PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 24_08_2016

Museo del mare, un progetto di Merom e Gullström in Norvegia

Museo del mare, un progetto di Merom e Gullström in Norvegia

Costa Sud, le idee onda su onda arrivano dal Nord _ Master del Politecnico di Stoccolma

Si aggira per i vicoli di Bari vecchia e poi si affaccia sul corso Vittorio Emanuele II assolato e polveroso. Sembra un turista, con quell’aria da straniero curioso, ma è al lavoro. Anzi, è «già» al lavoro. In perlustrazione: studia l’ambiente prima dell’arrivo degli altri, fra un mese.

Ori Merom è un architetto svedese, docente del KTH – il Reale Politecnico di Stoccolma – e fondatore dello studio di progettazione che porta il suo nome. Insieme all’architetto e ricercatrice Charlie Gullström dirige un master, lo «Studio 4», che quest’anno sbarca a Bari. Dal 26 settembre al 3 ottobre 25 studenti della scuola di architettura di Stoccolma saranno impegnati nella prima fase del workshop intitolato «Costa meridionale di Bari – Trasformazione urbana». A condurre il laboratorio insieme a Merom e Gullström ci saranno l’architetto Daniele Corsaro e Annalisa Bruno, direttrice della Apulia Property Design, la società che ha promosso l’operazione accademica su un orizzonte immobiliare. In pratica, lo stesso team che l’anno scorso ha sviluppato un analogo master a Ostuni.

Dunque, la costa si riconferma carica di appeal per le università tecniche a caccia di scenari inediti. Si è concluso all’inizio dell’estate il corso di Disegno urbano e architettura del paesaggio del Politecnico di Milano condotto da Laura Montedoro e intitolato «Sea and the City». Progetti e proposte da Santo Spirito a Torre a Mare, passando per la città storica e il porto.

Come si è potuto verificare nel corso della mostra e degli incontri tenuti a maggio a Bari, è soprattutto la costa tra Japigia e San Giorgio a scatenare la fantasia. E i desideri: l’associazione degli imprenditori edili ha già commissionato studi di fattibilità e pianificazioni ai tecnici di fiducia per sostenere il pressing confindustriale sull’Amministrazione comunale.

La giunta Decaro, intanto, ha consegnato al gruppo che sta lavorando alla bozza del Piano urbanistico generale le nuove linee di indirizzo (per correggere omissioni ed errori di prospettiva) avviando una attività di «partecipazione» dei cittadini verso la quale i costruttori hanno reagito in effetti con un certo fastidio.

In questo quadro – fra tensioni e discussioni – si inseriscono le attività accademiche dei «forestieri» cui l’assessorato comunale all’Urbanistica ha offerto volentieri appoggio: così ai milanesi come ora agli svedesi. I quali puntano alla costa Sud (che ad essere pignoli sarebbe di Levante, al massimo est-sud-est), cioè a quella parte del territorio cittadino in cui sotto l’immagine di abbandono e sospensione ribolle la gigantesca aspettativa fondiaria e immobiliare consegnata da un Piano regolatore, quello di Quaroni, che dovrebbe finire prima o poi in archivio.

Il master di Stoccolma si svilupperà in due fasi, anzi in tre atti.  La prima fase, che inizia fra un mese, sarà dedicata allo studio dei problemi locali, anche grazie agli incontri con urbanisti, architetti, geologi, economisti e biologi. Poi gli studenti se ne torneranno in Scandinavia e si divideranno in cinque gruppi per elaborare i progetti «a larga scala rispondendo a questioni di più largo respiro e soprattutto in corrispondenza con le strategie regionali e comunali». La presentazione finale dei lavori è prevista per metà dicembre, prima a Stoccolma e poi a Bari.

Le idee progettuali proposte sono: agricoltura sinergica, turismo, mobilità, gestione delle acque e litorale. Si intuisce quale sarà l’approccio teorico, per certi aspetti inconsueto a queste latitudini, e caratteristico dell’orientamento scandinavo che declina il concetto della sostenibilità in termini prima ambientali e poi economici.

Il tema del master del KTH nell’anno accademico appena concluso recitava: «Dal Nord scandinavo al Mediterraneo Sud. Da rurale a urbano». Un confronto che si comprende meglio alla luce del titolo dello Studio 4: «Architetture per le condizioni estreme». Cioè: definire «le soluzioni sostenibili comuni a molte città dell’Europa del Sud in continua espansione». Ed ecco allora che il nodo della questione prima o poi verrà al pettine e potrebbe essere – a sorpresa – il tema centrale della spedizione degli svedesi: Bari è ancora una città in espansione oppure una strategia di sostenibilità la spinge a percorrere la strada del densificare?

 

di NICOLA SIGNORILE

(pubblicato ieri su “La Gazzetta del Mezzogiorno”)

 

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Pubblicato il 25|08|2016, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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