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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 28_06_2017

L’edificio di via Giandomenico Petroni

A Madonnella è il Moderno che dà l’esempio _ Un’opera di Stefano Serpenti 

«Dovevano farlo rosso, come quelli confinanti. Perché l’hanno dipinto di grigio?». Fa discutere i passanti un fabbricato nuovo di zecca in via Giandomenico Petroni, nel quartiere Madonnella. Nelle battute dei cittadini, critiche e apprezzamenti e auguri ai nuovi arrivati, c’è tutto il senso della dimensione pubblica dell’architettura. È il senso della democrazia urbana, che legittima lo spazio comune ed obbliga i progettisti (e i loro committenti) ad una responsabilità civica. C’è chi pensa che questa sia una limitazione della libertà individuale. Ma – ci chiediamo – così come la proprietà privata è garantita nei limiti della sua funzione sociale (è l’articolo 42 della Costituzione della Repubblica italiana), può mai esprimersi una architettura indifferente ai vincoli che impone il contesto ambientale? È questa però la tendenza “neoliberale” che prende le forme dell’«archistar system», contro cui punta l’indice Vittorio Gregotti nel saggio «Il sublime al tempo del contemporaneo» (Einaudi ed.):  «Storia, contesto, ideali politici di progresso civile  – scrive Gregotti – vengono considerati da una parte della cultura architettonica, i principali ostacoli all’iniziativa dei soggetti e alla loro libertà di rappresentare positivamente i valori dello stato dei poteri».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 13_07_2016

ANCE_INVITO_12_LUGLIO_2016-1Rigenerazione urbana, scintilla da guerra fredda _ Edili, Comune e … algoritmi

Si può parlare per un’intera mattina di edilizia, infrastrutture e addirittura di rigenerazione urbana senza accennare mai al nuovo Piano urbanistico generale di Bari, in gestazione da tempo? È successo ieri in Confindustria, al convegno dell’Ance Bari e Bat sul tema «La ripresa delle costruzioni tra opere pubbliche e mercato privato» dove nemmeno l’assessore Giuseppe Galasso, intervenuto in sostituzione del sindaco Decaro, ha fatto cenno al lavoro del gruppo diretto dall’architetto Stefano Stanghellini.  E sì che, invece, ha colto l’occasione per riferire delle attività in corso e in programma per «dare continuità urbana ai 42 kilometri di costa che caratterizzano il territorio barese», da Santo Spirito a Torre a Mare.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 04_05_2016

 

Nuovo municipio San Marcello, schizzo di Lorenzo Netti

Nuovo municipio San Marcello, schizzo di Lorenzo Netti

Che lingua parla la periferia dentro la città _ S. Marcello, via senza clamore

Con poco clamore è stato avviato il primo cantiere del programma integrato di San Marcello. Senza le pubbliche fanfare che accompagnano progetti e intenzioni di rifacimento dei lungomari. Eppure, questo è un momento a suo modo storico perché il cantiere in via Colaianni segna la conclusione di una travagliata gestazione durata quasi 10 anni, mentre il Pirp gemello, quello di Japigia, sta per essere ultimato. Oggi possiamo dire che non era affatto scontato che il programma di San Marcello staccasse le ali da terra, per la complessità dell’operazione, che si era ancor più ingarbugliata a causa della crisi della parte privata, risolta con l’ingresso nel consorzio di imprese di altre ditte, tra cui la Debar, già impegnata a Japigia. Bisogna dare atto alla amministrazione comunale di aver assecondato e favorito la ricerca di un nuovo equilibrio tra le energie imprenditoriali e al tempo stesso di aver saputo difendere l’interesse pubblico, anche a fronte di un mutato scenario economico e di una nuova condizione del mercato immobiliare che hanno oggettivamente ridimensionato i margini dell’interesse privato.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 20_04_2016

Mara Dani

La legge violenta delle periferie senza un centro _ Bari nelle foto di Mara Dani

 

Una città senza centro. Tutta periferia. Inconsueta è l’immagine di Bari che ci restituiscono le fotografie di Mara Dani raccolte in un volume dal titolo «Almost Bari», prodotto sotto la guida di Alessandro Cirillo. Un titolo che è già indizio dell’approssimarsi ad una idea di città incompleta, indefinita, provvisoria, in trasformazione. L’architetto Gian Luigi Sylos Labini riconosce nel lavoro di Dani «un contributo attento e sofisticato – così  scrive nella presentazione al libro – che stimola una conoscenza più profonda, utile alla comprensione delle identità dei luoghi e delle loro dinamiche di trasformazione e, in definitiva, alla formazione di una “coscienza urbana”». Sylos Labini evoca, con tutte le cautele del caso, il tema «usato e abusato» della rigenerazione urbana, tema urgentissimo nel dibattito che coinvolge architetti e urbanisti ma non ancora seriamente i politici, le imprese e la finanza.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 11_11_2015

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torre armeniseCarrassi, la densità è una torre con i piedi piantati sul cinema _ Armenise: demolizione e ricostruzione

Salvate il soldato Armenise! Gli amanti del cinema lanciano l’appello, sostenuti da cittadini e residenti del quartiere Carrassi, allarmati dalla notizia che la sala cinematografica è sul punto di chiudere e che l’edificio sarà abbattuto per lasciare spazio ad una nuova costruzione. «Se qualcosa si può fare, la si faccia» dice anche, dalle pagine della Gazzetta, l’onorevole Pino Pisicchio, che evidentemente non ha dimenticato quel periodo di gioventù in cui ha vestito i panni di assessore comunale alla cultura: il Nicolini barese, e sia detto senza ironia…

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