PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 07_06_2017

passeggiata del Pug a S. Cataldo

Dimmi tre parole e ti farò una città nuova _ Il «Pug» e la partecipazione

Spazio pubblico, paesaggio e collegamenti: si può racchiudere in questi tre concetti il senso delle attività di partecipazione sul Piano urbanistico generale (il Pug) di cui oggi si presenta il rapporto finale.

Per sei mesi semplici cittadini sono stati chiamati a discutere di città, della loro città, mentre se ne ridefiniscono i criteri di crescita e di trasformazione. Una cosa certo non nuova, nell’urbanistica contemporanea, ma inedita a Bari, accolta con diffidenza (soprattutto dai professionisti della progettazione) quando non da sarcastico disprezzo (soprattutto da parte dei portatori di interessi particolari e consolidati: enti, proprietari, immobiliaristi, gestori di infrastrutture). Ma la partecipazione non è un capriccio: praticarla è un obbligo di legge, a partire da quella legge regionale n. 20 del 2001 che ha introdotto il Pug al posto del vecchio Piano regolatore (Prg).

Le abitudini sono dure a morire, sicché si parla di Pug ma in testa si ha sempre il Prg. Anzi, come abbiamo potuto osservare proprio in quest’ultimo anno in fondo il tanto vituperato, obeso e antiquato Piano Quaroni piace ancora: eccome! Piace ai proprietari dei suoli sui quali sono previsti quei 15 milioni di metri cubi di troppo del vecchio piano e piace ai gerarchi delle opere pubbliche che anziché criticare la realizzazione dell’Asse Nord Sud come autostrada urbana e iniziare a immaginare una sua trasformazione, si emozionano per un ponte strallato che non ha nulla di più di un ordinario ponte strallato, semmai qualcosa di meno, per esempio una pista ciclabile che non sia vietato percorrere. Fatto sta che l’operazione di marketing della intitolazione del ponte si è rivelata un flop: pochissimi i cittadini votanti. Non tantissimi, ma certo molti di più invece quelli impegnati nelle attività di partecipazione sul Pug, sviluppate tra maggio e novembre dell’anno scorso e articolate in passeggiate, incontri e questionari da compilare.

Il programma di partecipazione è stato curato da Laura Basco, Anna Grazia Moschetti e Germana Pignatelli ed ha coinvolto – a seconda delle occasioni – diversi esperti: urbanisti (Dino Borri, Sergio Bisciglia, Annamaria Gagliardi), archeologi (Raffaella Cassano e Francesca Radina), storici e cultori di cose locali (Sergio Chiaffarata, Paolo Scagliarini, Teresa De Francesco), operatori sociali (Andrea Mori, Terry Marinuzzi, Silvia Rizzello), il regista Fabrizio Bellomo e il soprintendente al paesaggio, Carlo Birrozzi. Sempre presente l’assessora all’Urbanistica, Carla Tedesco, affiancata talvolta dall’architetto Mauro Saito (uno dei redattori del Pug) e dall’urbanista Francesca Calace (consulente del gruppo del Pug) e poi in ogni municipio dai rispettivi presidenti. Una presenza istituzionale che se da una parte è confortante (quanto alla volontà di ascolto) dall’altra può alimentare la sensazione che il coinvolgimento dei cittadini sia un’operazione diretta dall’alto, che è poi il rischio sempre sotteso a queste pratiche, il rischio cioè di una operazione tesa alla creazione del consenso piuttosto che alla interrogazione dei bisogni che si esprimono dal basso.

Ma questa è una faccenda di difficile soluzione, largamente e lungamente dibattuta a livello teorico. A smentire i timori, nel nostro caso, c’è da sottolineare che i risultati più interessanti si sono avuti là dove esistono forme di aggregazione della società civile (per esempio, il comitato dei genitori di San Cataldo o l’associazione Arca al Libertà). A confermare i timori, al contrario, c’è il fatto che le schede di rilevazione proponevano tre temi – lo spazio pubblico, il paesaggio e la mobilità – che sono poi la sintesi degli obiettivi delineati nel Dpp, Documento programmatico preliminare al Piano. E dunque la attività di partecipazione – mostrando l’interesse forte dei cittadini coinvolti versi quei temi – si è acconciata ad una verifica delle analisi fatte dagli esperti.

Eppure, fosse anche soltanto questo sarebbe comunque un risultato confortante: almeno sappiamo che a discutere del nuovo piano urbanistico non ci sono sono soltanto i portatori di interessi particolari ma anche i portatori di interessi generali. Sappiamo che la tutela del paesaggio conta almeno quanto i crediti edilizi e che la città non appartiene solo a chi se la può vendere e comprare ma a tutti quelli senza i quali nessuna città esisterebbe.

di NICOLA SIGNORILE

(pubblicato ieri su “La Gazzetta del Mezzogiorno”)

 

 

 

Annunci

Pubblicato il 08|06|2017, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Matteo Magnisi

    Ieri e stato presentato dall assesore Tedesco il report della prima fase del percorcorsi partecipativo al Pug fin qui svolto. In assenza all incontro della presidente della Consulta Comunale per l ambiente ho dovuto rimarcare all assessore Tedesco, comunque meritevole della sua costante attenzione alla partecipazione nel suo mandato,diversamente da tutti i suoi predecessori all Urbanistica, l assenza tea gli allegati al report di tutti i documenti prodotti dalle associazioni e comitati all interno dell Consulta Ambiente direttamente collegabili con le tematiche del Pug. l’assessore ha dichiarato che non c è stata alcuna dimenticanza ma solo perché fuori dalla procedura ufficiale scelta delle passeggiate, dei questionari, degli incontri dei municipi e dei 39 punti di ascolto individuati, tali documenti saranno parte integrante, insieme ai soli 7 documenti gia consegnati da associazioni e comitati negli incontri dei 5 Municipi, della delibera comunale di affidamento del compito al coordinamento degli esperti nominati per la redazione del Pug. Un respiro di sollievo quindi per quanti hanno lavorato con tenacia e competenza all interno della Consulta. Inoltre semore risoetto alla mia domanda su quale parametro di popolazione si dovesse dimensionare il nuovo Pug rispetto al Prg di 40 anni fa Che ha prodotto un disastro nel consumo del suolo con milioni di metri cubi di cemento lasciati in eredità al nuovo pug essendo stato dimensionato sula sbagliata previsione dei 700.000 residenti , il responsabile del gruppo di esperti in coda all incontro ha dichiarato che questo nuovo Pug non avrà un dimensionamento sulla popolazione, parametro questo, a suo dire superato. Per me soli una elegante furbizia per non ammettere che dovrebbe invece esserci a mio aviso un ridimensionamento del consumo di suolo spisando il concetto del consumo di suolo zero. All altRa mia domanda sulla quale invece non c è stata risposta è stata quella su come si sta pensando di ricucire tutte aree oggi esistenti tra i quartieri non ancora edificate e se si stesse pensando di far conoscere ai cittadini la consistenza e l ubicazione delle aree con destinazione agricola ed edificatoria. Il coordinatore ha accennato in maniera vaga ai parchi agricoli .
    Matteo Magnisi
    Portavoce Comitato Fronte del Porto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: