Baricentrale

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Planimetria
Planimetria

C’è un secolo di storia della città nell’eco-futurismo di Fuksas _ Nel progetto si riconoscono sogni e battaglie, da Petrucci a Chiaia

Un central park a Bari. Lui dice che l’ha fatto «quasi per caso, senza pensarci su». Al sopralluogo collettivo non c’era, ma c’è più storia dell’urbanistica barese in questo progetto di Massimiliano Fuksas che in tante dissertazioni per il bicentenario del Borgo murattiano.

Il progetto vincitore del concorso «Baricentrale» sembra ricalcato sulle tavole del piano regolatore di Concezio Petrucci, del 1938. Un piano rimasto interamente sulla carta, perché aveva nemici irriducibli: gli speculatori fondiari e le ferrovie, gli stessi che saranno poi premiati dal piano di Piacentini e Calza Bini nell’immediato dopoguerra. Diciamo che Fuksas sembra aver attinto a piene mani perché Petrucci voleva spostare la stazione più a sud (dove oggi c’è largo Due Giugno) e destinare tutta l’area liberata dai binari ad un grande, lungo parco. A questa idea meravigliosa rimase fino alla fine affezionato l’architetto Vittorio Chiaia che che già nei primi anni Sessanta si batteva per una stazione di testa in via Brigata Bari mentre tutto il suolo liberato dal ferro diventava area pedonale e verde, attraversata da tecnologici tapis-roulant per raggiungere velocemente il centro. continua a leggere