PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 19_10_2016

All’incappucciato dell’edilizia fa gola la campagna _ E in Confindustria si discute di consumo di suolo e riuso urbano 

Martedì prossimo si terrà un workshop sul tema «Cultura delle città: sviluppo urbano e riutilizzo dell’esistente» nella sede di Confindustria Bari e Bat. «È necessario innovare il modo di concepire la città», dice l’architetto Beppe Fragasso, presidente dell’Ance che organizza l’incontro insieme al Club Cultura di Confindustria e al Consorzio Costellazione Apulia. «Questo processo – spiega Fragasso – coinvolge i cittadini, i politici, i tecnici che le pianificano, gli operatori economici che le realizzano e l’amministrazione pubblica che ne definisce le regole di implementazione. Obiettivo è attivare un confronto basato su casi operativi di successo, per trasformare la tutela del suolo in una opportunità di sviluppo».

Nel corso del workshop Michele Munafò illustrerà il rapporto Ispra 2016 sul consumo di suolo in Italia. E lo farà discutendo con Filippo Delle Piane, vicepresidente dell’Ance. Sarà interessante vedere cosa ne viene fuori, dal momento che Delle Piane, nello stesso salone di Confindustria, lo scorso luglio disse che i calcoli dell’Ispra erano tutti sbagliati. Ed aggiunse senza mezzi termini che «la sostituzione edilizia non è conveniente» e che per questo motivo, se non si vuole continuare sulla strada dell’espansione, servono incentivi fiscali e norme semplificate. Che poi significa scaricare il maggior costo sulla collettività. E vedremo che ne pensa l’imprenditore e filosofo Gianfranco Dioguardi che invece parlerà sul tema: «Futuro delle città e contenimento del suolo», proponendo esempi efficaci di sviluppo basato sul criterio del «costruire nel costruito».

Alla tavola rotonda conclusiva parteciperà anche l’assessore all’urbanistica del Comune di Bari, Carla Tedesco. La docente del prestigioso Iuav di Venezia prestata a Bari nella difficile fase di elaborazione del nuovo piano regolatore, è una convinta sostenitrice dell’idea che la città non debba più espandersi divorando la campagna, ma recuperare al proprio interno lo spazio e le energie della trasformazione, curandosi dall’abbandono e dal degrado.

Per questa posizione chiara Tedesco si è ritrovata nel mirino di anonimi mestatori che hanno messo in giro la voce di un rimpasto in giunta, subito smentita dal sindaco Decaro. Una delle accuse rivolte dai detrattori incappucciati è il presunto ritardo nell’approvazione del Pug, il piano urbanistico generale. Pur senza considerare la morte del professor Bruno Gabrielli e in tempo occorso per la sua sostituzione con Stefano Stanghellini alla guida del gruppo dei progettisti del Pug, rimane la necessità di aprire l’elaborazione del piano alla partecipazione dei cittadini (lo prescrive la legge regionale). E in ogni caso le bozze che circolano (c’è sempre qualcuno che vede le carte prima degli altri!) sono appunto bozze, non validate tecnicamente. Nemmeno i confini delle aree sono certi, non essendo ancora adeguate le cartografie al Gis (Geografic Information System).

A ben guardare, comunque, fra chi reclama l’immediata approvazione del Pug c’è qualcuno che ne farebbe volentieri a meno. Sono i proprietari dei suoli e le imprese di costruzione che hanno in mano le aree di espansione del vecchio piano regolatore e premono per garantirsi le lottizzazioni. Si sentono minacciati dal taglio di oltre 15 milioni di metricubi, cioè il «residuo» del Piano Quaroni. Un taglio inevitabile, se l’obiettivo è lo stop al consumo di suolo e che nemmeno i cosiddetti crediti edilizi riuscirebbero a compensare.

Se ne è avuta una prova la settimana scorsa a Carbonara, durante un incontro del processo partecipativo. Nel salone dell’istituto scolastico Calamandrei, dinanzi ai cartelloni pronti ad ospitare i desideri  della gente, è andata in scena la rumorosa contestazione organizzata dal comitato «La Rinascita». Dietro la maschera dei «cittadini» si intravedono in realtà i portatori di interessi particolari, i rappresentati della rendita fondiaria e i loro progettisti. In un volantino diffuso in quella occasione si fa riferimento alla ormai famosa bozza del Pug in cui sarebbe prevista «l’inedificabilità di tutti i suoli destinati a zona di espansione C1 e C3 (…) e la destinazione a parco agricolo dei suoli attualmente edificabili». Suoli che in effetti non possono più essere considerati tali, laddove ricadono al margine della lama Picone, se non addirittura all’interno. Ma per i cittadino del comitato «La Rinascita» assistiti da «consulenti tecnici e legali»  il Pug così fatto «infliggerà un colpo mortale allo sviluppo culturale, economico e infrastrutturale del IV municipio, causando la mancata crescita ed impedendo lo sviluppo occupazionale, sia per noi che per i nostri figli».

Insomma, non toccateci Quaroni!

 

di NICOLA SIGNORILE

(pubblicato oggi su “La Gazzetta del Mezzogiorno”)

 

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Pubblicato il 19|10|2016, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Matteo Magnisi

    Costruire nel costruito esige capacità ingegneristiche e architettoniche alla pari dell estro dell artista. E’ come dipingere la bellezza su un’opera pittorica di mediocre fattura donandole la lucentezza e i colori della contemporaneità senza alterarne la muffa del ricordo e del passato. Oggi troviamo nello scrigno dei saperi e delle conoscenze accademiche del politecnico della città di Bari la spinta ideale formativa a reinterpretare un tessuto urbano così concepito che abbandoni per sempre la facile e dura a morire lusinga del consumo di suolo? Esigiamo una risposta a questa domanda. Matteo Magnisi

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