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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_10_2014

padiglione 14 bis

Per il Bonomo appalto al ribasso e morti bianche _ L’ex ospedale verso il riuso

Ha solo 21 anni Umberto Di Cillo, manovale, quando precipita dall’impalcatura nel cantiere dell’ospedale militare Bonomo. Muore il giorno dopo, in seguito alla frattura della base cranica e della colonna cervicale, come informa la cronaca della Gazzetta il 7 febbraio 1935. La costruzione del Bonomo, dunque, è segnata da un gravissimo incidente sul lavoro: le indagini, rapidissime, non portano a nulla: «impossibile risalire e ricostruire le cause del sinistro», scrive l’assistente del Genio civile, Gaetano Spilotros in una comunicazione all’ingegnere capo del suo ufficio, l’ingegnere Domenico Minchilli, conservata all’Archivio di Stato. Ma è comunque possibile «accertare che l’Impresa, nell’esecuzione del detto lavoro aveva adottato tutti i provvedimenti e le cautele per garantire l’incolumità degli operai da lei dipendenti». Forse non proprio tutti, visto che un manovale ha perso la vita, ma il Genio civile esclude «nel modo più assoluto ogni responsabilità colposa da parte dell’impresa costruttrice».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 03_04_2013

mangini margherita

L’efficace schizzo di Onofrio Mangini del progetto di concorso per l’area del Ferrarese

Il Margherita e la grammatica dei sentimenti

La grammatica ha un grande potere: cambia le carte in tavola. Certe volte basta un plurale per far rientrare dalla finestra quel che è uscito dalla porta. Prendiamo il caso del Bac. L’acronimo stava per Bari Arte Contempranea, ora sta per Bari Arti Contemporanee. Ma sempre Bac rimane, così non è chiaro se il vecchio sia stato sepolto oppure sia sempre vegeto, oppure sia uno zombie che continuerà a disturbarci i sogni.

La vecchia sigla indicava il museo ipotizzato due anni fa e al quale doveva essere destinato il teatro Margherita, modificato per l’abbisogna secondo i disegni dell’architetto David Chipperfield. Il progetto è naufragato per l’opposizione della Regione Puglia che, chiamata a cose fatte a metterci tutti i soldi necessari, non ha trovato per niente convincente né conveniente la fondazione pubblica-privata che avrebbe dovuto gestirlo.

Ora che il teatro Margherita (di proprietà del Demanio) è stato permutato con l’ex Macello e l’ex Frigorifero comunale, sedi dell’archivio di Stato e della Biblioteca nazionale, si può inseguire uno degli obiettivi del Patto per Bari firmato il 9 gennaio scorso da Vendola e da Emiliano. Parliamo del cosiddetto Miglio dei teatri. «Al teatro Margherita, inutilizzato da molti decenni,- si legge nel Patto – va affidata, dopo una adeguata ristrutturazione degli spazi, la funzione di laboratorio mediterraneo del teatro, della danza e delle arti sceniche e visive, una casa da offrire alle realtà produttive cittadine in cui convergano multidisciplinarietà, innovazione e sperimentazione delle arti contemporanee». continua a leggere

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