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Parturient montes, nascetur ridiculus mus.

Il territorio urbanizzato fagocita suolo libero (foto Roberta Signorile)

Il territorio urbanizzato fagocita suolo libero (foto Roberta Signorile)

Come spesso accade con il Parlamento italiano, alla fine la montagna potrebbe partorire il più classico dei topolini: la tanto attesa ed invocata legge in tema di contenimento del consumo di suolo rischia, infine, di tradursi nel solito specchietto per allodole.
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A proposito del DDL Lupi

Il giorno 24 luglio 2014, presso il MAXXI di Roma, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ciellino Maurizio Lupi ha presentato il disegno di legge in materia di governo del territorio recante Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana.

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Vaneggiamenti “Eatalyani”

Come ha commentato l’urbanista Edoardo Salzano nel suo blog  Eddyburg: “sembra una farsa ma è una tragedia”.

Ci riferiamo alle dichiarazioni del renziano Oscar Farinetti, impegnato ultimamente a devastare il territorio bolognese per il mega specchietto per le allodole F.i.c.o. (qui una approfondita analisi sullo stato di fatto), con le quali ha raccontato delle sue mire riguardanti l’Italia meridionale.
Per onore di cronaca riportiamo il video della sua intervista, che oltre a mostrare la scarsa eleganza delle sue parole, prelude a concetti pericolosi come l’inganno della green economy, che cela consumo di suolo, l’inganno di posti di lavoro, che celano precariato e salari minimi, l’inganno del “mangiare sano”, che cela una moda per ricchi. Ma soprattutto quel che spaventa è che personaggi come questo, vicini ad ambienti del centro-snistra italiano, vedano la natura, il paesaggio e il territorio italiano come “brand”, come risorsa da sfruttare. Il turismo non può e non deve essere l’obiettivo primario di un paese il quale necessita di una tutela di quei beni comuni che da tanto, troppo tempo, sono stati trascurati. E questa visione imprenditoriale dei beni artistici/paesaggistici, pare vada a braccetto con l’idea recente di Renzi, secondo cui soprintendente ” è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia“.
Che dire…il modo di dire “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” pare calzi a pennello!

ROBERTA SIGNORILE

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 09_10_2013

Bari, Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato

Bari, Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato.

Crediti edilizi? Non facciamo alla… romana _ Consigli (di Stato) per il Pug

I progettisti e gli esperti sono già al lavoro per  formare il nuovo piano urbanistico di Bari. Ma il gruppo guidato dal professor Bruno Gabrielli ha dinanzi a sé una strada tutta in salita: porteranno a termine il loro compito proprio mentre Emiliano lascerà la poltrona di sindaco.

Ostaggio ancora in fasce della prossima amministrazione comunale, quale che essa sia, il Pug resterà privo della necessaria tutela politica. Se Emiliano avesse davvero voluto aprire una nuova stagione urbanistica, avrebbe affidato la redazione del Dpp (il documento programmatico preliminare) all’inizio del suo primo mandato: in otto anni ci sarebbe stato tutto il tempo di scrivere e adottare il piano urbanistico e di gestirne l’avvio. Ma ricordiamo che la prima giunta Emiliano inciampò proprio su una questione urbanistica tuttora aperta: la cosiddetta compensazione per i suoli edificabili sul margine della lama Picone. Prima approvò una delibera, poi fu costretta da un ordine del giorno votato dal consiglio comunale a rimangiarsela. Oggi il tema ritorna a galla, perché si tratta di risolvere il dilemma: che ne facciamo dei 15 milioni di metri cubi che il nuovo piano regolatore deve cancellare (è questa l’indicazione del Dpp)  trasformando in parchi urbani suoli attualmente edificabili? I proprietari perdono il diritto di costruire oppure potranno «trasferire» quei volumi potenziali in altre parti del territorio cittadino? Quando glielo abbiamo chiesto, Gabrielli ha ammesso: «Non ho ancora idea di come riusciremo a sbrogliare la matassa». continua a leggere

Paesaggio e popolo

foto Roberta Signorile

C’è qualcosa, riguardo il paesaggio, di cui ancora non si parla. O meglio, se ne parla in maniera teorica. E come sappiamo la traduzione della teoria nella pratica non è tra le più fluide in paesi come l’Italia. Il popolo: è di questo (sconosciuto) che non si parla. Certo, studiosi e professori hanno in passato e soprattutto di recente messo in relazione i cittadini e il patrimonio paesaggistico, ma ancora è blanda l’analisi e indulgente il giudizio su questo rapporto. Un rapporto, tra l’altro, che è legittimato dalla Costituzione, nell’articolo 9 che dice “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”; per conseguenza logica, la Costituzione è strumento primario democratico (dal greco “demos”, cioè del popolo), quindi se essa tutela il paesaggio, per proprietà transitiva il popolo tutela il paesaggio. continua a leggere

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