PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 13_07_2016

ANCE_INVITO_12_LUGLIO_2016-1Rigenerazione urbana, scintilla da guerra fredda _ Edili, Comune e … algoritmi

Si può parlare per un’intera mattina di edilizia, infrastrutture e addirittura di rigenerazione urbana senza accennare mai al nuovo Piano urbanistico generale di Bari, in gestazione da tempo? È successo ieri in Confindustria, al convegno dell’Ance Bari e Bat sul tema «La ripresa delle costruzioni tra opere pubbliche e mercato privato» dove nemmeno l’assessore Giuseppe Galasso, intervenuto in sostituzione del sindaco Decaro, ha fatto cenno al lavoro del gruppo diretto dall’architetto Stefano Stanghellini.  E sì che, invece, ha colto l’occasione per riferire delle attività in corso e in programma per «dare continuità urbana ai 42 kilometri di costa che caratterizzano il territorio barese», da Santo Spirito a Torre a Mare.

Anche gli edili di Confindustria hanno delle proposte da fare per la costa Sud: Il presidente degli imprenditori baresi ha annunciato per il prossimo autunno la presentazione «alla politica» dei risultati di «un tavolo tecnico» istituito per questo scopo, coinvolgendo l’associazionismo ambientalista.

«Siamo stanchi di essere bollati come speculatori – afferma De Bartolomeo -. Abbiamo idee progetti di sviluppo nel rispetti dell’ambiente e della storia dei luoghi, per fare una edilizia di qualità». Insomma c’è grande fermento e la «rigenerazione urbana» sembra prendere corpo, diventare qualcosa di più concreto che uno slogan che piace a tutti. Ma di Pug non si parla. E si capisce perché: fra gli edili e il Comune di Bari è ormai guerra fredda: la recente delibera di giunta che fissa le linee di indirizzo per la definizione dei confini del «Parco multifunzionale delle torri e dei casali» è la goccia che fa traboccare il vaso. Perché il progetto del parco «appena accennato» nel Piano paesaggistico territoriale pugliese comporta il blocco di un paio di lottizzazioni – nel territorio di Santo Spirito – che erano ormai ad un passo dalla convenzione che le avrebbe rese irreversibili.

Ed ecco che allora il contenimento del consumo di suolo, lo stop all’espansione urbana e il «costruire nel costruito» smettono di essere argomenti da accademici.

Se il responsabile urbanistica di Legambiente Puglia, Domenico Delle Foglie, difende il Pptr e dice che nel tavolo «tecnico» con gli imprenditori «stiamo lavorando su un nuovo assetto, che assomiglia di più a ciò che fanno gli altri in Europa», il vicepresidente nazionale di Ance, Filippo Delle Piane, chiarisce senza mezzi termini che «la sostituzione edilizia non è conveniente» sul piano economico e che per questo se non si vuole espandere le periferie servono incentivi fiscali, norme semplificate, ma soprattutto «un rapporto con le istituzioni basato sulla fiducia». E sulla «certezza del diritto» gli fa eco De Bartolomeo.

Le scintille con il Comune brillano sullo sfondo di una congiuntura favorevole. I dati dei primi mesi dell’anno – riferisce il vicepresidente di Ance Bari e Bat, Nicola Bonerba – proiettano «il nostro territorio in cima alle performance più virtuose in Italia», con un 16% di incremento che è ben più di un segnale di ripresa del settore.

Per consolidare la tendenza, gli edili puntano allora su rigenerazione urbana e opere pubbliche. Per queste ultime si spera negli effetti positivi del nuovo codice degli appalti, illustrati dal viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, che ha concluso il convegno. Altro è il discorso della rigenerazione urbana: l’esperienza degli ultimi anni dice che non basta una buona legge – come la 21/2008 della Regione Puglia. Finora, l’unico programma esistente è quello del «fronte mare» di San Girolamo, a Bari.

E così, mentre l’assessore regionale Anna Maria Curcuruto conferma che si stanno riscrivendo le leggi urbanistiche pugliesi, Laura Casanova riferisce che gli uffici regionali stanno mettendo a punto un algoritmo che consentirà alle amministrazioni comunali di non fare errori di programmazione e di valutazione economica e finanziaria: se un progetto di rigenerazione avrà gambe per camminare non lo dirà più il «fiuto del politico» ma la matematica. E se l’algoritmo continuerà a rispondere «no»? Nell’epoca della politica tecnocratica nessuno è disposto a coltivare dubbi: inceppano il meccanismo.

 

di NICOLA SIGNORILE

(pubblicato ieri su “La Gazzetta del Mezzogiorno”)

 

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Pubblicato il 14|07|2016, in Piazza Grande con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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