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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 30_03_2016

Arte catalana. Scorcio del Museo di Gae Aulenti a Barcellona

Arte catalana. Scorcio del Museo di Gae Aulenti a Barcellona.

A Villa Capriati il pane, le rose e il taglio in fronte _ L’occupazione e l’idea di Gae Aulenti

 

«Vogliamo il pane, ma anche le rose». I giovani e i precari che hanno occupato alla vigilia di Pasqua il parco di Villa Capriati espongono uno striscione con lo slogan «Bread and Roses», carico di allusioni e citazioni, fra letteratura, musica e politica. Il riferimento è alla poesia che James Oppenheim scrisse nel 1912 per ricordare il drammatico sciopero delle operaie tessili di Lawrence, nel Massachusetts. La poesia divenne presto una canzone con la musica composta da Martha Coleman e Caroline Kohlsaat e poi negli anni Settanta la sorella di Joan Baez, Mimi Farina ne fece una nuova, celebre versione. A rilanciare «Bread and Roses» ha contribuito poi Ken Loach nel  duemila con il suo film che è una parabola della solidarietà tra sfruttati, precari e «invisibili».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 22_04_2015

I disperati di Torre Tresca all’assalto del nuovo Cep _ Nel 1967 la prima occupazione di massa degli alloggi pubblici a Bari

La famiglia – padre, madre e figlioletta – sgomberata con la forza la settimana scorsa da un locale dell’ex Iacp al San Paolo ha fatto tornare alla ribalta le occupazioni di case. Alloggi pubblici (come le case popolari) e alloggi privati (perlopiù abbandonati da tempo). Secondo le stime, grossolane, dell’Arca (ex Iacp) sono attualmente un migliaio gli alloggi popolari occupati, su un patrimonio di 24mila appartamenti, distribuito tra la provincia Bat e la città metropolitana di Bari; un terzo dei quali solo nel capoluogo.   continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 05_02_2014

20140204_143113La Rossani ora non è più un ostaggio _ Cosa cambia con l’occupazione

L’occupazione della Rossani è piombata come un macigno nell’acqua stagnante del dibattito pre-elettorale fra candidati veri, presunti o sedicenti alla poltrona di sindaco. L’occupazione della ex caserma (anzi la sua «liberazione», come dicono i giovani che ne hanno aperto i cancelli, sabato scorso) ha svelato tutto il vuoto che si nascondeva dietro gli slogan e il politichese, costringendo i competitori sulla scena a prendere posizione di fronte a un fatto nuovo, concreto, urgente, anzi immediato.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 22_01_2014

Il progetto di ristrutturazione di Villa Roth firmato da Michele Lastilla nel 2001

Il progetto di ristrutturazione di Villa Roth firmato da Michele Lastilla nel 2001

Chi è il salvatore di Villa Roth feticcio di potere _ Bene pubblico chiuso al pubblico

«Non ci interessa il feticismo sull’immobile, per quanto a queste pareti siamo legati. Quel che vogliamo e dobbiamo fare è rifondare ciò che è avvenuto per due anni in quella villa. Abbiamo cercato di dare non solo una casa e una vita dignitosa agli occupanti, ma anche di aprire la villa al quartiere, affinché tutti potessero attraversarla». In queste parole, pronunciate nell’assemblea che si è svolta davanti all’ingresso della villa Roth, dopo lo sgombero poliziesco e i sigilli applicati dal magistrato, si intrecciano tre temi cruciali della democrazia urbana: il riconoscimento collettivo del valore storico e architettonico di un edificio; l’emergenza abitativa; l’uso pubblico dello spazio pubblico.

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