Archiprix 2010 _ Mostra dei progetti in concorso

Dal 3 al 17 Febbraio 2012 esposizione dei progetti presso la sala d’ingresso alle aule del I piano di Ingegneria (Politecnico di Bari).

Saranno visibili i migliori progetti presentati al concorso che premiava le tesi di giovani italiani nell’ambito dell’architettura, dell’urbanistica e del restauro architettonico.

http://www.poliba.it/images/stories/eventi_news/comunicatostampamostraarchiprix2010.pdf

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 01_02_2012


Piazza Mercantile
Piazza Mercantile e i suoi gazebo

Gazebo e dehor interessi alla fiorentina _ Bari vecchia frontiera costituzionale

«Mi sono affacciato alla finestra e ho visto la piazza in un aspetto completamente diverso. È tornata ad essere quel che era quando sono venuto ad abitare qui, a palazzo Traversa, venti anni fa». L’avvocato Francesco Monaco vive in quello spigolo che separa piazza del Ferrarese da piazza Mercantile. Ha visto negli anni spuntare ombrelloni e gazebo uno dopo l’altro, «ingrandirsi sempre di più e dilagare nella piazza – testimonia – le attività di locali di appena 10 metri quadri» che alla fine avevano divorato tutto lo spazio pubblico, privatizzandolo. Ma il timore che assedia ora l’avvocato Monaco è che, dopo la rimozione delle verande abusive, si arrivi a un compromesso tra Comune e baristi, osti e pizzaioli «che ci faccia tornare indietro agli osceni ombrelloni, ai separé, alle piante».

In questa lunga vicenda è merito del soprintendente il ripristino delle condizioni di legalità che erano state violate negli anni ebbri del piano Urban e della esplosione della movida a Bari vecchia. L’ordine di far piazza pulita delle escrescenze commerciali avea inizialmente spiazzato il Comune, combattuto tra l’adesione ai principi di tutela del paesaggio e la volontà «politica» di mediare con gli imprenditori del cicchetto, spalleggiati dalla Circoscrizione. Domani pomeriggio, negli uffici della Ripartizione urbanistica del Comune, si terrà una riunione per discutere delle «linee guida» per l’occupazione di suolo pubblico ma solo quando non sia necessaria ’autorizzazione paesaggistica.

Il timore di Monaco tuttavia non è infondato. Gli esercenti baresi invocano il modello Firenze e purtroppo da lì non arrivano buone notizie. Nella città votata alla «disneyzzazione» del centro storico (l’immagine, coniata per Venezia, è di Marco Romano) proprio ieri ha preso il via la cosiddetta «rivoluzione dei dehor» con i lavori in piazza della Signoria per realizzare gli spazi all’aperto di bar, ristoranti e pub secondo le norme definite dal Comune insieme alla Soprintendenza. Una speciale commissione si è riunita già 16 volte per esaminare solo la metà delle 274 domande. Poi toccherà a piazza Duomo e a Santa Maria Novella. Complessivamente, si tratta di 7mila metri quadri di suolo pubblico – fa notare il vicesindaco fiorentino Dario Nardella. Ma sarebbe il caso di dire 7mila metri quadri di paesaggio, cioè 7mila metri quadri di bene culturale tutelati dallo Stato ma privatizzati di fatto.

Dietro la decisione fiorentina – ne siano oppure no consapevoli Marco Renzi e la sua giunta – c’è una ideologia leghista della gestione del patrimonio culturale, condizionata da investimenti privati stimati per 6 milioni di euro. L’iniziativa del Comune di Firenze, con il consenso di quella soprintendenza, appare quantomeno divergente rispetto allo spirito dell’articolo 9 della Costituzione. Anche dopo la riforma del Titolo V – fa notare Salvatore Settis nel suo libro Paesaggio Costituzione Cemento (Einaudi ed.), la Corte costituzionale ha definito con numerose sentenze che la legislazione regionale (e quindi ancor meno l’attività dei comuni) non possa derogare alla competenza esclusiva dello Stato che trova la sua ragione nella necessità di proteggere il bene culturale dalla inevitabile debolezza delle amministrazioni locali di fronte alle pressioni degli interessi particolari. La sentenza 151 del 1986, per esempio, stabilisce che «il valore primario, estetico e culturale» del paesaggio non può essere subordinato ad altri valori, «ivi compresi quelli economici». Il principio è rafforzato dalla sentenza 196 del 2004: la tutela del paesaggio non può essere subordinata a nessun valore costituzionalmente protetto, «ivi compresi quelli economici». Che i Comuni debbano stare al posto loro, lo dice sempre la Corte costituzionale con la sentenza 367 del 2007: «La tutela ambientale e paesaggistica (…) considerata dalla giurisprudenza costituzionale un valore primario ed assoluto, precede e comunque costituisce un limite agli altri interessi pubblici».

Il giudizio di Settis sulle tensioni istituzionali che attraversano questo campo è lucidissimo: «Una efficace tutela del paesaggio che superi il conflitto delle competenze in nome di un più alto interesse comune – scrive lo storico dell’arte – è oggi un vero banco di prova della democrazia (…). Ma è una promessa negata ogni giorno dalla selva degli interessi privati, dal prevalere degli egoismi proprietari, dalla crisi non solo dello Stato come istituzione, ma di ogni valore collettivo, comunitario, civico».

NICOLA SIGNORILE

Incontro con Arturo Cucciolla

Oggi, 2 Febbraio 2012, nell’aula multimediale del Politecnico, sita in via Amendola 126/b, alle ore 17.15 si terrà l’incontro col prof. arch. Arturo Cucciolla, docente presso il Politecnico di Bari di Storia dell’architettura.

L’incontro è organizzato dal Laboratorio  di fotografia del Politecnico, grande risorsa del nostro polo univeritario e sarà incentrato sulle relazioni che si intrecciano tra fotografia, disegno, architettura e storia. Ognuna di queste componenti risulta strettamente legata all’altra, quando ci si pone l’obiettivo di CONOSCERE un’opera.

INCONTRO CON ARTURO CUCCIOLLA | oggi alle 17.15 | aula multimediale | via amendola 126/b