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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 22_03_2017

Foto di Gabriele Basilico

«Senza comunità dimissioni dall’urbanistica» _ Ferrara Mirenzi, l’esperto scomodo

Lasciò la poltrona di assessore all’urbanistica del Comune di Bari, nel 1987, perché capì che non c’era più nulla da fare: «Una cosa sono le politiche di sviluppo e una cosa sono le politiche per l’acquisizione del consenso – disse -. Qui al Sud la classe dirigente raccoglie consenso ma non stima: il contrario di quello che accade alle persone oneste». Luigi Ferrara Mirenzi, scomparso la settimana scorsa all’età di 79 anni, sapeva bene che le sue dimissioni non avrebbero cambiato il corso delle cose, ma non poteva acconsentire a mettere la sua firma ad atti che giudicava oltremodo dannosi per la città, come abbiamo avuto modo di constatare nei successivi trent’anni di vicende cittadine.
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Lo scaricabarile sulle alluvioni nell’Italia che non sa fermare il cemento

Alluvione a Genova | 2011

Immagine alluvione  Genova | 2011

Lascia interdetti lo scaricabarile tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Liguria sulle responsabilità del dissesto del territorio italiano. E non solo perché è indecoroso mettersi a discutere mentre i cittadini e la Protezione civile lottano contro il fango: ma anche perché la questione è troppo maledettamente seria per liquidarla a colpi di dichiarazioni e controdichiarazioni tagliate con l’accetta.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 18_09_2013

Bari vecchia negli anni Settanta

Bari vecchia negli anni Settanta

Per Bari vecchia una legge contro il Comune _ L’urbanistica di Peppino Di Vagno

C’era anche Bari vecchia nell’impegno politico di Giuseppe Di Vagno, l’esponente socialista scomparso sabato sorso all’età di 91 anni. Deputato al Parlamento per cinque legislature, Di Vagno sottoscrisse molte proposte di legge, di sei era il primo firmatario e tra queste una riguardava appunto Bari vecchia. È il 1970 e il risanamento del centro storico è rimasto una promessa, nonostante il mutuo di un miliardo e 200 milioni di lire concesso dallo Stato al Comune di Bari nel 1952, e nonostante una legge (firmata da Fiorentino Sullo) che nel 1962 prorogava la scadenza del piano urbanistico di Bari vecchia messo a punto da Concezio Petrucci trent’anni prima e mai attuato. Accompagnava quella legge anche un investimento di 7 miliardi di lire, più della metà destinata alla costruzione di nuovi alloggi popolari. Inutilmente. continua a leggere

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