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Polo delle arti e delle culture contemporanee

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polo margherita 3Le arti di Decaro hanno seppellito l’arte privata di Emiliano

Il «Museo della merda» l’ha già realizzato, in Val Padana, per l’industriale del «grana» Gianantonio Locatelli. Ora mette anche la sua firma sul futuro «Polo delle arti e delle culture contemporanee», articolato fra il teatro Margherita, l’ex Mercato del pesce e la Sala Murat. L’architetto Luca Cipelletti, leader dello studio milanese Ar.ch.it è il consulente per l’allestimento museografico che affianca i progettisti della Soprintendnza, Emilia Pellegrino e Anita Guarnieri.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 25_02_2015

teatro margheritaTeatro Margherita iniquo scambio e progetti visionari _ L’arte contemporanea dopo il Demanio

Il teatro Margherita e l’ex Mercato del Pesce al Comune, in cambio dell’ex Macello e dell’ex Frigorifero.
Che la permuta sia conveniente, per i baresi, è tutto da dimostrare. Lo Stato si prende due grandi immobili restaurati e funzionanti mentre si libera di un teatro che è una scatola vuota, con i pilastri e le travi di cemento armato a nudo, e di un palazzo che ha bisogno di importanti lavori di risanamento. Ma al di là dell’aspetto strettamente immobiliare, va considerato che nell’ex Macello ha sede l’Archivio di Stato e nell’ex Frigorifero la Biblioteca nazionale: due servizi culturali di alto rango, di cui la città ha goduto e godrà senza spese, perché sono strutture statali. Che cambia rispetto al passato, con la permuta? Nulla, tranne il fatto che il Comune non percepirà più il canone di affitto. Al contrario, il Margherita per diventare un luogo di cultura efficiente avrà bisogno di investimenti: di denaro, di personale, di gestione, oltre che di opere edili… In effetti quel che riceve oggi il Comune avrebbe potuto e dovuto ottenere senza dar nulla in cambio, in ragione del cosiddetto federalismo demaniale. Insomma, l’operazione ci ricorda l’iniquo scambio tra la Chiesa Russa e la Rossani: in questo come in quel caso c’è bisogno di soldi, e in parte si tratta degli stessi, perché si torna a pescare nel salvadanaio del «Patto per Bari», che fu sottoscritto da Vendola e Emiliano il 9 gennaio 2013. Ma restò congelato, perché le parti non s’intendevano sul modo di spendere i quattrini o meglio, sul che fare del Margherita.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 02_04_2014

FIKFuksas l’archistar fra la Rossani e le baruffe baresi _ Il giallo della progettazione partecipata

Ora è il turno di Fuksas. Dopo Gae Aulenti e David Chipperfield, anche Massimiliano Fuksas rischia di rimanere impigliato nelle baruffe baresi. A Gae Aulenti non riuscì di portare a termine ben due progetti: quello della Galleria d’arte contemporanea a Villa Capriati e quello del museo archeologico a Santa Scolastica. Entrambi i progetti sabotati dall’interno della stessa Amministrazione provinciale. David Chipperfield è stato tirato dentro la faccenda del Margherita e gli è stato chiesto di trasformare un teatro in museo. Lui, riluttante ma generoso di idee, nonostante l’assurdità dell’incarico ricevuto non si sa bene da chi: dal Comune di Bari oppure da una fondazione privata napoletana oppure da un «delegato» del sindaco che si adopera per lo sfortunato progetto.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 19_06_2013

Il murale comparso sulla ex Caserma Rossani

Il murale comparso sulla ex Caserma Rossani

Salgono sui muri le ombre nere dell’arte pubblica _ Murales a sorpresa in città

La presentazione della mostra d’arte «Fresh Flâneur» si terrà oggi, ma una parte delle opere sono state già realizzate ed esposte al pubblico.

Senz’avvertimento e senza che il pubblico fosse, lì per lì, consapevole di trovarsi di fronte ad un’opera d’arte. Ma proprio l’effetto della sorpresa andavano cercando gli organizzatori (la galleria Doppelgaenger). E l’hanno trovato. Tanto che la settimana scorsa c’è cascato anche un consigliere comunale tutt’altro che ingenuo, Filippo Melchiorre, e con lui la pattuglia di vigili urbani richiamata sul luogo del. delitto: il palazzo dell’Economia (una volta era la Standa) in corso Vittorio Emanuele II, su cui stavano dipingendo una loro trama in bianco e nero i romani Sten&Lex.
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 22_05_2013

La carboneria Kounellis

“La Carboneria”, opera di Jannis Kounellis

L’arte pubblica è fuori posto a furor di popolo _ Kounellis «deportato» in periferia

E il Kounellis, adesso, dove lo metto? L’idea – non sappiamo quanto estemporanea oppure frutto di ponderato ragionamento – che l’assessore comunale all’Urbanistica ha messo sul tappeto suscita opposte reazioni.

Il fatto: l’opera di Jannis Kounellis, battezzata «La Carboneria» a insaputa dell’autore, che adesso sta in piazza del Ferrarese, praticamente addosso all’ex mercato del pesce, deve traslocare perché così chiedono residenti e bottegai della circoscrizione murattiana e soprattutto perché così sollecita la Soprintendenza ai Beni architettonici. L’opera del maestro dell’arte povera è di proprietà dell’autore stesso, che l’ha lasciata in comodato alla città di Bari dopo averla realizzata nell’ambito della «sua» mostra allestita nel teatro Margherita, esattamente tre anni fa. continua a leggere

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