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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 23_12_2015

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Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano

Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano

Il Moderno finisce in discarica _ Dimenticare Chiaia & Napolitano

L’architettura di Chiaia & Napolitano va al macero. L’amara scoperta l’ha fatta Antonella Calderazzi, docente del Politecnico, curatrice della mostra «Costruire il Moderno» e allestita nel 2010 all’Archivio di Stato: i diciotto pannelli di grande formato che illustravano l’intera attività dei due architetti non si trovano più. Secondo accordi con i rettori del Politecnico e dell’Università, dovevano essere esposti in modo definitivo nello Student Center, nel Rettorato di via Amendola e nel palazzo ex Enel di via Crisanzio. Nel frattempo, erano conservati in un locale attiguo alla biblioteca dell’istituto di Disegno, nel complesso Scianatico, ma ora lì c’è il laboratorio di una azienda privata, la divisione Avio della General Electric, che il Politecnico ospita per una collaborazione. E quel che c’era dentro sarebbe  finito in discarica. Ma nemmeno di questo si può essere certi, perché gli uffici non sanno cosa rispondere e chiederanno lumi all’impresa incaricata dello sgombero.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 11_03_2015

Coraggio moderno nel Murattiano senza qualità _ Il restauro «spontaneo» di Palazzo Miceli

È molto di più di una coincidenza se il Palazzo Miceli in via Roberto da Bari viene restaurato proprio quando quella strada inizia ad essere pedonalizzata. È un segno della metamorfosi che sta subendo il quartiere murattiano, finalmente abbandonando la «retorica del Murattiano» per affrontare una analisi critica dell’edilizia che nel dopoguerra ha cancellato gran parte del borgo fondato da Giuseppe Gimma. Un fenomeno urbanistico di dimensioni gigantesche, che in realtà aveva la sua origine nelle numerose sostituzioni e sopraelevazioni avviate già negli anni Venti e Trenta e oggi – ecco la retorica – paradossalmente assimilate nel comune sentire all’autentico Murattiano: valgano per tutti gli esempi di palazzo Mincuzzi o del complesso che racchiude la chiesa di San Ferdinando. Un fenomeno, quello degli anni Sessanta e Settanta, che è stato caratterizzato da una gran massa di ignobile edilizia speculativa, ma in cui pure sono emerse occasioni di eccellente architettura, per mano di maestri come Vito Sangirardi, Dino Pezzuto, Tonino Cirielli e la coppia Chiaia&Napolitano.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 17_07_2013

Palazzo SGPE (Società Generale Pugliese di Elettricità), Via Crisanzio, 1957, Vittorio Chiaia, Massimo Napolitano

Palazzo SGPE (Società Generale Pugliese di Elettricità), Via Crisanzio, 1957, Vittorio Chiaia, Massimo Napolitano

La solitudine degli edifici del secolo breve _ Perché il “Pascali” ha perso la faccia

Non sarà mai più come prima. Anche se l’Ufficio tecnico della Provincia ha trovato nelle pieghe del bilancio un fondo per ricostruirla, la facciata dell’ex Istituto d’arte “Pascali” rimarrà nella migliore delle ipotesi una approssimativa riproduzione, dopo che è stato demolito l’intero paramento di mattoni rossi, per urgentissimi motivi di sicurezza: alcuni mattoni, distaccandosi e cadendo avrebbero potuto colpire gli studenti, proprio negli giorni degli esami di maturità. continua a leggere

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