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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_03_2017

Case operaie: la colonia Alfredshof | schizzo di Mauro Amoruso

L’espansione soffoca le case popolari _ Il paradosso: alloggi vuoti, fitti alti

«Non siamo in presenza di una carenza di alloggi, anzi c’è una sovrabbondanza di appartamenti non affittati». L’affermazione che in apparenza smentisce il dogma della cosiddetta emergenza abitativa è di uno che di edilizia e di urbanistica se ne intende. Franco De Lucia, oggi presidente dell’Uppi (l’associazione dei piccoli proprietari di immobili), è stato in passato sindaco di Bari. Erano gli anni Ottanta, gli anni in cui muoveva i primi passi la variante generale al Piano regolatore di Bari, che porta la firma di Ludovico Quaroni. Erano gli anni in cui si mettevano all’incasso le prime «lettere di credito» della speculazione fondiaria, grazie ad una politica urbanistica iperespansiva, congegnata per il mito della Città-Regione.
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Una comunità la riconosci dal traffico

Dilagano ultimamente ordinanze di sindaci (meridionali come settentrionali) che tentano di arginare la deriva verso cui inesorabilmente procedono gli spazi pubblici del nostro (bel) Paese. Ordinanze che si manifestano in tutta la loro inefficacia, essendo atti estremi, che poco hanno a che fare con l’amministrazione sapiente di una città, indice di governatori messi con le spalle al muro da una società incontrollabile. Sarebbe l’ora di chiedersi da cosa dipenda il senso civico di un cittadino, in quanto tempo e come sia possibile ristabilirlo. E quali siano le politiche trasversali, attualmente adottate, che incentivano il mancato rispetto dello spazio pubblico o viceversa lo contrastano. Infine: quali competenze possono aiutare sindaci e amministrazioni nel ripensare gli spazi pubblici e le regole necessarie per la loro difesa? Ciò che è fuori discussione è l’immagine dell’Italia come il paese dei balocchi, e non tanto agli occhi degli immigrati (che invece sono sempre i primi destinatari delle suddette ordinanze, in un’atmosfera sempre più proibizionista, ma controproducente), quanto agli occhi dei turisti facoltosi che si sentono liberi di fare quello che nelle loro città non possono fare. Pubblichiamo un interessante articolo apparso su Il fatto quotidiano martedì 1 settembre 2015.

Vivo spesso a Londra. La quotidianità, qui, è molto diversa dall’Italia e induce a frequenti riflessioni. Oggi vi parlo del traffico. Londra è una città molto grande e le sue strade, tranne alcune, piuttosto strette. Eppure il traffico è scorrevole e gli ingorghi, anche in luoghi molto frequentati dai turisti, sono rarissimi. continua a leggere

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