Archivio mensile:luglio 2016

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 20_07_2016

The Lima Art Museum

The Lima Art Museum

Il museo genera memorie per il sottosuolo _ Moramarco e Ventrella a Lima

Ci sono andati vicinissimi. Per un soffio non hanno vinto il concorso internazionale per il Museo d’arte di Lima. Secondo posto: un assai onorevole piazzamento per gli architetti baresi Pierpaolo Moramarco e Stella Ventrella, battuti solo dall’autorità dei madrileni Ginés Garrido e Francisco Burgos in combutta con Mariana Leguía e Angus Lauriee, titolari dello studio Llama Urban Design. Quest’ultimo con sede proprio nella capitale peruviana.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 13_07_2016

ANCE_INVITO_12_LUGLIO_2016-1Rigenerazione urbana, scintilla da guerra fredda _ Edili, Comune e … algoritmi

Si può parlare per un’intera mattina di edilizia, infrastrutture e addirittura di rigenerazione urbana senza accennare mai al nuovo Piano urbanistico generale di Bari, in gestazione da tempo? È successo ieri in Confindustria, al convegno dell’Ance Bari e Bat sul tema «La ripresa delle costruzioni tra opere pubbliche e mercato privato» dove nemmeno l’assessore Giuseppe Galasso, intervenuto in sostituzione del sindaco Decaro, ha fatto cenno al lavoro del gruppo diretto dall’architetto Stefano Stanghellini.  E sì che, invece, ha colto l’occasione per riferire delle attività in corso e in programma per «dare continuità urbana ai 42 kilometri di costa che caratterizzano il territorio barese», da Santo Spirito a Torre a Mare.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 06_07_2016

 

Palagiustizia al Libertà (foto Mara Dani)

Procure e tribunali a tutta birra si va via dal Libertà _ Urbanistica per il «branco»

È improbabile che il comitato per l’ordine pubblico si occupi del caso della donna circondata da un branco di ragazzini e scaraventata per terra, in via Ravanas, mentre passeggiava con il cagnolino. Questo genere di violenza ha un rapporto con la criminalità organizzata solo per i sociologi, che riescono a trovare legami insospettati fra i fenomeni metropolitani. Oppure, quando non si perdono nei non-luoghi, per gli antropologi. Non per i professionisti della sicurezza, che fanno gesuitiche differenze tra emergenza «reale» e insicurezza «percepita» e hanno sempre una statistica a supporto.

Ciò nonostante, la libertà di ogni cittadino che vuole camminare per strada senza pericolo rimane una faccenda che riguarda le istituzioni, indipendentemente dal giudizio criminologico.

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