PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 15_11_2017

«Quell’autosilo a Santa Scolastica non s’ha da fare» _ Waterfront, Decaro frena sul progetto

«Davvero? Vogliono costruire un autosilo a Bari vecchia? Non me ne ero accorto. Ma non glielo farò fare, gli dirò di toglierlo dal progetto». Il sindaco Decaro cade dalle nuvole e così parte in salita la cosiddetta riqualificazione del lungomare della città vecchia, annunciata con gran soddisfazione lo scorso 7 agosto con la benedizione di Stefano Boeri (presidente della giuria del concorso, ancorché assente alla proclamazione).

La scoperta Decaro l’ha fatta la settimana scorsa all’Hotel Palace, ospite del Rotary club in un convegno su «waterfront e il piano generale della città», con Nicola Costantino e Giandomenico Amendola. Era sbigottito, alla domanda che gli abbiamo rivolto circa il progetto elaborato dal gruppo di Gianluigi Sylos Labini che prevede un parcheggio di quattro piani proprio di fronte al bastione di Santa Scolastica, sulla attuale area di sosta. Schizofrenica decisione, abbiamo fatto notare al sindaco, se lo stesso Comune si è giustamente opposto alla costruzione del palazzo del Genio civile pochi metri più in là, a Santa Chiara, di fronte al Castello normanno-svevo.

È difficile credere che lui, un ingegnere civile, non abbia riconosciuto il parcheggio nelle tavole di progetto, ma una distrazione può capitare a tutti. O quasi: non certo alla commissione giudicatrice.

Non sappiamo se e quanti degli altri 15 concorrenti alla gara internazionale abbiano proposto parcheggi e autosilo sul lungomare. Aspettavamo di vedere i progetti esposti nella mostra promessa da Decaro per la fine di settembre, ma sono passati ormai due mesi e se ne è persa ogni traccia. D’altra parte sono saltate anche le previsioni sull’appalto: ricordiamo che per la pubblicazione del bando, alle obiezioni dell’Ordine degli architetti circa la formula del concorso (di progettazione anziché di idee) il sindaco rispose che non c’era tempo per cambiare, la scelta era determinata dall’esigenza di aprire il cantiere entro la fine di quest’anno: così si legge nella lettera  che il presidente dell’epoca, Vincenzo Sinisi, indirizzò a tutti gli iscritti all’Ordine degli architetti, il 13 febbraio scorso.

Resta il fatto che del parcheggio multipiano non se ne sarebbero accorti né la componente della giuria indicata dal Politecnico, Loredana Ficarelli, né il rappresentante della Soprintendenza al Paesaggio e le Belle arti, l’architetto Giuseppe Teseo. Il che dimostra che non era poi infondato il dubbio sollevato in questa stessa rubrica (25 gennaio e 12 luglio scorsi) sulla opportunità di coinvolgere nella formazione della giuria istituzioni che poi saranno chiamate a approvare i progetti e a far rispettare i vincoli di tutela. Ecco: che dirà ora il soprintendente, trovandosi di fronte un progetto che fa svettare un poderoso volume proprio in faccia al bastione di Santa Scolastica? Ma non anticipiamo risposte: è pur vero che stiamo parlando della medesima soprintendenza che aveva smarrito il vincolo di tutela del Castello dando il via libera a quel «mambrone» che è il palazzo del Genio civile.

C’è però un’altra spiegazione: la giuria, nient’affatto distratta, si è attenuta al bando di gara che – all’insaputa del sindaco, convinto che non fossero ammesse nuove volumetrie – consente di «avanzare variazioni dell’assetto spaziale purché assicurino un bilancio complessivo di posti auto quantomeno comparabile alla condizione odierna» (pag. 17 del Dpp). E infatti, alla domanda se siano previste nuove volumetrie, l’architetto Sylos Labini risponde: «No, rispetto a quelle previste dall’amministrazione, no. C’è solo un parcheggio multipiano situato appena dopo Santa Scolastica. La struttura, che sarà attraversata da una passeggiata, consentirebbe una visione straordinaria del lungomare».  È quel che si diceva anche del bastione di Santa Scolastica, dal quale in futuro anziché il mare si potrà ammirare il parcheggio.

Non intendiamo qui, ora, discutere della qualità del progetto vincitore, che avremmo voluto paragonare agli altri partecipanti. Consideriamo però che sono questi i temuti ancorché prevedibili effetti di un concorso nato male e cresciuto peggio, banale riduzione ad un affare di lavori pubblici del tema – il rapporto tra la città vecchia e il mare –  che avrebbe bisogno di una visione di insieme della costa (altro che lo spezzatino dei progetti!) e valutazioni urbanistiche e paesaggistiche complessive, quelle valutazioni che ci aspettiamo di trovare nel Piano urbanistico generale e che – vogliamo sperare – non siano state in questa occasione anticipate. Se così fosse, ancora una volta dovremmo dire: giù le mani dal Piano Quaroni.

 

di NICOLA SIGNORILE

(pubblicato oggi su “La Gazzetta del Mezzogiorno”)

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Pubblicato il 15|11|2017, in Piazza Grande con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Matteo Magnisi

    Non possiedo queste informazioni ma se l aggiudicatario del concorso di idee e stato l unico di Bari forse la commissione non ha ritenuto opportuno neanche leggerne attenta mente i contenuti . Se cosi non è forse è stata premiata “l idea” dell abilita progettuale a mimetizzarne le insidie .
    Matteo Magnisi

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