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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 31_05_2017

Lopopolo, Grattacielo piazza Ferrarese, 1949

La voglia matta dei grattacieli in riva al mare _ I progetti rimasti nel cassetto 

Grattacielo: una voglia repressa per i baresi che si sono dovuti accontentare di immaginarlo per anni in quel palazzo appena più alto della media, ad angolo tra il corso Vittorio Emanuele e il corso Cavour, che i cittadini più maturi ricordano appunto come il «grattacielo della Motta». Sulla sommità si accedeva una insegna al neon della compagnia di bandiera dei panettoni. Quella pubblicità gigantesca rimandava al caffè e al ristorante che occupavano per interi il piano terra e il primo piano piano, pavimentati con piastrelle azzurre realizzate a Bari, dalla Ceramica Levante, in un forno elettrico di via De Nicolò: di un colore talmente bello che ne vollero uguali per gli storici locali della Motta in Galleria, a Milano.
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 10_05_2017

palazzo De Florio in via Argiro 73 di Onofrio Mangini | foto dell’epoca del cantiere

E il Murattiano prese tutta un’altra piega _ Onofrio Mangini in via Argiro

Chissà che fine ha fatto quella selezione di 47 opere d’architettura moderna e contemporanea che il Comune di Bari s’era convinta a salvare da scriteriate ristrutturazioni, se non proprio demolizioni. L’elenco, compilato in attuazione della legge regionale 14/2008, era finito a marzo del 2014 nella variante di adeguamento del Piano regolatore al Putt/paesaggio però la Regione Puglia l’aveva stralciato. Ma non perché errato: necessitava di una delibera a sé. E invece è rimasto in un cassetto, come spesso accade alle migliori intenzioni, specie se non inseguono il consenso a buon mercato.
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 20_04_2016

Mara Dani

La legge violenta delle periferie senza un centro _ Bari nelle foto di Mara Dani

 

Una città senza centro. Tutta periferia. Inconsueta è l’immagine di Bari che ci restituiscono le fotografie di Mara Dani raccolte in un volume dal titolo «Almost Bari», prodotto sotto la guida di Alessandro Cirillo. Un titolo che è già indizio dell’approssimarsi ad una idea di città incompleta, indefinita, provvisoria, in trasformazione. L’architetto Gian Luigi Sylos Labini riconosce nel lavoro di Dani «un contributo attento e sofisticato – così  scrive nella presentazione al libro – che stimola una conoscenza più profonda, utile alla comprensione delle identità dei luoghi e delle loro dinamiche di trasformazione e, in definitiva, alla formazione di una “coscienza urbana”». Sylos Labini evoca, con tutte le cautele del caso, il tema «usato e abusato» della rigenerazione urbana, tema urgentissimo nel dibattito che coinvolge architetti e urbanisti ma non ancora seriamente i politici, le imprese e la finanza.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 09_04_2014

Chiesa Maria Maddalena 01

La Maddalena mette le ali al secolo senza volto _ Mangini restaura il suo Moderno

Non sono molti, ma nemmeno pochi: a 47 edifici costruiti negli ultimi 70 anni è affidata l’immagine architettonica della città. Con l’elenco compilato dalla Ripartizione Urbanistica del Comune di Bari e inserito nella recente maxi-delibera di adeguamento del Piano regolatore al Putt/p si applica una specie di vincolo a edifici ritenuti testimonianze importanti. Non è ammesso che vengano demoliti né stravolti con ristrutturazioni arbitrarie né deturpati nelle facciate da antenne, condizionatori, tubazioni e verande. Insomma, l’elenco comunale – previsto e richiesto dalla legge regionale 14 del 2008 – mira a tutelare quel che il Codice dei Beni culturali non può difendere perché troppo recente. Affidiamo allora a questa norma la speranza che il Novecento non sia condannato ad essere il secolo senza volto, l’unico periodo della storia della città privo di una memoria spaziale e materiale.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 24_04_2013

Vito Sangirardi Palazzo Sylos Labini in via marchese di Montrone 1962

Potentissimi schizzi di Vito Sangirardi per Palazzo Sylos Labini in via marchese di Montrone 1962

La città di Murat fra l’orgoglio e il pregiudizio _ Ha 200 anni e li dimostra tutti

Oggi si saprà come e perché il gruppo guidato da Massimiliano e Doriana Fuksas ha vinto il concorso internazionale di idee «Baricentrale» bandito dal Comune. Oggi si saprà quale potrebbe essere il futuro di tutte le vaste aree che lascerà libere il fiume di ferro della ferrovia. Ma è più facile che saranno le idee per l’ex caserma Rossani (compresa in extremis nell’area di concorso) ad attirare la maggiore attenzione, anche perché su quel pezzo di città si sono già formati desideri, appetiti immobiliari e anche rivendicazioni popolari. Ora si tratta di vedere a chi «parla» il vincitore, che fu il primo a rispondere, ringraziando, il Comitato Rossani che aveva spedito a tutti i partecipanti una «integrazione» alla documentazione ufficiale fornita dal Comune. continua a leggere

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