L’architettura non è, non può, non deve essere…

José Ortega y Gasset
José Ortega y Gasset

 Se un architetto fa un progetto che possiede un meraviglioso stile personale, non è in senso stretto un buon architetto. […] l’architettura non è, non può, non deve essere un’arte esclusivamente personale. È un’arte collettiva. L’autentico architetto è un intero popolo. Esso fornisce i mezzi per la costruzione, ne indica lo scopo e la rende unitaria. Si immagini una città costruita da architetti ‘geniali’, che operano però ognuno per conto proprio con un diverso stile personale. Gli edifici potranno anche essere magnifici presi singolarmente, ma l’insieme risulterà bizzarro e intollerabile

[José Ortega y Gasset]

La città…

Richard Rogers
Richard Rogers

La città è vista come un’arena per il consumismo. Convenienze politiche e commerciali hanno spostato l’enfasi e gli scopi dello sviluppo urbano da quello di soddisfare alle più ampie necessità sociali di tutti a quelli di soddisfare le necessità contingenti dei singoli. […] E’ un paradosso che in questa epoca di globale e crescente democrazia le città stiano sempre più polarizzando la società in comunità segregate.

[Richard Rogers, Philip Gumuchdjian, Città per un piccolo pianeta, Erid’A / Kappa, Roma 1997]

 

Un bel progetto…

Edoardo Salzano
Edoardo Salzano

Un bel progetto architettonico o un pezzo di superstrada “pagano” di più che un buon piano regolatore: ma il futuro di un territorio dipende da un buon disegno e programma d’insieme, mentre è certamente compromesso da scelte casuali, episodiche, slegate.
[Edoardo Salzano]

Edoardo Salzano, “Il mestiere dell’urbanista”, edizioni Ogni uomo è tutti gli uomini, Bologna 2008

” l’ambiente, il paesaggio … “

Salvatore Settis

l’ambiente, il paesaggio, il territorio sono un bene comune sul quale tutti abbiamo, individualmente e collettivamente, non solo un passivo diritto di fruizione, ma un attivo diritto-dovere di protezione e di difesa

[ Salvatore Settis]

L’architettura di Cézanne

Paul Cézanne, Mont Sainte Victoire visto da Les Lauves, 1902-1906

“Come ci insegna il paesaggio della grande pittura cézanniana, un’architettura deve avere la doppia qualità di sorprendere ogni volta che la si rivede e nello stesso tempo di apparire come fosse sempre stata, in quel luogo e per il mondo, come avesse da sempre fatto parte di quel paesaggio divenendo intimamente parte necessaria alla sua definizione, rivelandolo a se stesso continuamente, anche durante le sue trasformazioni.”

[Vittorio Gregotti]