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I baresi divorano i campi: dimezzato lo spazio agricolo.

Il territorio urbanizzato fagocita suolo libero (foto Roberta Signorile)

Il territorio urbanizzato fagocita suolo libero (foto Roberta Signorile)

I baresi divorano i campi: dimezzato lo spazio agricolo _ La corsa del cemento e dell’asfalto aumenta ogni anno dell’8,6%

Il cemento avanza a passi da gigante. La campagna sta per scomparire. Bari ha perduto quasi la metà del proprio suolo agricolo e il fenomeno sembra non avere freni. Sono scomparsi, inghiottiti da case, strade e centri commerciali (le fabbriche non si costruiscono più), 49 chilometri quadrati del territorio comunale, il suolo consumato è ormai al 42,1% e l’incremento annuale è di 8,6%.

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Meno terreni agricoli e più favori ai palazzinari

Meno terreni agricoli e più favori ai palazzinari _ Della Sala
Mentre in altri lidi si pongono strette condizioni alle nuove costruzioni e limiti irrevocabili al consumo di suolo (addirittura con l’obiettivo consumo-zero entro un certo anno), in Italia si continua a far finta di occuparsi del problema, perdendo tempo e risorse preziosi.

E dire che, lì dove i governi europei si sono dati delle norme rigide e coraggiose, non si è registrata la stessa crisi del settore edilizio come quella da cui il nostro paese non riesce ad uscire. Continuiamo a parlare di incentivi, di sostenibilità, di rigenerazione urbana senza però prendere decisioni che rompano definitivamente con le cattive pratiche italiane, con le “mani sulla città”, con i poteri collusi con gli interessi dei costruttori. Peccato, perché sarebbe possibile – e come! – una strategia con alla base la tutela e la valorizzazione dei terreni ancora non consumati (nel 2015 la media nazionale di suolo consumato è stata di 1.753.922 ettari, pari a circa l’11% del territorio – fonte ISPRA), il recupero e la rigenerazione del patrimonio edificato esistente, nell’ottica di creare maggiori opportunità lavorative senza causare ulteriore distruzione ambientale e possibili catastrofi naturali (alluvioni,frane, ecc).

L’ultima, brutta notizia è quella che vede protagonista il ddl sul consumo di suolo ieri per l’ultimo giorno in discussione alla Camera, dove è arrivato ancora più debole rispetto alla sua originaria formulazione. Virginia Della Sala, sul Fatto Quotidiano di ieri esamina i passaggi principali (forse non i peggiori) del ddl, in un articolo che alleghiamo.

Questo è il tipico caso in cui non vale il “meglio che niente”: fare una legge non nel migliore dei modi possibili è molto peggio che non fare nulla per poterne discutere ancora.

ROBERTA SIGNORILE

 

E smettiamola di crederla una casualità!

Una immagine tratta dal profilo facebook di Antonia Battaglia, esponente di Peacelink e del Fondo Antidiossina, da sempre in prima linea nella battaglia per garantire la conversione ecologica dell'economia tarantina

Una immagine tratta dal profilo facebook di Antonia Battaglia, esponente di Peacelink e del Fondo Antidiossina, da sempre in prima linea nella battaglia per garantire la conversione ecologica dell’economia tarantina

I dati ISTAT mostrano come nell’ultimo ventennio la percentuale di italiani affetti da almeno una malattia cronica è aumentata dal 35,1 al 37,9% (pari a 2,7 milioni di cittadini), mentre la percentuale di persone colpite da almeno due di queste patologie è passata dal 17,7 al 20% (2 milioni). I ‘multicronici’ saranno quasi 13 milioni nel 2024 e oltre 14 milioni nel 2034, pari rispettivamente al 20,2% e 22,6% della popolazione (nel 2013 si attesta al 14,4%).

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New York e Istanbul, le città gridano

favela-morumbi-sao-paulo_thumbPubblichiamo un estratto dell’intervento di Salvatore Settis al Festival del Diritto in corso a Piacenza.

Pensata per la vita associata e costruita per durare, la città è il luogo deputato della progettazione del futuro. Perciò la dissoluzione della città storica e la messa al bando della diversità dei modelli urbani incidono sul comportamento delle donne e degli uomini, impongono nuove rotte alle pratiche della cittadinanza, trasformano il discorso pubblico sulla democrazia, sull’economia, sull’eguaglianza. 

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 14_08_2013

Marisabella

Marisabella

Ritorna Marisabella, la colmata nel porto utile per ogni stagione _ Apre il cantiere, stessi problemi di 8 anni fa

Marisabella è tornata a Palazzo di Città. Nel corso dell’ultimo question-time, è stato il consigliere Carlo Paolini a riferire della raccolta di firme in atto e a sollecitare una (nuova) richiesta di Valutazione di impatto ambientale per il progetto di raddoppio della colmata nel bacino del porto grande, ora che si apre il cantiere. L’assessore all’Ambiente, Maria Maugeri, ha promesso di aggiungere anche al propria firma alla petizione, ma «a titolo personale» e non come gesto istituzionale, giacché l’Amministrazione comunale non ha ruolo in una questione che riguarda la Regione Puglia. E infatti il comitato «Fronte del Porto», che riunisce la galassia di associazioni, movimenti e comitati contrario alla colmata, ha  interpellato da mesi l’assessorato regionale all’Ambiente e direttemente l’assessore Nicastro, senza però ottenere finora nessuna risposta.

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