Lezione aperta con Angelo Ambrosi

Locandina dell’evento

Mercoledì, 30 Maggio 2012, presso l’aula S1 delle Officine Politecnico (via G. Amendola, 132) si terrà una lezione aperta con il prof. arch. Angelo Ambrosi (professore di Disegno dell’Architettura presso il Politecnico di Bari).

Nell’ambito del corso di Composizione architettonica I, tenuto dal prof. arch. Lorenzo Netti, il prof. arch. Angelo Ambrosi terrà una riflessione sul tema del laboratorio d’anno del corso stesso: la facciata.

Franco Albini: i padiglioni Ina nelle Fiere di Bari e Milano _ presentazione del libro

Locandina dell’evento

Domani, 21 Maggio 2012, presso la LIbreria Laterza a Bari alle ore 18.20 verrà presentata la collana “Letture di architettura” e il volume di Federico Bucci su Albini e sui suoi padiglioni progettati per le Fiere di Bari e Milano.

Del libro ricordiamo una recensione di qualche tempo fa nella rubrica Piazza Grande, in cui viene tracciato il quadro in cui rientra il lavoro di Albini e il prolifico lavoro degli architetti razionalisti italiani.

All’incontro moderato da Maria Laterza interverranno Nicola Signorile, Giuseppe Monti, Lorenzo Netti, Mario Ferrari.

Presentazione del libro “Movimenti artistico-culturali in terra di Bari. 1950-2000”

Locandina dell'evento

Venerdì 4 Maggio 2012, alle ore 18.00 nella Sala delle Lauree “V. Starace” della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bari (Piazza Cesare Battisti 1, II piano) sarà presentato il volume Movimenti artistico – culturali in terra di Bari. 1950-2000 (Edizioni dal Sud) a cura di Saverio Monno con prefazione di Giandomenico Amendola.

Interverranno: prof. Nicola Costantino (Rettore del Politecnico di Bari), prof. Ennio Triggiani (Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bari), prof. Pasquale Bellini (Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bari), prof. Franco Chiarello (docente di sociologia presso l’Università di Bari), prof. Geppi De Liso (graphic designer), prof. Lorenzo Netti (docente di disegno e composizione architettonica presso il Politecnico di Bari). Coordina il prof. Saverio Monno, curatore del volume, docente Università IULM di Milano.

Il volume, frutto di una ricerca sul campo condotta dagli autori (essi stessi protagonisti) contiene brevi saggi sugli eventi più rilevanti accaduti a Bari nell’ultimo cinquantennio del XX secolo e brevi biografie di artisti, architetti, grafici e pubblicitari, designer e fotografi (circa 250 nomi): come recita il sottotitolo un repertorio e non certo una enciclopedia.

Il volume non ha carattere di esaustività ma è un invito (quasi una provocazione) a riflettere sulla produzione culturale barese in un periodo che ha visto fermenti e movimenti e persone/personaggi che hanno costituito l’humus culturale della città. 

 
 

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 29_02_2012

Il palazzo in via Napoli

Le regole di Murat e il piacere di rispettarle oggi _ Un palazzo di Netti al Libertà

Il vincolo paesaggistico che la Regione, il Comune e la Soprintendenza ai Beni architettonici si apprestano ad applicare a quattro interi quartieri di Bari – la città vecchia, il murattiano, Madonnella e Libertà – non sarà un vicolo rigido. I tecnici parlano di vincolo «vestito». Si tratta di controllare e guidare interventi di riqualificazione o rigenerazione o più semplicemente di sostituzione edilizia, in modo che non venga ferito il carattere generale del paesaggio urbano.

La questione è complicata anche solo guardando al Murat ottocentesco e alla sua duplicazione povera, il Libertà. A parte il giudizio sul considerevole numero di sostituzioni e ricostruzioni effettuate senza alcun controllo sulla qualità architettonica grazie alla scorciatoia della procedure rapide, ci si deve interrogare su quale sia la strategia migliore per intervenire sul corpo vivo della città costruita, evitando le imitazioni del passato. O peggio svuotando l’edificio ma conservandone una facciata incongrua con la nuova distribuzione dei volumi.

In positivo, ci sono due atteggiamenti, contrari ma entrambi legittimi. Il primo consiste nel decidere che il carattere uniforme della città ottocentesca è ormai compromesso e dunque nel sottolineare la attualità della progettazione  contestando dalle fondamenta i principi di simmetria e allinemanto componendo facciate plastiche e decostruzioniste (come l’edificio progettato da Moodmakers in via Nicolai). Il secondo consiste nell’accettare il vincolo del contesto urbano e di confrontarsi con lo spirito dell’architettura neoclassica che ha caratterizzato la nascita e la formazione del Murattiano e del Libertà, ma esercitando fino in fondo l’autonomia di un linguaggio schiettamente e onestamente contemporaneo. Un esempio di questa strategia è l’edificio che lo studio Netti Architetti ha progettato  con l’ing. Simeone Pilone, gli architetti Pasquale Montemurro e Graziana A. Cito, l’ing. Davide Morronese per le strutture e l’ing. Marco Pellegrini per gli impianti.
Il palazzo, realizzato l’anno scorso dalla Picos Costruzioni e che sorge in via Napoli 192, consiste di otto appartamenti, su quattro piani. I più grandi affacciano tutti all’interno, che però non è un «retro» ma è dotato di una facciata autentica, un doppio rovesciato del prospetto su via Napoli. Qui l’immagine del fabbricato è determinato da un alto basamento di scura pietra lavica su cui poggiano tre pilastri e due lesene che scandiscono le logge (non ci sono balconi) con un ritmo secco e preciso. Ecco la interpretazione che l’architetto Lorenzo Netti propone dell’Ottocento razionale finalmente spogliato delle bellurie e ricondotto alla sua essenza di numero e di proporzione. Un ricordo del portone con la rosta (irrinunciabile elemento compositivo del «murattiano») si può rileggere nel varco a doppia altezza – sormontato da una loggia vetrata – che conduce al cortile.

Il linguaggio neorazionalista di Netti si discosta così dalla moda della asimmetria e della perfomatività delle facciate «cangianti» accettando di sottomettersi ad una «regola» urbana che permette di ragionare sui valori della tettonicità – come dicono gli architetti – cioè  la relazione pesante e stabile che l’edificio instaura con il suolo.
All’interno di questa complessità teorica c’è un mondo di tecnologie avanzatissime, da quelle energetiche a quelle costruttive. Gran parte dei tramezzi interni sono, per esempio, a secco e contengono gli impianti e gli isolamenti termici e acustici. Le prestazioni energetiche sono notevoli: l’impianto fotovoltaico è in grado di assicurare l’autosufficenza di tutte le parti comuni. Il progetto energetico è dei sudtirolesi della Tbz di Bolzano che hanno una dépandance a Gravina.
È interessante indagare in che misura la ricerca di alte prestazioni energetiche e materiali tecnologici abbiano trovato nella ricerca architettonica un terreno amico, favorevole. Per questo, è utile ritornare a quelle scarne prescrizioni che dettava l’art. 7 degli Statuti murattiani (Regio decreto del 25 aprile 1813): «Questa proporzione sarà regolata in modo che abbia a osservarsi nel complesso degli edifizi che comporranno l’isola, e specialmente le facciate sporgenti sulle strade una disposizione simmetrica (…). Anche le mostre delle porte, dei portoni, e delle finestre (quantunque varie) dovranno però essere di buon gusto all’Architetto Direttore, al quale in tutto è affidata questa nuova opera».
Poche regole, dunque, ma affidate ad un giudizio di qualità dell’architettura che Giuseppe  Gimma si era fatto riservare dal re francese, per esercitarlo su ogni progetto. A chi tocca oggi questo giudizio preventivo?

NICOLA SIGNORILE