Archivio mensile:ottobre 2015

PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 28_10_2015

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palazzo Andidero | foto di Linda Signorile

Segnali per i turisti a Bari vecchia: tutto dà di antico _ Una gara per “sponsor tecnici”  

Bari vecchia, ultimo atto. Ora ci provano con la segnaletica turistica e quella che a prima vista sembra una lodevole iniziativa, sotto sotto nasconde la sua vera mira: portare a compimento la «gentrification» del centro storico, iniziata tanti anni fa con il piano Urban. Noi non faremo  la figuraccia di Elisabetta Canalis al cospetto di Roberto De Niro al festival di Sanremo del 2011 e perciò che cosa sia la «gentrification» ce lo facciamo spiegare in due parole da Sharon Zukin, sociologa urbana newyorkese: «Si tratta di una violenta rivoluzione supportata, e talvolta persino condotta, dallo Stato che allontana le  persone dalle proprie case, obbliga i commercianti a  chiudere i propri negozi e “ripulisce” il centro a favore di marchi culturali, globali ed egemonici».

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 21_10_2015

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prospetto Casa del mutilato | Bari

Guerra e pace ma al progresso serve tempo _ La casa del mutilato di Pietro Favia  

Se non fosse stato per la forma scomodissima di quel lotto, una spina acuminata che si infila tra il palazzo delle Finanze e gli uffici centrali dell’Anagrafe, la Casa del Mutilato non sarebbe mai stata una tappa – domenica scorsa – della Maratona del Fai (il Fondo per l’ambiente italiano). Perché è proprio la pianta, un  accentuato triangolo isoscele, a condizionare  le scelte dell’architetto Pietro Maria Favia, ad averlo condotto a sperimentare una ardita soluzione d’angolo nella quale sembra scomparire l’intero edificio con la sua mole o per lo meno ridursi ad un cilindro apparentemente vuoto, scandito da quattro pilastri.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 14_10_2015

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diurno 11

I profumi di Pitigrilli e la guerra segreta del cemento armato _ Albergo Diurno, il decò di Dioguardi  

Il fascio littorio sull’ingresso dell’albergo diurno potrebbe apparire irriguardoso: meglio di no, piuttosto una sfera di pietra. Ma non è questo l’unico ostacolo «politico» che incontrò il progetto di Saverio Dioguardi per quell’architettura ipogea che sopravvive solo nella memoria dei baresi più attempati: l’Albergo Diurno di corso Vittorio Emanuele. Dopo il «restauro» dello stemma civico che campeggiava sulla scalinata, recuperato in una aiuola per iniziativa del capo di gabinetto del sindaco, Vito Leccese,  l’assessore alle Culture Silvio Maselli si è arrischiato nella spericolata ipotesi di un recupero dei locali per destinarli a qualcosa di simile ad un caffè letterario. Ma del Diurno non rimane ormai che la balaustra in pietra e marmo, parcheggiata nel piazzale antistante lo stadio della Vittoria. Tutto il resto è andato distrutto nel 2002, con l’approvazione della Soprintendenza ai Beni architettonici e fra le flebili proteste dell’opposizione. Fu la  giunta Di Cagno Abbrescia a riempire di pietre e macerie le stanze e il salone del Diurno, dopo un fallimentare tentativo di gestione privata, seguito ad una costosa ristrutturazione.

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PIAZZA GRANDE di Nicola Signorile | 07_10_2015

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grotta reginaIl futuro della città si discute a cena lontano dai curiosi _ A che serve la «partecipazione» 

 

L’opera dei vandali, questa volta, ci costa 32mila euro e solo per evitare che qualcuno si faccia male. La giunta comunale ha approvato, la settimana scorsa, i lavori urgenti per mettere in sicurezza quel che rimane dell’ex ristorante Grotta Regina, a Torre a Mare. L’edificio, di proprietà del Demanio ma che il Comune custodisce del 2013, è stato divorato da un rogo doloso, un mese fa. Era vuoto da anni e in abbandono, al centro di un contenzioso (il pagamento di vecchi canoni per 150mila euro) finito davanti ai giudici del Tar. I carabinieri di Triggiano indagano e non è affatto escluso che il movente degli incendiari sia un disegno speculativo.

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