Archivi Blog

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 30_11_2016

palazzo Andidero | foto di Linda Signorile

A Barivecchia quarant’anni di «speculazione» _ Palazzo Andidero e Benny Petrone

«Il lungomare barese subisce gli attacchi della natura e della speculazione. Sull’antica muraglia della città un “balneare” pugno nell’occhio». Sorprenderà, rileggere oggi questo titolo apparso quarant’anni fa sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Era il 13 settembre 1977 e la Cronaca di Bari, smontate le impalcature, ma non ancora la gru, puntava l’indice accusatore contro quel fabbricato sorto su via Venezia: palazzo Andidero. L’articolo – non firmato – è senz’altro da attribuire al direttore Oronzo Valentini, il quale formula, più che una domanda, un appello: «E’ irreparabile?».
continua a leggere

Annunci

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_06_2016

 

Via Sparano, 1940

Via Sparano, 1940

In via Sparano un cannocchiale senza fondale _ Le palme, i negozi e gli urbanisti

«Gli alberi di corso Cavour servono solo a nascondere le belle insegne dei negozi e a favorire una moltiplicazione di insetti, e quelli di via Putignani vengono lasciati crescere soltanto perché la sostituzione di alcuni di essi ormai rinsecchiti costa più dell’espiantamento di tutti gli altri e del relativo ripristino del marciapiede». Le parole del professor Donato Scaramuzzi, famoso agronomo e consigliere comunale risuonano ancora nell’aula di Palazzo di città. È il 1949 e il sarcasmo di Scaramuzzi dà voce ad una parte non insignificante della città, la stessa che avrebbe sostenuto di lì a poco l’approvazione del piano regolatore di Piacentini e Calza Bini, padre di tutte le speculazioni. Scaramuzzi dà voce ad un ceto bottegaio che odia a tal punto le querce di corso Cavour da volerle morte: e qualcuno davvero fu sorpreso dai vigili urbani mentre le innaffiava con l’acido muriatico, sperando che seccassero una volta per tutte.

continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 15_04_2015

Casa dello Studente in largo Fraccacreta

 

Casa Fraccacreta. Aria di Roma e nervi d’acciaio _ Gli anni ’50 di Achille Petrignani.

Sono terminati, con un anno di ritardo, i  lavori di ristrutturazione della Casa dello studente di largo Fraccacreta. L’edificio avrebbe meritato di essere restaurato, piuttosto che ristrutturato. Nel progetto, curato dall’ufficio tecnico dell’Università e coordinato dall’ingegner Gaetano Ranieri, si è voluto salvaguardare con la spazzola di saggina la «patina naturale» dei mattoni di rivestimento, ma ci si è presa la libertà cambiare il colore delle tapparelle: se prima erano scure, un motivo forse c’era. E infatti ora il chiaro salta subito agli occhi.

continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 24_04_2013

Vito Sangirardi Palazzo Sylos Labini in via marchese di Montrone 1962

Potentissimi schizzi di Vito Sangirardi per Palazzo Sylos Labini in via marchese di Montrone 1962

La città di Murat fra l’orgoglio e il pregiudizio _ Ha 200 anni e li dimostra tutti

Oggi si saprà come e perché il gruppo guidato da Massimiliano e Doriana Fuksas ha vinto il concorso internazionale di idee «Baricentrale» bandito dal Comune. Oggi si saprà quale potrebbe essere il futuro di tutte le vaste aree che lascerà libere il fiume di ferro della ferrovia. Ma è più facile che saranno le idee per l’ex caserma Rossani (compresa in extremis nell’area di concorso) ad attirare la maggiore attenzione, anche perché su quel pezzo di città si sono già formati desideri, appetiti immobiliari e anche rivendicazioni popolari. Ora si tratta di vedere a chi «parla» il vincitore, che fu il primo a rispondere, ringraziando, il Comitato Rossani che aveva spedito a tutti i partecipanti una «integrazione» alla documentazione ufficiale fornita dal Comune. continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 16_01_2013

Vista notturna del Palazzo Sgpe, ex sede dell'Enel

Vista notturna del Palazzo Sgpe, ex sede dell’Enel

«Il mondo di ieri serve solo all’accademia» _ Intervista impossibile a Bruno Zevi

Azzanna la pipa mentre parla tra i denti e gesticola assai. Con le mani squadra lo spazio davanti sé e guarda all’insù. Non c’è dubbio che sia lui, però un fantasma col papillon non s’era mai visto: nonostante sia scomparso già da tredici anni, Bruno Zevi è puntualissimo all’incontro. Dapprima riluttante, ha accettato di rilasciare questa intervista impossibile dopo aver letto quelle precedenti a Vittore Fiore e a Michele Cifarelli, con il quale aveva condiviso la militanza nel Partito d’Azione. A differenza di Fiore, Bruno Zevi un architetto lo è davvero, anzi professore e critico dell’architettura. continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: