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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 28_01_2015

FullSizeRenderLa ruggine erode il palazzo dal doppio volto _ A rischio l’edificio di Carlo Vannoni

Ferri scoperti, esposti alla pioggia e alla salsedine ormai da tre anni. Se la «messa in sicurezza» di un edificio significa accelerarne il degrado, il caso del Palazzo delle Finanze, in corso Vittorio Veneto, è davvero esemplare di questa strategia della dissipazione. È una cittadina che abita in via Oriani a segnalare in quali condizioni si trovano i cornicioni del palazzo: spicconati i copriferro che potevano staccarsi e precipitare al suolo, sulla testa di qualche passante, trattati qui e là i tondini arrugginiti con la vernice protettiva, le carie diffuse del cemento armato sono rimaste aperte mentre il cantiere del Provveditorato alle Opere pubbliche è stato chiuso, nell’agosto del 2012. È bastato accontentarsi delle manutenzioni interne (porte, finestre, pavimenti), per consentire la riorganizzazione degli uffici del Catasto e della Prefettura. Una serie di traslochi che ha lasciato ancora libera un’ala del fabbricato al piano rialzato ed un’altra all’ultimo piano. Spazi ampi, che potrebbero essere bene utilizzati per trasferirvi uffici pubblici che ora occupano locali privati con fitti costosi oppure per i quali si costruiscono nuovi edifici in riva al mare.

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