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L’Italia dei condoni

Pubblichiamo di seguito un’interessante ed assolutamente condivisibile riflessione di Sergio Rizzo apparsa oggi su “La Repubblica” sul subdolo tentativo di camuffare sotto mentite spoglie ogni istinto palazzinaro di una classe politica e di una società troppo spesso invischiate in conflitti di interesse di ogni specie.

La foglia di fico è sempre la stessa, e quando la mettono si aspettano persino l’applauso: «Contenere il consumo del suolo». C’è scritto questo nella sanatoria delle mansarde, che la Regione Lazio sta prorogando da otto anni a questa parte, e c’è scritto questo pure nella sanatoria delle cantine, fresca di pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Abruzzo. Avete capito bene: le cantine. Chi non sottoscriverebbe una legge regionale sul «Contenimento del consumo del suolo attraverso il recupero dei vani e locali del patrimonio edilizio esistente»? continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 04_03_2015

What we want | Sao Paulo, 2006 _ foto di Francesco Jodice

La città abusiva festeggia trent’anni di condoni edilizi _ Bari fa i conti con oltre 33mila pratiche

Il campanello di allarme per Bari squillò dieci anni fa, pochi giorni prima della scadenza del terzo condono edilizio, quello che gli intenditori chiamano amichevolmente «il 326». Uno studio di Confedilizia effettuato nelle maggiori città italiane rivelava che Bari era seconda solo a Roma: le richieste di sanatoria degli abusi baresi erano addirittura superiori a quelle di Milano: 5.196 domande contro  4.623. Ma i numeri non erano ancora definitivi e in una manciata di giorni superarono la soglia degli 8mila.
Complessivamente, i tre condoni hanno portato negli uffici comunali baresi ben 33.422 pratiche. Così divise: quasi la metà (18.234) con il condono del 1985, altre 7.100 con il condono del 1994, e infine 8.088 pratiche con il condono del 2003.

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