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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 15_03_2017

La Sirenetta a mare progetto degli architetti Chiaia e Napolitano 1957_1960

Mare di Levante prigioniero del passato ostile _ Parco urbano o lottizzazioni?

Sempre alla ribalta il futuro della costa di Levante. Progetti, studi e convegni si rincorrono e tutti insieme tentano il sorpasso, per arrivare al traguardo prima del nuovo piano urbanistico generale. Per mettere l’Amministrazione comunale e i suoi tecnici di fronte al fatto compiuto, secondo una strategia che fu già messa in atto con successo ai tempi del piano Quaroni.
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 04_02_2015

Il CTO in una foto storica (1953)

Il CTO in una foto storica (1953)

Idroterapia per l’architettura del Novecento _ La piscina del Cto di Samonà

«Ridateci la piscina! Ne abbiamo bisogno!». Un gruppo di cittadini non si arrende al fatto che la piscina per l’idrokinesiterapia, nell’ex Cto al lungomare Starita, sia chiusa da due anni e, nonostante i lavori di messa a norma, sia ormai ridotta ad un deposito di cose vecchie.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 07_01_2015

Microsoft Word - juliancorrezioniL’aura dell’artista e il populismo degli skateboard _ Rossani, carte bollate e partecipazione 

«La progettazione partecipata è populismo! Mentre nel Laboratorio si discute sul futuro della Rossani al Comune è un viavai di geometroni e di carte bollate per un appalto da mezzo milione per un banale giardinetto. E allora, non sono meglio le palme di Fuksas che l’erba cipollina dell’orto urbano?». Bella domanda, quella che ci rivolge un architetto barese, colto e stimato. Lui ha appena rinunciato («meglio tenersi alla larga», dice) a collaborare con una impresa che partecipa alla gara per l’appalto integrato bandita dal Comune lo scorso 12 novembre. E che scade proprio oggi, mentre torna a riunirsi dopo la pausa natalizia il laboratorio di progettazione partecipata. Nell’ultima riunione il caso era venuto a galla: che senso ha – si è detto – questo pezzo di giardino (progettato dall’architetto comunale Gaetano Murgolo e dal geometra Michele Vomero, con la collaborazione di Erminia Traversa per il verde) mentre qui si va affermando la volontà di un nuovo approccio alla progettazione di spazi vegetali nella città, sulla linea del «Terzo Paesaggio» di Gilles Clément?

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 02_07_2014

Bari metropolitana. Una tavola preparatoria del Piano regolatore di Ludovico Quaroni: Bari e i comuni dell'hinterland

Bari metropolitana. Una tavola preparatoria del Piano regolatore di Ludovico Quaroni: Bari e i comuni dell’hinterland

«I crediti edilizi colpa di Quaroni» (a sua insaputa) _ Vecchio e nuovo piano regolatore

Con Ludovico Quaroni  bisogna prima o poi fare i conti sul serio. Ci provano gli Ordini degli architetti di Bari e Bat con due giornate di studio programmate per settembre a Trani e a Bari. Tra i relatori ci sarà Rocco Carlo Ferrari che di Quaroni è stato stretto collaboratore proprio nell’avventura della formazione del piano regolatore di Bari. Ci saranno pure Attilio Petruccioli, Antonio Riondino e Laura Thermes e infine Franco Purini e Angela Barbanente, accademica fra gli accademici, ma anche assessore regionale all’Assetto del Territorio. Sarà l’occasione per ragionare anche sul passaggio dal Prg ancora vigente dal 1976 all’imminente Pug di Bari.

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Il “bene” della collettività.

Henri Matisse, La danza, 1910

Henri Matisse, La danza, 1910

La crisi che ormai da qualche anno attanaglia l’Italia e l’intera economia globale ci ha detto che una certa stagione del capitalismo, quello utopico-individualistico, fatto della cancellazione delle regole in nome di una sedicente economia liberista, è giunta ormai al capolinea, ha esaurito la sua capacità generativa ed innovativa. Per anni ci hanno fatto credere che il “mercato”, con la sua capacità autoregolativa, avrebbe risolto ogni problema della vita urbana. La storia contemporanea ci ha dimostrato l’infondatezza di questa idea, i meccanismi autoregolativi del mercato sono imperfetti, non esiste la possibilità di internalizzare completamente le esternalità ambientali (si pensi alle tragiche esternalità prodotte dalla produzione dell’acciaio all’Ilva di Taranto, solo per fare un esempio attuale noto a tutti), dunque, il capitalismo deve necessariamente evolvere in una forma diversa dall’attuale; è evidente la necessità di un ritorno all’economia dell’etica e della reciprocità. continua a leggere

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