” LA BICICLETTA CI SALVERÀ “_ puntata di Presadiretta

Anteprima de “La bicicletta ci salverà”, I puntata della nuova stagione di Presa Diretta

Stasera, 08 Gennaio 2018, a partire dalle 21.10 su Rai3, andrà in onda l’inchiesta “La bicicletta ci salverà” un racconto di Riccardo Iacona con Teresa Paoli, Raffaella Notariale, Irene Sicurella, Massimiliano Torchia, Andrea Vignali.

Le nostre città e le nostre vite soffocano nel traffico, i livelli di inquinamento sono cronicamente al di sopra dei limiti consentiti, le malattie correlate alle polveri sottili aumentano, i tempi degli spostamenti urbani si allungano e il trasporto pubblico fatica a stare al passo delle esigenze di tutti.

Così non possiamo andare avanti. E allora? Allora a salvarci, sarà proprio la bicicletta

Link della direttahttp://www.raiplay.it/dirette/rai3

L’Italia dei condoni

Pubblichiamo di seguito un’interessante ed assolutamente condivisibile riflessione di Sergio Rizzo apparsa oggi su “La Repubblica” sul subdolo tentativo di camuffare sotto mentite spoglie ogni istinto palazzinaro di una classe politica e di una società troppo spesso invischiate in conflitti di interesse di ogni specie.

La foglia di fico è sempre la stessa, e quando la mettono si aspettano persino l’applauso: «Contenere il consumo del suolo». C’è scritto questo nella sanatoria delle mansarde, che la Regione Lazio sta prorogando da otto anni a questa parte, e c’è scritto questo pure nella sanatoria delle cantine, fresca di pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Abruzzo. Avete capito bene: le cantine. Chi non sottoscriverebbe una legge regionale sul «Contenimento del consumo del suolo attraverso il recupero dei vani e locali del patrimonio edilizio esistente»? continua a leggere

Le periferie che cambiano la politica

Roma,Italia, Tor bella monaca (©Lapresse)
Roma, Italia, Tor bella monaca (©Lapresse)

 Le periferie che cambiano la politica

Proprio in questi giorni, a Bari, è in corso un braccio di ferro tra un gruppo di cittadini, riuniti in un comitato, e l’amministrazione comunale circa il progetto, esito di un concorso internazionale di anni fa, riguardante una delle strade più famose della città, via Sparano. Al di là dell’abominevole slogan utilizzato dall’amministrazione – “il restyling di via Sparano” – e quindi dai mezzi di comunicazione, l’idea politica alla base è sempre la stessa: tirare a lucido le zone più accessibili dai turisti e dai ceti abbienti (in questo caso addirittura una sola strada) e lasciare nell’oblio i quartieri meno centrali. Che l’idea sia pessima non ce lo dice solo il celebre Renzo Piano con il recente team di architetti da lui guidati impegnati a “ricucire” le periferie. Anche Richard Rogers aveva acutamente descritto in un libro fondamentale la deriva delle città rese sempre più regni del consumismo, contraddittorie, settoriali, ghetti da un lato, salotti dall’altro.

Questo votarsi al turismo come principale parametro per calibrare le politiche urbanistiche e sociali corrisponde al suicidio delle città e per alcune lo è già stato. Economia, impianto urbanistico, politiche abitative, infrastrutture dedicate ai flussi turistici rendono posticci i luoghi che dovrebbero essere la casa della civiltà e li fanno collassare quando il turismo diminuisce o si azzera. Le città più belle sono quelle dove ogni cittadino ha gli stessi diritti, gli stessi servizi, gli stessi luoghi – per abitare, per lavorare, per svagarsi – a disposizione. Se una città funziona per un cittadino, anche il turista avrà di che visitare, ammirare, usufruire.

E’ per questo che l’articolo di Carlo Ossola, pubblicato oggi su Il Fatto Quotidiano ci è parso ricalcare in maniera condivisibile i punti cardine dell’urbanistica attuale. Quelli su cui ancora si può lavorare con propositività e determinazione ottenendo efficaci risultati. Se solo si volesse.

Di seguito ne riproponiamo alcuni passi.

“La civiltà moderna tira a uguagliare, ha scritto Leopardi nello Zibaldone: e ad uguagliare non già rendendo pari i diritti ma spegnendoli: “L’incivilimento ha mitigato la tirannide de’ bassi tempi, ma l’ha resa eterna (…). Spegnendo le commozioni e le turbolenze civili, in luogo di frenarle com’era scopo degli antichi (Montesquieu ripete sempre che le divisioni sono necessarie alla conservazione delle repubbliche, (…) e che per regola generale, dove tutto è tranquillo non c’è libertà), non ha assicurato l’ordine ma la perpetuità, tranquillità e immutabilità del disordine, e la nullità della vita umana» (10 luglio 1820).

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Consumo di suolo: nelle commissioni parlamentari, testo stravolto a favore dei costruttori

fermateviMartedì 3 maggio arriverà in Aula per la votazione il ddl sul consumo del suolo. Come più volte denunciato da queste pagine, il testo che approderà in Aula appare svuotato dei suoi contenuti più urgenti e necessari; un testo che il costituzionalista Paolo Maddalena, ex vicepresidente della Consulta, ha definito al fattoquotidiano.it, “incostituzionale”, oltreché illogico.

Il ddl appare così depotenziato ed inadeguato, a valle del paesaggio nelle commissioni parlamentari, da spingere anche le associazioni che pure avevano contribuito alla stesura del testo originario e che ribadiscono l’urgenza di una legge efficace, a prenderne le distanze e a chiederne, mediante un appello inviato a tutti i deputati, la sospensione della discussione “per tornare a lavorare ad un nuovo ed efficace impianto legislativo sulla scorta di quanto proposto dal Forum Salviamo il Paesaggio”.

La comparazione dei testi del ddl AC39 e la proposta del Forum Salviamo il Paesaggio è consultabile al seguente link.

Pubblichiamo di seguito il testo completo dell’appello ai deputati, sottoscrivibile da tutti i cittadini dalle pagine del Forum Salviamo il Paesaggio | Difendiamo i territori.

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Quale ruolo svolge l’architettura per la riuscita dell’integrazione?

< L’integrazione presuppone l’incontro. L’incontro ha bisogno di spazi. L’architettura crea spazi o conserva spazi, rispettando quelli esistenti. Qualche volta l’architettura li distrugge anche. Che l’integrazione possa riuscire dipende dalla disposizione di una società; ha bisogno di paesaggi urbani e spazi di incontro che la rendano possibile e la sostengano. Il quartiere e la casa sono fatti in modo tale che io possa avere esperienza del mio vicino, che è nuovo nella società? Che io possa incontrarlo/la? Si incrociano le nostre strade e i nostri sguardi? Abbiamo esperienza di noi e del nostro vicino in quanto essere umano? Oppure in quanto gruppo degli “altri” [da tenere] a distanza? Comunità o vicinato – l’architettura crea la possibilità di incontro e in tal modo anche la possibilità di integrazione! >

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