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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 30_07_2014

unnamedIl Castello difeso dagli indifferenti e dal marketing _ La battaglia di Perotti, un secolo fa

«Che ne faremo? Potremmo anche non farne nulla: tenercelo così per mostrarlo ai forestieri, che ora, in mancanza d’altro, son costretti ad ammirare il Politeama e il Circolo Unione». Sempre saporito, Armando Perotti che con la sua penna affilata dà il via ad una battaglia di opinione per restaurare il castello normanno-svevo e sottrarlo alle decisioni di una burocrazia statale indifferente ai bisogni e ai diritti della città. Una battaglia che ha singolari analogie con il movimento di società civile che oggi si oppone alla costruzione del palazzo di uffici davanti a Santa Chiara e che, in virtù di un vincolo statale ignorato finora, ha ottenuto proprio ieri la richiesta del Comune di Bari al Provveditorato alle Opere pubbliche per la sospensione immediata dei lavori.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 18_06_2014

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Fuksas ruba a S. Nicola: Il murale di Collettivo FX nella Rossani

Perché Fuksas ha rinnegato la «sua» Rossani _ Un contratto imbarazzante

Michele Emiliano guarda Massimiliano Fuksas e dice: «Alla Rossani non si farà né il parcheggio interrato né l’auditorium. Solo un parco urbano con gli edifici vincolati da restaurare. Non un metro cubo di cemento un più». Fuksas di nero vestito, appollaiato sul velluto verde marcio della poltrona nello studio del sindaco, annuisce con aria meravigliata: «In nessuna città d’Italia si protesta perché qualcuno vuol piantare degli alberi, solo degli alberi!».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 30_10_2013

In corte d'assise, Francesco Netti (olio su tela 95,5 x 181,5 Pinacoteca Provinciale di Bari)

In corte d’assise, Francesco Netti (olio su tela 95,5 x 181,5 Pinacoteca Provinciale di Bari)

Sotto processo la Cittadella dieci anni dopo _ Palagiustizia alla Corte europea

A giorni la Corte di giustizia di Lussemburgo fisserà l’udienza per discutere sulla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea e decidere se condannare la Repubblica italiana: secondo Bruxelles l’Italia ha violato il principio della libera concorrenza negli appalti pubblici e quindi le regole della direttiva 93/37/CE. Dunque è passato inutilmente il termine del 20 agosto, entro cui le autorità italiane dovevano conformarsi al parere motivato della Commissione. continua a leggere

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