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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 16_12_2015

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“Come tu mi vuoi” è il paesaggio metropolitano _ L’identità attraverso le foto

Una processione della Settimana santa o una piazza assolata  in cui si riflette la facciata del duomo? Le onde che si infrangono sugli scogli o i tendoni dell’uva matura? Qual è l’identità del paesaggio metropolitano? O, meglio, si può parlare di identità riferendosi ad un prodotto della politica, come è appunto la «Città metropolitana»?

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BEYOND _ La città e il mare

dalla Barceloneta _ Barcellona (foto Roberta Signorile)

Ultimamente si parla molto di waterfront, costa, tutela del paesaggio, progetti stile “Punta Perotti” …

Controverse sono le opinioni in merito a come sia meglio approcciarsi (da progettisti) nei confronti del mare e della città, a cosa privilegiare e a come rispettare la normativa vigente.

In un paese dove la corruzione e l’avidità hanno portato largamente ad abusi edilizi e alla violenza sul paesaggio, soprattutto quello delle coste, è ancora possibile progettare e riqualificare avendo l’enorme privilegio del mare come scenografia?

La foto qui sopra è del 2010, quella che si vede è la spiaggia più famosa di Barcellona, il tratto de La Barceloneta: ogni giorno accoglie turisti, cittadini – di tutti gli strati sociali – persone di ogni età; la si raggiunge a piedi – con una bellissima passeggiata su un marciapiede largo più di 6 metri, dotato di sedute e ombra – ma anche con la metropolitana, che ha in corrispondenza di questo luogo, una fermata dedicata e frequentatissima. Circondata da servizi, cinema, musei e locali, la Barceloneta con il suo “layout” assimila perfettamente anche edifici come un ospedale, che in questo scenario è capace di offrire ai malati un luogo gradevole.

E guardando verso Nord si scorgono, eleganti e ammiccanti, le architetture contemporane nate dalla matita di progettisti come Brullet e De Pineda, RGA, Miralles e Tagliabue, Bofill, Gehry. A colpo d’occhio questo pezzo di città, uno tra i più conosciuti, non produce nessun tipo di critica in negativo. Seduti su una panchina, o stesi sulla sabbia, o percorrendo il lungomare si viene attirati da tutte le impressioni visive gratificanti che La Barceloneta suscita e che renderanno difficile il distacco da Barcellona.

E qui in Italia? Difficile fare il paragone con città che con difficoltà, e ancora in maniera discontinua, cercano di sentire il mare come una parte dell’identità urbana e che nemmeno con gli strumenti urbanistici lo rispettano adeguatamente.

E voi? Che ne pensate?

ROBERTA SIGNORILE

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