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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 02_08_2017

via della Carboneria: il progetto del secondo palagiustizia

Palagiustizia: gli sprechi di ieri e quelli futuri _ Meglio a Carrassi o al Libertà?

È più conveniente realizzare un polo della giustizia nell’area delle ex casermette, a Carrassi, oppure conservare  procure e tribunali nel quartiere Libertà, con la costruzione del secondo palazzo di giustizia in corso della Carboneria e il riuso di altri edifici esistenti?

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 02_03_2016

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Bellezza in città? La norma umilia il progetto _ Urbanisti alla prova di Carrassi  

Fatevene una ragione: la bellezza in città è pura illusione e gli urbanisti d’oggi non possono farci nulla. Anzi, sono le avanguardie dello scetticismo. Non c’è piano regolatore che tenga! Agli ingenui che ancora ci credono consigliamo di rileggere il resoconto stenografico del Consiglio Comunale dell’11 febbraio che ha discusso la mozione presentata dal consigliere Colella (Movimento 5 Stelle) sulla vicenda del cinema Armenise. Noi l’abbiamo fatto e l’attenzione si è fermata su una frase dell’assessore all’Urbanistica, Carla Tedesco. Eccola: «Quando si parla di piani urbanistici, ciò che detta la linea è la parte scritta, sono le norme che prevalgono rispetto agli elaborati grafici».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 11_11_2015

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torre armeniseCarrassi, la densità è una torre con i piedi piantati sul cinema _ Armenise: demolizione e ricostruzione

Salvate il soldato Armenise! Gli amanti del cinema lanciano l’appello, sostenuti da cittadini e residenti del quartiere Carrassi, allarmati dalla notizia che la sala cinematografica è sul punto di chiudere e che l’edificio sarà abbattuto per lasciare spazio ad una nuova costruzione. «Se qualcosa si può fare, la si faccia» dice anche, dalle pagine della Gazzetta, l’onorevole Pino Pisicchio, che evidentemente non ha dimenticato quel periodo di gioventù in cui ha vestito i panni di assessore comunale alla cultura: il Nicolini barese, e sia detto senza ironia…

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 21_11_2012

La stazione di Varsavia centrale.

A <Baricentrale> il postino suona due volte _ Il concorso e il parco alla Rossani

Occhio alla cassetta della posta. Ci saranno novità da Carrassi. I dieci gruppi di progettisti, scelti dalla commissione che si riunisce a partire dal prossimo 6 dicembre per il concorso «Baricentrale», riceveranno una documentazione non prevista dal Comune e non compresa negli allegati al bando. Mittente sarà il Comitato popolare Rossani che ha già preparato una nuova versione del documento programmatico preliminare, riscrivendo la parte relativa al Comparto 7. Il Dpp «apocrifo» ci sembra una buona idea: un atto spontaneo di quella «urbanistica partecipata» che non riesce a trovare iniziative istituzionali a queste latitudini. I dieci gruppi scelti tra i 105 candidati, con molti antichi maestri e qualche archistar, potranno allora rendersi conto che la asettica e un po’ noiosa descrizione nel documento ufficiale nasconde un vivace dibattito – per non dire uno scontro – che ha opposto per mesi l’amministrazione municipale al comitato popolare  sul destino di quell’area grande 8 ettari, fino al punto che la Giunta ha dovuto fare marcia indietro sullo studio di fattibilità già approvato.

Come la prenderanno gli architetti e gli ingegneri in gara? Dipende da chi sarà scelto, naturalmente. Per esempio: della magnifica decina potrebbe far parte la Italferr (cioè Ferrovie dello Stato). Immaginiamo che tra il parco con alberi ad alto fusto e un parcheggio interrato da 800 posti auto, sceglierebbe senz’altro il secondo. Anche perché è il Dpp ufficiale a suggerirlo (a p. 17) quando richiama un «più recente progetto con parcheggio interrato al di sotto di piazza Moro  che oggi potrebbe essere realizzato nell’area Rossani». Se invece tra i selezionati ci fosse il gruppo del finlandese Staffan Lodenius le cose potrebbero andare diversamente. Nella squadra, di cui fa parte anche l’architetto barese Eugenio Lombardi, c’è Gretel Hemgard che, dopo aver realizzato il parco lineare di Arabiarran Puisto a Helsinki (45 ettari affacciati sul mare), si può considerare tra i massimi paesaggisti della Scandinavia. E immaginiamo che Hemgard non si lascerebbe sfuggire l’occasione di dialogare con il comitato popolare sulla opportunità o meno di impiantare gli ulivi in via Capruzzi (come si legge nel contro-Dpp). Forse i meno inclini ad aprire la porta al postino sarebbero gli italiani, per tradizionale autoreferenzialità d’artista, rischiando di trovarsi poi di fronte ad una aperta contestazione.

Già, perché l’ex caserma Rossani, aggiunta all’ultimo momento all’area di concorso che è vasta ben 78 ettari, potrebbe essere l’unica vera occasione di lavoro per il vincitore. Si legge infatti a pagina 5 del bando di gara che il Comune avrà facoltà di affidare al primo classificato «alcuni o tutti» dei quattro tipi di incarico previsti. Ma fra questi, solo l’eventuale progetto per la Rossani consiste nel «livello preliminare, definitivo ed esecutivo in funzione delle modalità scelte dall’amministrazione comunale».

D’altra parte, solo per la Rossani il Comune, contando su 10 milioni di euro disponibili, prevede un investimento diretto. Negli altri comparti si va dall’ipotesi di una Stu (società di trasformazione urbana) alle varie forme di coinvolgimento dei privati, fino alla trattativa diretta con le ferrovie. La partecipazione al concorso di Italferr (società del gruppo delle Ferrovie dello Stato) suscita non pochi interrogativi per la eventuale identità tra proprietario e progettista. Ma è dal punto di vista storico che sembra perpetuarsi la «dittatura dei ferrovieri», come la definisce con amara ironia il professor Francesco Civitella. Il massimo esperto a Bari di sistemi di trasporto quest’estate è andato a visitare le più moderne stazioni europee: due lo hanno entusiasmato. La nuova Hauptbahnhof di Berlino e la stazione Centrale di Varsavia. La prima progettata da Von Gerkan, Marg e Partner, mentre la seconda è una ristrutturazione (ci ha messo le mani l’architetto italiano Roberto Sinatra) della stazione progettata da Arsenius Romanowicz  nel 1975 e di cui l’opinione pubblica ha impedito la prevista demolizione. Come è possibile, si chiede Civitella, che a Varsavia, sul corridoio europeo più trafficato, siano sufficienti 8 binari e per giunta interrati, mentre a Bari le ferrovie hanno bisogno di 21 binari? E di interrarli non se ne parla proprio. Si dirà: ma a Berlino i binari sono 16. Sì. Ma in due fasci sovrapposti, da otto, compresi quelli della metropolitana. E per interrare la ferrovia al di sotto della Sprea per due anni, dal 1996 al 1998, è stato deviato il corso del fiume.

NICOLA SIGNORILE

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