Intervista all’assessore regionale all’Assetto del Territorio Angela Barbanente

L'assessore regionale Angela Barbanente
L’assessore regionale Angela Barbanente

L’assessore regionale all’Assetto del Territorio respinge l’ipotesi: sospendere la approvazione del Piano? non se ne parla

«Progettiamo città e campagna» _ Angela Barbanente: i Comuni sono informati e consultati già da tre anni

Da una parte acconsente ad «allentare» la clausola di salvaguardia che renderebbe subito efficaci i vincoli, dall’altra sbarra la porta a qualsiasi ipotesi di sospensione o rinvio. Angela Barbanente, urbanista di fama e assessore regionale all’Assetto del Territorio difende il «suo» Piano paesaggistico. «Per evitare lunghi contenziosi legali – spiega – e valutando costi e benefici sociali, siamo disponibili ad allentare la pressione su questo aspetto. In ogni caso, i beni paesaggistici – esclusi gli “ulteriori contesti” – sono già tutelati dal Putt/p, il piano urbanistico tematico del paesaggio». continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 05_06_2013

Torre campanaria | dettaglio (foto Roberta Signorile)
Torre campanaria | dettaglio (foto Roberta Signorile)

La torre tricolore fa il patriota incostituzionale _ Al traguardo il vincolo diffuso

Gli intellettuali che – in tempo di crisi – invece di interessarsi ai problemi gravissimi del Paese si concedono il lusso di occuparsi di cose futili, come la tutela dei monumenti o la difesa dei beni pubblici suscitano sentimenti di disprezzo in quei politici che hanno fatto dell’efficienza aziendalista il loro Credo spiccio. Purtroppo, anche altri finiscono nella trappola, a loro insaputa, magari solo per difendere una decisione improvvida. Se la prende con gli intellettuali, per esempio, il presidente della Provincia dei Bari, Francesco Schittulli, mentre promette che – finché sarà presidente di quell’ente destinato all’estinzione – non spegnerà mai la luce tricolore accesa due anni fa sulla torre della palazzo del lungomare Nazario Sauro per festeggiare il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Ha risposto proprio così al dibattito che si è aperto di recente sul web. continua a leggere

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 31_10_2012

Volkmarsdorf _ Leipzig

Vincoli in centro ostaggi di forze uguali e contrarie _ Lo scontro approda al Comune

Ha preso un brutta strada, il vincolo paesaggistico sui quartieri centrali. Oggi la commissione urbanistica del Comune sentirà l’assessore regionale Angela Barbanente e l’assessore comunale Elio Sannicandro sul procedimento di vincolo avviato lo scorso 3 luglio. E i componenti di quella commissione scopriranno un paio di verità che avrebbero pure potuto già conoscere se solo avessero letto le carte, prima di diramare inviti e convocazioni sull’onda delle «numerose sollecitazioni». E cioè: 1) il vincolo non è stato ancora applicato ma è stata  soltanto avviata la procedura; 2) la stessa procedura prevede l’attivazione di una «inchiesta pubblica», secondo i modi stabiliti dal Codice dei Beni culturali.

Una settimana fa, in questa stessa rubrica, avevamo manifestato il timore che l’«inchiesta pubblica» – strumento di governance al suo debutto, a queste latitudini – potesse risolversi nel nome nuovo applicato alla vecchia pratica che contrappone i (deboli) interessi pubblici ai (forti) interessi privati. Purtroppo già il linguaggio adoperato in commissione («al fine di evitare disagi alla comunità cittadina») ci indica che il timore era fondato.

E allora è il caso di sgomberare il campo da un equivoco che potrebbe alimentare il consueto duello Comune-Regione: la proposta del vincolo non è della Regione, ma della Direzione regionale per i Beni culturali e risale al 26 novembre 2010. L’ufficio regionale all’Assetto del territorio ha convocato allora la commissione prevista dal Codice dei Beni culturali e la prima riunione si è svolta il 21 giugno dell’anno scorso. Vi ha preso parte anche il Comune di Bari, che non solo  si è detto favorevole ma ha pure partecipato attivamente a modificare il testo  del decreto nelle cinque riunioni successive. Dunque è sbagliato parlare di un atto della Regione Puglia e sinceramente non si comprendono le titubanze postume del Comune di Bari.

Il rischio è che una buona, attesa iniziativa si trasformi in un boomerang. Spingono verso questo rischio forze uguali e contrarie. Da una parte i difetti del vincolo proposto, che abbiamo già indicato nella rubrica di mercoledì scorso e che in sintesi estrema consistono nella  puntigliosità delle prescrizioni tecniche e dei divieti irragionevoli. Dall’altra, c’è la resistenza degli imprenditori edili che sempre invocano regole certe ma, quando le hanno, poi le respingono gridando al pericolo di un blocco totale del settore.

Poiché secondo il vincolo il divieto di demolizione e ricostruzione riguarderebbe solo gli edifici realizzati prima del 1942 e non certo quelli successivi, gli imprenditori tradiscono così il loro vero, profondo pensiero: che l’attività edilizia sia solo quella del «nuovo» e del «più grande», non considerando affatto il settore del restauro che invece proprio dal vincolo riceverebbe un formidabile impulso.

Tuttavia sul restauro bisogna intendersi: ci pare che nella proposta di decreto i conservatori della Soprintendenza abbiano calcato la mano, spingendosi addirittura a considerare il falso ottocentesco come unica possibilità di ricostruire ciò che crolla (e da sé, beninteso, per disgrazia). Il restauro nella città, però, non è il restauro di un monumento: deve fare i conti con la fisiologica, insopprimibile fame di trasformazione che scorre nei vasi sanguigni e linfatici del corpo urbano. Per questo bisogna avere il coraggio di decidere ciò che è bene conservare  e cosa no, indipendentemente dal certificato di nascita. Il vincolo paesaggistico generalizzato forse non è lo strumento più idoneo per questo. Potrebbe essere utile per ingessare Bari vecchia spingendola ancor più verso un malinconico destino di «parco a tema» ad uso dei turisti, ma non certo per un quartiere popolare come il Libertà i cui «caratteri identitari» (per usare una categoria cara ai redattori del decreto di vincolo) forse sono ben altro che la riproduzione grossolana della trama «murattiana» nel suo disegno urbanistico.

E tuttavia una forma di controllo sulla trasformazione della città storica, consolidata bisogna trovarla, con o senza divieti. Nel resto d’Europa lo fanno con i vincoli. In Germania, per esempio, interi quartieri – anche popolari –  sono sotto la Denkmalschütz (tutela monumentale) imposta dal Comune e dal Land. E sono quelli più appetibili sul mercato immobiliare.

Forse è il caso di andare a vedere come fanno lassù.

NICOLA SIGNORILE

 

Premio Apulia 2011 _ Presentazione e premiazione dei progetti vincitori

Il progetto vincitore della sezione committenza privata (Casa Petrini-Villani a Polignano, progetto di Antonella Mari)

Domani, Martedì 18 agosto2012,  si terrà la giornata di presentazione e premiazione dei progetti vincitori della prima edizione del Premio Apulia per le opere di architettura e urbanistica.

La giornata di premiazione avrà luogo a partire dalle ore 9.30  presso l’ex Palazzo delle Poste (P.zza Cesare  Battisti, Bari) e vedrà la partecipazione del Presidente della regione Puglia On. Nichi Vendola e dell’assessore regionale all’Assetto del Territorio Angela Barbanente.

L’assessore Angela Barbanente introdurrà e coordinerà la giornata. Il Premio, istituito dalla legge regionale 14/2008, è annuale e si articola in due sezioni riservate rispettivamente a giovani progettisti under 40 e alla commitenza privata.
L’iniziativa sarà occasione per tracciare un profilo dell’architettura contemporanea in Puglia grazie agli interventi di profondi conoscitori dell’architettura e dell’urbanistica pugliesi e di progettisti che ad essa hanno significativamente contribuito. La sessione del pomeriggio darà anche conto degli strumenti legislativi che la Regione Puglia e il Ministero dei Beni Culturali hanno messo in campo per perseguire la qualità in architettura e ospiterà un forum sulle sfide che i giovani progettisti pugliesi sono chiamati ad affrontare. I progetti premiati sono stati raccolti nel volume ” Premio Apulia 2011 / 11 progetti di architettura realizzati in Puglia” (a cura di Michele Cera, progetto grafico di Ivan Abbattista, edito da Libria), che sarà presentato nel corso dell’evento.

Paesaggi Luoghi Scenari _ convegno

Locandina dell’evento

Venerdì 8 giugno e sabato 9 giugno 2012 nell’Aula Magna “Attilio Alto” del Politecnico di Bari si terrà un convegno dal titolo Paesaggi Luoghi Scenari.

Il convegno è a cura del Museo della fotografia del Politecnico di Bari.

Dalla fine degli anni ’70 un numero sempre più ampio di Fotografi italiani si è occupato di Paesaggio, non più inteso come genere, ma come osservazione diretta e privilegiata dell’esterno.

Le visioni eterogenee dei Fotografi, frutto di una mediazione dinamica con la realtà, fanno emergere l’analisi della complessità del Paesaggio contemporaneo, la cui rappresentazione è apparsa, nelle immagini prodotte, più interrogativa che risolutiva. L’attenzione alle periferie, ai non-luoghi, alle città e ai segni delle trasformazioni del territorio induce questi autori ad abbandonare il lessico e la sintassi tradizionali, sino a quel momento riconoscibili anche al senso comune, per sperimentare nuove poetiche e nuove strategie visive. Il dissesto idro-geologico, i processi di antropizzazione diffusa, lo sfruttamento intensivo del territorio favorito dall’incuria e dalla cultura del profitto, oltre a rappresentare una minaccia per l’intero sistema, causano mutazioni straordinariamente rapide del paesaggio considerato come valore e come risorsa. I rapidi processi su indicati convivono già da alcuni anni con le grandi innovazioni dei mezzi di “produzione” della rappresentazione, tanto da rimanerne condizionati, sviluppando nuove modalità ed abitudini di vita. L’interazione tra paesaggio e tecnologia ci pone continuamente di fronte a problemi di modelli di riconoscimento. Il rischio è quello di precipitare nell’afasia visiva, una sorta di incapacità di vedere oltre lo sguardo. Lo strapotere mediatico e tecnologico minaccia “l’abilità” del saper essere spettatori, del “guardare” la città e la natura, percependone le macro e le micro-trasformazioni, saper leggere gli scollamenti, le disgiunzioni, le stratigrafie del passaggio tra vecchio e nuovo.

Trasformazioni così rapide del territorio, sovente condizionate dalla penetrazione delle tecnologie e dalle consuetudini e necessità spesso variabili, ribaltano completamente il mito rinascimentale dell’uomo “modellatore della natura”, o quello peggiore, modernistico, della demolizione dei modelli rurali per sostituirli con quelli industriali e post-industriali dei consumi e dei falsi bisogni. Il sovvertimento del ruolo porta a rivedere l’antica centralità dell’uomo nella progettazione e determinazione del paesaggio.

Lo studio di nuovi modelli sociali e l’attitudine alla percezione dell’ambiente riconosce al Paesaggio la sua funzione rappresentativa. Questo conferimento assegna all’uomo un ruolo fondamentale ai fini della ri-costruzione del territorio, a cui viene riconosciuto non solo la dignità di bene, come recita la normativa, ma lo carica di tutti quegli aspetti simbolici e semantici dei più svariati linguaggi che un’immagine può restituire. Nascono, per fortuna dico io, propensioni a riportare l’uomo al centro dell’attenzione, a non considerarlo più come un antagonista ostile alla natura. Gli scenari naturali o l’interno dell’abitazione diventano spesso i luoghi privilegiati della “narrazione” visiva.

Il Convegno si propone di analizzare il  Paesaggio nelle sue mutazioni, il suo orientamento e il suo sviluppo, individuando alcune tra le possibili forme contemporanee della sua rappresentazione visuale, ma anche di riconoscere i punti di forza della sua funzione di grande Teatro in cui una percezione indubbiamente diversa dal passato ha assegnato all’uomo il duplice ruolo di spettatore/attore.

“Guardare il Paesaggio non è mera contemplazione, ma è un processo altamente selettivo, nel quale l’attore raccoglie indicazioni sul modo in cui, nel suo rapporto con il mondo, deve agire per soddisfare i suoi bisogni o interessi” (Charles Morris) .

 

Pio Meledandri

Direttore Museo Fotografia Politecnico di Bari

Di seguito il programma completo del convegno:

8 giugno
Ore 10,00
Saluto di Nicola Costantino Magnifico Rettore Politecnico di Bari
e di Nichi Vendola Presidente Regione Puglia.
Con la partecipazione di Angela Barbanente – Assessore Regione Puglia –
Qualità del Territorio, Paesaggio, Aree Protette, Musei e Archivi –
Relatori:
• Dino Borri docente di Ingegneria del Territorio – Politecnico di Bari
“Aspetti territoriali dell’ingegneria della conoscenza” –
• Giovanni Chiaramonte Fotografo, docente di Fotografia – IULM di Milano
“Il sacrificio del Paesaggio”
• Francesca Fabiani Responsabile Collezioni di fotografia del Museo MAXXI Architettura
“Fotografia e Paesaggio, politiche di acquisizione e di esposizione del MAXXI”
Ore 13 e 30 Pausa pranzo
ore 15,30
interventi:
• Vincenza De Nigris Fotografa, docente precaria di Fotografia “Visioni e innovazioni”
• Francesco Selicato docente di Progettazione Urbanistica – Politecnico di Bari-
“Pianificazione del sistema delle coste”
• Maria Pansini Fotografo, docente di lettere e fotografia
“Racconti della città Vecchia: tra genius loci e surmodernità”
Seguirà discussione
Moderatore Pio Meledandri Direttore Museo della Fotografia Politecnico di Bari

9 giugno
ore 9 e 30
• Carlo Garzia Fotografo e responsabile scientifico Associazione
“La Corte, fotografia e ricerca” Bari – “ Il flâneur sospeso, una nuova prospettiva metropolitana”
• Marco Signorini fotografo, docente di fotografia – Accademia di Brera Milano
“Paesaggio e “storia” del quotidiano”
• Roberta Valtorta Storico dell’Arte – Direttrice Museo della Fotografia Contemporanea
Provincia di Milano – “Mutamento del concetto di territorio nei progetti fotografici pubblici
dagli anni Ottanta a oggi. Alcuni esempi ”
Ore 11 Coffee Break
Discussione e Conclusioni
Ore 13,00 Termine dei lavori