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Addio Eddy!

Edoardo Salzano

Ieri mattina ci ha lasciato Edoardo Salzano, per tutti Eddy, urbanista, studioso della città, intellettuale e politico.
Noi della redazione di <Occhi sulla cultura> lo vogliamo ricordare con le parole di due suoi amici e colleghi, Paolo Berdini e Vezio De Lucia, apparse oggi su il Manifesto.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 15_03_2017

La Sirenetta a mare progetto degli architetti Chiaia e Napolitano 1957_1960

Mare di Levante prigioniero del passato ostile _ Parco urbano o lottizzazioni?

Sempre alla ribalta il futuro della costa di Levante. Progetti, studi e convegni si rincorrono e tutti insieme tentano il sorpasso, per arrivare al traguardo prima del nuovo piano urbanistico generale. Per mettere l’Amministrazione comunale e i suoi tecnici di fronte al fatto compiuto, secondo una strategia che fu già messa in atto con successo ai tempi del piano Quaroni.
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Le nostre città.

locandinaGiovedì 24 novembre 2016,  a Monopoli, presso la Biblioteca dei ragazzi, si terrà un incontro dal titolo Le nostre città. Conversazione sulle città e sui luoghi in cui viviamo.

Intereverranno Vezio De Lucia (urbanista e saggista) e Francesco Erbani (saggista, giornalista del quotidiano “la Repubblica”). Modera l’architetto-urbanista Enrico Grifoni. Introduce Domenico Di Leo (Forum Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori)

Le città e i territori sono oggetto di continue trasformazioni: dettate o condizionate da necessità, da scelte e interessi di vario ordine, generali e particolari, leciti o illeciti. L’urbanistica è la disciplina che ha – o avrebbe – il compito di prevedere, pianificare correttamente e governare queste trasformazioni, preservando le qualità di città e territori, nell’interesse primario di tutti i cittadini e della qualità della loro vita. Eppure in tante città piccole e grandi, lungo tutta la penisola, abbiamo assistito e continuiamo ad assistere a uno sviluppo insensato, al trionfo della speculazione abusiva o legalizzata, alla proliferazione di brutte espansioni edilizie e di periferie invivibili, all’espulsione dal centro dei cittadini meno agiati (la cosiddetta “gentrification”), a una cattiva qualità dell’architettura, a un traffico urbano e periurbano ingestibile: tutti fenomeni che negano, offendono, affliggono, minacciano la bellezza di ogni luogo della bella Italia, delle nostre città e, purtroppo, trovano una drammatica rappresentazione a Roma, nella capitale. Proprio a Roma sembrano concentrarsi emblematicamente, insieme a un meraviglioso patrimonio storico-artistico e paesaggistico, alcune delle malattie che in troppi casi stanno sfigurando il volto del nostro Paese. E proprio a Roma, Vezio De Lucia e Francesco Erbani hanno dedicato il recentissimo libro “Roma Disfatta” (Castelvecchi), un duro, documentatissimo, amaro racconto del degrado del territorio, che è degrado sociale, culturale, civile, politico. In precedenza Erbani aveva già dedicato a Roma un altro importante volume, uscito per Laterza (Roma, il tramonto della città pubblica, 2013). Roma è ammalata. Ma probabilmente lo è l’intero Paese, con il suo territorio, ferito dall’uomo e da eventi, come anche i devastanti terremoti e il dissesto idrogeologico, nei quali la responsabilità degli uomini e delle loro scelte, economiche e politiche, ha una parte significativa. Parleremo di Roma e di Italia, di Puglia, di Taranto, Bari, Monopoli o Modugno: dei luoghi in cui viviamo. Per comprendere le cause e le radici dei mali che li affliggono e quali sono i possibili anticorpi. Per capire quali sono le partite che oggi si giocano su città e territori, cosa dobbiamo difendere, cosa possiamo fare ancora. Prenderemo spunto dai libri citati, ma anche dagli altri preziosi volumi scritti dai due autori: “Nella città dolente” (Castelvecchi, 2013), “Le mia città. Mezzo secolo di urbanistica in Italia” (Diabasis, 2010) di De Lucia, “L’Italia maltrattata” (Laterza, 2003), “Il disastro. L’Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (Laterza, 2010), “Pompei, Italia” (Feltrinelli, 2015) di Erbani. Sono scritti che punteggiano una riflessione svolta negli anni da Erbani e De Lucia con una passione civile e culturale pari solo alla competenza: è una riflessione su temi che ci stanno a cuore e che riguardano da vicino le vite di tutti.

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 30_03_2016

Arte catalana. Scorcio del Museo di Gae Aulenti a Barcellona

Arte catalana. Scorcio del Museo di Gae Aulenti a Barcellona.

A Villa Capriati il pane, le rose e il taglio in fronte _ L’occupazione e l’idea di Gae Aulenti

 

«Vogliamo il pane, ma anche le rose». I giovani e i precari che hanno occupato alla vigilia di Pasqua il parco di Villa Capriati espongono uno striscione con lo slogan «Bread and Roses», carico di allusioni e citazioni, fra letteratura, musica e politica. Il riferimento è alla poesia che James Oppenheim scrisse nel 1912 per ricordare il drammatico sciopero delle operaie tessili di Lawrence, nel Massachusetts. La poesia divenne presto una canzone con la musica composta da Martha Coleman e Caroline Kohlsaat e poi negli anni Settanta la sorella di Joan Baez, Mimi Farina ne fece una nuova, celebre versione. A rilanciare «Bread and Roses» ha contribuito poi Ken Loach nel  duemila con il suo film che è una parabola della solidarietà tra sfruttati, precari e «invisibili».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 03_12_2014

decaro skateLe palme di Fuksas vanno a duello con il bosco urbano _ Ecco le scelte nella ex caserma 

Chi ha visto il progetto preliminare per il parco della ex caserma Rossani che l’architetto Massimiliano Fuksas ha consegnato al Comune giura sul proprio onore di aver visto le palme. Non ci fosse bastata le lezione della «Miami-way» di Simeone Di Cagno Abbrescia e della «costumbre barcellonese» del lungomare di Bohigas a Mola! Non ci avesse insegnato nulla la distruttiva epidemia del punteruolo rosso!

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