Ha perso la città

La bicicletta rossa del videoclip

Pubblichiamo di seguito, in linea con i propositi che questo blog si prefigge, il testo di una canzone del musicista e cantautore romano Niccolò Fabi.

Si tratta del brano Ha perso la città estratto dall’album Una somma di piccole cose.

Il testo si presenta come una lettura in musica delle contraddizioni della società contemporanea che trovano la loro manifestazione materiale nella rovina delle nostre città.

Fabi canta la sconfitta di un mondo possibile, di «un sogno» e della «comunità» sui quali hanno avuto la meglio «le montagne di immondizia, gli orizzonti verticali, le giornate a targhe alterne, le polveri sottili […] le filiali delle banche».

Il brano è accompagnato da un videoclip altrettanto affascinante nel quale il protagonista riesce a farsi largo, con l’ausilio di una bicicletta rossa, un ombrello e una matita, nella frenesia della città dominata da cemento, luci artificiali, automobili e catene commerciali che omologano e mortificano il sogno di una vita in armonia tra gli uomini e con l’ambiente.

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Città vive.

Nella foto, gazebo in piazza Arringo ad Ascoli (Labolognese)

Sempre più spesso, per far vivere il centro storico delle nostre città si punta tutto sulla movida, sul villaggio di Babbo Natale, finanche sui dehors, una vera e propria bestemmia per chi davvero avesse a cuore le sorti della città, alla rincorsa di un’idea di modernità raccogliticcia e di una crescita qualunque, all’inseguimento di un facile quanto populistico sviluppo turistico.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 08_11_2017

Cantiere del nuovo parco urbano di Japigia

La città sommersa nella illusione di boschi d’asfalto _ Una ricerca di Antonio Leone

Basta un’ora di pioggia e la città va in tilt. Come è accaduto lunedì, quando la rotatoria di San Marcello e la pista ciclopedonale di via Re David – appena realizzate – hanno subito il loro battesimo dell’acqua. Comprendiamo l’imbarazzo dell’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso, che di mestiere fa l’ingegnere stradale: come si fa a difendere l’indifendibile? Certo, la situazione della fognatura a Bari, con la confusione di acque bianche e acque nere è un problema antico e chiama in causa responsabilità tecniche e politiche lontane. Ma forse è meglio non dirlo troppo in giro: potremmo finire per essere commissariati dall’Oms e dall’Unesco. E in ogni caso l’incredibile del sottosuolo era già noto quando sono state progettate pista e rotatoria: se ne è tenuto conto?
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 25_10_2017

Diecimila alberi, una foglia di fico sulla miseria _ Solo la foresta salva la città

Diecimila alberi e dieci parchi: l’obiettivo fissato per Bari dal sindaco Decaro può sembrare ambizioso e invece è l’ammissione di una sconfitta perché, per entrare nel consesso delle comunità progredite, Bari dovrebbe dotarsi – immediatamente – di almeno 30mila alberi. Certo, si sopporta una pesante eredità: indimenticabile il consigliere comunale Scaramuzzi che a Palazzo di Città, la sera del 16 dicembre 1949, pronunciò queste parole: «Gli alberi di corso Cavour servono solo a nascondere le belle insegne dei negozi e a favorire una moltiplicazione di insetti, e quelli di via Putignani vengono lasciati crescere soltanto perché la sostituzione di alcuni di essi ormai rinsecchiti costa più dell’estirpamento di tutti gli altri e del relativo ripristino del marciapiede».
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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 18_10_2017

A «Prinz Zaum» ritorna il futuro senza nostalgie _ Libri e caffè nella Latteria Principe

«Leggete libri di ferro!». Il verso di Vladimir Majakovskij, con cui inizia la poesia «Alle insegne», campeggia sul bancone di «Prinz Zaum», la libreria e caffè letterario che si inaugura stasera a Madonnella. Prinz Zaum nasce nei locali che sono stati, per buona parte del Novecento, la Latteria Principe. Un «luogo della memoria» come si dice oggi, che generazioni di baresi hanno frequentato più numerosi degli spettatori del Petruzzelli. continua a leggere