PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 29_03_2017

Poliba Elements | schizzo di L. Netti

Studenti universitari all’ultima difesa dello spazio pubblico _ Il Poliba center e la Casa Fraccacreta

Lo student center del Politecnico rimane aperto fino a mezzanotte. L’annuncio ha elettrizzato il popolo dei social network e diviso le tribù giovanili. Molti temono un rapido «consumo» dello spazio finalmente conquistato in un ateneo che non offre altri spazi per lo studio individuale, in cui addirittura le aule sono chiuse a chiave, tra una lezione e la successiva. Il Poliba Student Center è utilizzato anche dagli studenti «cugini», quelli dei dipartimenti scientifici dell’Università che condivide il campus con Ingegneria e Architettura. C’è chi ipotizza già l’introduzione di badge e tornelli, cavalcando una deriva securitaria che ha contagiato tutto il mondo universitario italiano: basti pensare ai recenti fatti di Bologna, con la contestata chiusura agli «estranei» della biblioteca di Lettere. E l’università di Bari non ha certo rinunciato all’intenzione di ottenere la chiusura di piazza Cesare Battisti con i cancelli.

Muore così l’idea stessa di università come «spazio pubblico», nel senso che a questa espressione danno gli urbanisti ma anche in quello che intende la sociologia francese, con le riflessioni di Thierry Paquot sullo «spazio di esercizio di democrazia».

Ma il successo del Poliba Student Center contraddice questa triste tendenza e le ragioni del successo vanno ricercate anche nel progetto e nel programma di riuso degli spazi interni al Campus, coordinato da Francesco De Mattia, delegato del rettore per l’edilizia di ateneo. Dell’architettura dello student center ci siamo già occupati, in questa rubrica, all’epoca della sua realizzazione, nel 2014, rilevando come il progetto di Lorenzo Netti, docente dello stesso Politecnico, fosse stato sviluppato con la collaborazione di un gruppo di laureandi, mirando alla rigenerazione degli ampi ballatoi dell’edificio realizzato negli anni Settanta su progetto di Pasquale Carbonara. Dunque: partecipazione e riuso. Lo student center faceva parte – come abbiamo accennato – di un programma più ampio, promosso dall’ex rettore Nicola Costantino, ma di cui poi non si è sentito più parlare. Il programma ha un nome: «Poliba Elements», e si compone, spiega l’architetto Netti, di elementi «discreti ma coordinati per caratteristiche costruttive e aspetti architettonici con l’obiettivo di ospitare funzioni essenziali che alimentino le relazioni tra le persone e rendano accoglienti gli spazi comuni del Politecnico». Oltre lo student center già realizzato sono previsti un bar-caffetteria, una galleria espositiva, il bookshop per l’attesa editrice universitaria, l’Infopoint  e una serie di piccoli spazi per il commercio dedicato e di aule/laboratorio. Nella strategia del gruppo guidato da Netti, diversi oggetti disseminati nel campus come «nuovi poli di attrazione delle attività collaterali alla vita accademica e, allo stesso tempo, utili opportunità per intrecciare virtuose relazioni con gli abitanti del quartiere di San Marcello e della città tutta».

Di «Poliba Elements» si tornerà certamente a parlare mercoledì 5 aprile in occasione di un incontro tra gli studenti dei corsi di Composizione architettonica della Università degli Studi «Federico II» di Napoli e del Politecnico di Bari,  con il prof. Lorenzo Netti e il prof. Giovanni Multari. È prevista la visita guidata a due architetture universitarie della città: il Poliba Student Center (con gli interventi del prof. Carlo Moccia e del prof. Nicola Martinelli, del Dicar Politecnico di Bari) e, nel pomeriggio, la Casa dello Studente Fraccacreta. Qui interverranno l’ingegner Antonio Tritto (Adisu Bari) e il prof. Antonio Vitone (Studio Vitone & Associati Bari) che ha firmato due anni fa il progetto di ristrutturazione dell’edificio progettato da Achille Petrignani e realizzato nel 1954.

Il recupero del palazzo Fraccacreta, dopo decenni di abbandono, segna una tappa importante nel riconoscimento del valore del patrimonio architettonico del secondo Novecento a Bari e nella ricerca sul restauro strutturale del Moderno. E su questo itinerario troveremo presto la ristrutturazione dell’ex Istituto Nautico, in via Abate Gimma, anch’esso destinato a diventare una residenza studentesca gestita dall’Adisu. Il concorso per la progettazione è stato vinto dallo studio Speri di Roma, in associazione con gli architetti Giuseppe Zizzi e Giuseppe Macrì (Catanzaro) e gli ingegneri baresi Antonio Vernole e Maddalena Damiani. Per il 10 aprile è convocata la conferenza dei servizi per avviare la gara d’appalto: il 9 maggio scadono i termini del bando di cofinanziamento ministeriale.

 

di NICOLA SIGNORILE

(pubblicato ieri su “La Gazzetta del Mezzogiorno”)

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Pubblicato il 30|03|2017, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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