PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 09_01_2013

Piazza Umberto I in una cartolina del 1910 (foto Lobuono)
Piazza Umberto I in una cartolina del 1910 (foto Lobuono)

Spazio pubblico fra cancelli e vecchi merletti _ L’ingenua idea di recintare i giardini

L’idea di recintare con una cancellata piazza Umberto I per fronteggiare il degrado, sporcizia e microcriminalità è ingenua, oltreché superata.

Prima del senatore D’Ambrosio Lettieri e dei vertici cittadini del centrodestra – che l’hanno appena lanciata -, ci aveva già pensato qualcuno, tanti anni fa e riuscendovi, peraltro.

La piazza (solo metà, quella prospiciente il palazzo Ateneo) era già recintata il 24 aprile 1915, quando l’acqua del Sele zampillò per la prima volta dalla fontana dell’Acquedotto Pugliese, al centro di un giardino tutto pavesato. La recinzione (un muro basso sormontato da una cancellata di ferro battuto) era stata realizzata nel 1900 e inizialmente chiudeva con due battenti anche via Andrea da Bari. Ma agli inizi degli anni Trenta venne rimossa per ricongiungere il lato est al lato ovest, dove c’è il monumento equestre. E così andò in archivio il tentativo di imitare una risorgimentale «villa comunale» che Bari non ha mai avuto: la recinzione infatti non si addice allo spazio pubblico, ma resiste traccia della invalicabile proprietà privata – come oggetto architettonico nelle antiche ville espropriate alla nobiltà locale fra il decennio napoleonico e i primi anni dello stato unitario. continua a leggere