultima riunione nella quale il commissario dell’Autorità portuale, Francesco Mariani, e il segretario generale, l’ingegner Mario Mega, annunciarono la volontà di fare propria la proposta di deviazione di corso De Tullio, avanzata dal comitato popolare in modo da gettare le basi per la creazione del parco del castello, che comprenderà anche la banchina di Santa Chiara. I vertici del porto hanno già elaborato da tempo un progetto che, per quel che è dato sapere, non si discosta molto da quello offerto dal comitato e che trasferisce all’interno dell’area portuale il parcheggio per i residenti di Bari vecchia.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 09_03_2016

Biblioteca Pubblica Rossani Ora va di moda la partecipazione «pezza a colore» _ Fra Rossani, Margherita e Manifattura

Oggi si parla di libri e spazio pubblico al fortino S. Antonio. Il Comune ha fissato un incontro – nell’ambito dei percorsi partecipativi «Ri.Accordi urbani» – in cui presenterà il progetto per la nuova sede  di biblioteca e mediateca regionale. E domani si replica, ospiti della Associazione Amici della Mediateca. Si chiama «partecipazione pezza a colore». La definizione – una assoluta novità nella letteratura scientifica della sociologia urbana – allude alla pratica arcaica della sartoria familiare che otteneva ammirevoli risultati nel rattoppare vestiti strappati senza dare troppo nell’occhio.

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Quale democrazia?

La libertà che guida il popolo | Eugène Delacroix | 1830

< Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. E’ fondamentale. Quando qualcosa ci indigna come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti e impegnati >.

Così scriveva Stéphan Hessel (partigiano, diplomatico, e redattore, tra gli altri, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo) in un suo preziosissimo pamphlet che dovrebbe far parte dell’educazione-base di ogni cittadino, da leggere nelle scuole con tutta la forza vitale e l’effervescenza mentale che ciascuna pagina trasuda.

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